Referendum giustizia, Nordio rilancia: «Grazie alla mia riforma i cittadini più garantiti»
Il Mattino

Referendum giustizia, Nordio rilancia: «Grazie alla mia riforma i cittadini più garantiti»

Venerdì 6 marzo 2026
6 visualizzazioni

Ha ricordato la formazione professionale del padre, che era un avvocato cresciuto anche sulle arringhe del giurista napoletano Alfredo De Marsico. Eccolo il ministro della giustizia Carlo Nordio...

Ha ricordato la formazione professionale del padre, che era un avvocato cresciuto anche sulle arringhe del giurista napoletano Alfredo De Marsico. Eccolo il ministro della giustizia Carlo Nordio nella sua trasferta a Castelcapuano: alza lo sguardo attorno a sé per ammirare la bellezza della biblioteca dedicata al giurista partenopeo, per poi rispondere alle domande del direttore de Il Mattino Vincenzo Di Vincenzo: «Il dibattito sulla riforma purtroppo si sta politicizzando troppo e sta diventando un pro o contro Meloni. Quali sono i vantaggi per un cittadino se passa la riforma? Potrà finalmente avere la rappresentazione plastica davanti a sé della terzietà del giudice». A pochi giorni dal referendum sul progetto di riforma che punta a separare le carriere tra pm e giudici, ma anche a creare due Csm e un’alta corte di giustizia, il ministro guardasigilli è a Napoli per un dibattito su Una nuova giustizia, che è poi il titolo firmato dallo stesso guardasigilli. Nordio insiste su una premessa: «Bisogna seguire l’appello del presidente della Repubblica Mattarella e abbassare i toni».

APPROFONDIMENTI Referendum, Nordio: «Se vince il no resto qui». L’Anm: indipendenza da tutelareReferendum, Librandi: «Sì a una giustizia più trasparente»

Una convinzione che lo spinge, rispondendo alla domanda di un giornalista di Repubblica, ad un gesto di distensione rispetto al pg Aldo Policastro, duramente bersagliato da Nordio, per aver paragonato la riforma della giustizia al progetto eversivo della P2: «Ma sì che oggi stringerei la mano al pg Policastro - ha spiegato - il buono perdona, il saggio dimentica». Ma restiamo agli effetti della riforma. Cosa risponde Nordio a chi chiede risorse e finanziamenti? Cosa replica a chi dice che sono ben altri gli interventi da apportare al sistema giudiziario italiano? «Bisogna andare oltre il cosiddetto “benaltrismo”, che è un trucco verbale secondo il quale i problemi della giustizia sono sempre altri, quindi conviene non fare nulla. Abbiamo colmato e stiamo colmando gli organici della magistratura, degli uffici del processo (non potendo contare più sui fondi del Pnrr) e della magistratura onoraria».

Il retroscena

Poi un riferimento al tentativo di cambiare anche i criteri di selezione attualmente operati dal Csm. Il ministro svela un retroscena ben noto agli addetti ai lavori: «Capita che lo stesso pm che chiede a un giudice una condanna poi nello stesso pomeriggio segga nel consiglio giudiziario e si trovi a valutare la crescita professionale o le competenze professionali di quello stesso giudice. A me è successo da pm. Oggi abbiamo introdotto altri criteri di selezione». Inevitabile un riferimento ai tempi prolungati per nominare i capi degli uffici: «Non è giusto che quando cambiano i vertici degli uffici debbano passare anche due anni prima di una nuova nomina perché si deve dare corso a nomine a pacchetto. Chi occupa degli uffici di vertice è sicuramente all’altezza di svolgere questo compito ma ci saranno magistrati comunque preparati che non hanno contatti con correnti della magistratura e che restano fuori dalla possibilità di essere selezionati». Applausi. Dunque, per Nordio, con la riforma della giustizia «si attua quel processo accusatorio che è stato voluto 40 anni fa da un eroe della resistenza come il professor Giuliano Vassalli, grande giurista socialista». Dello stesso avviso il presidente del consiglio nazionale forense Francesco Greco che, a chi rivendica l’importanza di mantenere il pm ancorato nella logica della giurisdizione, ricorda un concetto figlio di una sana forma di pragmatismo: «In tanti anni di lavoro, non ho incontrato tanti pm disposti a depositare prove a favore dell’imputato». Spiega il presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati Carmine Foreste: «Per capire la bontà della riforma della Giustizia basterebbe solo leggere i sette articoli della Costituzione e non ascoltare altro». Per Foreste si tratta di una riforma «epocale, nata nel tempo e costruita sulla base di quelli che sono i principi di democrazia, di un riequlibrio dei poteri».

La trama

Tocca a Marta Schifone, deputata di FdI: «Una nuova giustizia non è solo il titolo del libro del ministro Nordio, rappresenta anche un progetto sfidante per il futuro della Nazione ed ha restituito una dimensione sistemica al dibattito sulla giustizia, sottraendolo alla frammentazione quotidiana caratterizzata spesso da propaganda e slogan». Per il viceministro Edmondo Cirielli non ci sono dubbi sulla necessità di riportare il dibattito della giustizia a un dialogo costruttivo, alla luce di una riforma «che garantisce un riequilibrio tra i poteri in uno stato democratico».

Impegnato sul fronte del Sì anche l’avvocato Alfredo Sorge, penalista di provata esperienza professionale, che ha offerto il proprio contributo di esperienza maturata in decenni di lavoro nelle aule di giustizia per ribadire l’importanza della separazione delle carriere tra pm e giudici.

Condividi questo articolo