Autorità portuale, è scontro sui tempi di opere e cantieri
Il Mattino

Autorità portuale, è scontro sui tempi di opere e cantieri

Venerdì 6 marzo 2026
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Porti fermi, operatori e concessionari di Napoli e Salerno sul piede di guerra. Ancora una volta nel mirino ci sono i dipendenti dell?Autorità di sistema portuale del mare Tirreno...

Porti fermi, operatori e concessionari di Napoli e Salerno sul piede di guerra. Ancora una volta nel mirino ci sono i dipendenti dell’Autorità di sistema portuale del mare Tirreno centrale accusati di «un progressivo rallentamento, oggi divenuto insostenibile, delle risposte alle legittime istanze che di volta in volta vengono prodotte all’Autorità di sistema portuale allo scopo di risolvere questioni legate all’operatività quotidiana, al superamento di problematiche connesse alle criticità dei fondali e delle infrastrutture, alle attività amministrative connesse alle concessioni demaniali che coinvolgono e talvolta inibiscono o rendono inefficaci gli investimenti di natura privata o, ancora peggio, producono una lesione dei costi generali».

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Questo è solo uno degli atti di accusa contenuti in un documento che la stragrande maggioranza degli operatori, condivisa anche dal presidente nazionale Conftrasporto Pasquale Russo, hanno fatto pervenire alla governance dell’Adsp, al ministero dei Trasporti, ad Assoporti, alle parti datoriali e sindacali, ai componenti dell’Organismo di Partenariato. Ed è proprio dalla riunione dell’Organismo di Partenariato, che si è tenuta il 19 dicembre scorso, che è emerso un malessere strisciante degli operatori, esploso in vivace conflitto verbale censurato da alcune organizzazioni sindacali.

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Lo scontro

Ma cosa lamentano gli operatori, al di là delle espressioni usate in quella occasione? L’estenuante lentezza con cui ottengono risposte dagli uffici dell’Adsp, «a fronte di super-stipendi, formati da benefici che si sono stratificati negli anni per la benevolenza di questa o quella governance». Una situazione paradossale, figlia del fatto che i dipendenti delle Adsp pur essendo di fatto dipendenti pubblici, lavorano con un contratto di natura privatistica. Il risultato di oggi - questione ben nota al ministro Salvini e al viceministro Rixi - è che un dipendente dell’Adsp guadagna praticamente il doppio rispetto a un pari grado dipendente di Regione o Comune. Queste cose sono state rinfacciate ad alta voce e, ripetutamente, in quella riunione dell’Organismo per sottolineare, che «in tempi di analisi, di valutazione e di risposta alle singole questioni poste di volta in volta sono diventati inaccettabili oltre che ingiustificabili ed hanno già prodotto recentemente - è scritto nel documento - contenziosi in cui l’Autorità di sistema è uscita soccombente e per questo è stata costretta a liquidare danni per importi considerevoli. Il tutto in un aperto addebito che evidenzia l’inefficacia della struttura operativa».

E ancora: «Ormai è questione nota a tutti gli interlocutori la vicenda surreale dei mancati escavi dei fondali, neanche più giustificabile dall’eccesso di regolamentazione di livello nazionale, ovvero del completamento della Nuova Darsena di Levante, che dopo 24 anni e 240 milioni di finanziamenti pubblici erogati a vario titolo, non intravede una prospettiva di sviluppo nel breve periodo, lasciando anche irrisolte importanti questioni interferenziali che, se non affrontate adeguatamente, pregiudicheranno ulteriormente le attività già messe in campo oltre agli investimenti dei diversi operatori coinvolti». Gli operatori mettono anche in evidenza «l’ampio apprezzamento per il lavoro svolto dei vertici dell’Adsp per le visioni sulle prospettive di sviluppo illustrate dal presidente Eliseo Cuccaro di recente nomina, a cui - è detto nel documento - rinnoviamo gli auguri di buon lavoro». E infine si aggiunge: «Auspichiamo che l’attuale governance provveda ad attivare - nel più breve tempo possibile - un piano straordinario di recupero del ritardo di lavoro accumulato negli ultimi tempi, con azioni concrete in grado di fornire risposte tempestive alle diverse esigenze rappresentate dai concessionari e dagli operatori portuali».

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