Autovelox, il prefetto spegne 67 rilevatori: non sono in regola
Arriva da Napoli, e in particolare dal Prefetto Michele di Bari, un?importante svolta nel complesso caos giuridico degli autovelox che sta riguardando tutto il Paese. Con l?obiettivo...
Arriva da Napoli, e in particolare dal Prefetto Michele di Bari, un’importante svolta nel complesso caos giuridico degli autovelox che sta riguardando tutto il Paese. Con l’obiettivo di fare chiarezza nell’applicazione della normativa sulle rilevazioni automatiche della velocità, l’Ente di Governo partenopeo ha emanato un decreto il 3 marzo, con cui ha disposto la sospensione di 67 rilevatori di velocità: «Al fine di garantire l’uniformità applicativa della normativa vigente - si legge nel documento - la trasparenza e legalità dell’azione amministrativa, nonché garantire la piena conformità e legittimità dei dispositivi di rilevazione della velocità appare opportuno attendere l’adozione dei provvedimenti attuativi del Decreto ministeriale, per una puntuale verifica della conformità dei suddetti apparecchi ai nuovi criteri tecnici e operativi previsti dalle sopravvenienze normative».
APPROFONDIMENTI Autovelox, in provincia di Caserta regolari
La nota
Di Bari, nello specifico, ha sospeso i decreti con cui, tra 2018 e 2023, erano stati individuati i tratti di strada in cui era possibile procedere ai controlli automatici della velocità “senza contestazione immediata”. Insomma, le multe elevate da questi autovelox dal 2018 sono contestabili. Diversi rilevatori di velocità tra Napoli e Provincia, in ogni caso, non risultano in funzione. In una nota inviata a Il Mattino, la Prefettura sottolinea che in attuazione della legge 168/2002, che in materia di autovelox affida al Prefetto il compito di individuare le strade o tratti di esse, diverse da autostrade e strade extraurbane principali, si è reso necessario procedere a una ricognizione dei dispositivi per il controllo della velocità senza contestazione immediata, alla luce del mutato quadro normativo e, da ultimo, delle prescrizioni del Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dell’11 aprile 2024. Con l’obiettivo di garantire l’uniforme applicazione della normativa vigente sul territorio dell’area metropolitana, il Prefetto aveva diramato circolari il 14 giugno e il 26 luglio ’24. E aveva convocato riunioni tecniche il 14 aprile 2025 e il 26 febbraio ’26. Vi hanno preso parte Forze di polizia, Polizie locali e i Comuni interessati all’installazione dei dispositivi. Nel corso degli incontri -prosegue la nota prefettizia - è stato formalmente richiamato l’obbligo di stretta conformità dei sistemi di rilevazione alla disciplina di settore. Ed è stata condivisa la necessità di aggiornare l’istruttoria, tenuto conto dei requisiti tecnici e delle caratteristiche delle arterie viarie previsti dal citato decreto ministeriale. È insomma in funzione di questo percorso che, il 3 marzo, è stata disposta la sospensione dei precedenti provvedimenti autorizzativi. Resta ferma la disciplina concernente i dispositivi con contestazione immediata - prosegue l’Ente di Governo - il cui impiego continua a essere regolato dalle normative vigenti. Le Amministrazioni intervenute – conclude la nota – hanno condiviso l’esigenza di assicurare il pieno rispetto delle previsioni legislative e regolamentari, anche per prevenire possibili contenziosi e garantire la legittimità dell’azione amministrativa. Peraltro, dai dati del contenzioso risultano accolti un numero elevato di ricorsi presentati contro verbali di contestazione per violazioni connesse all’elevata velocità, con conseguente annullamento dei verbali. L’Osservatorio prefettizio proseguirà il suo percorso.
Lo scenario
Per comprendere appieno lo scenario, bisogna fare un passo indietro. La Cassazione ha infatti stabilito che un autovelox possa elevare multe solo nel caso in cui risulti omologato (cioè che rispetti caratteristiche di affidabilità, precisione e conformità). Se un rilevatore di velocità è soltanto “autorizzato”, in pratica, non può comminare sanzioni. Proprio questa differenza tra autovelox omologati e autorizzati ha prodotto una cascata di ricorsi, e un effetto domino di annullamenti di sanzioni in tutta Italia. «Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - si legge ancora nel documento della Prefettura - ha avviato una ricognizione nazionale dei dispositivi di controllo della velocità attualmente in uso, al fine di verificarne la rispondenza ai nuovi criteri fissati dal dm dell’11 aprile 2024». È dal 1992 che si aspetta il decreto attuativo che specifichi le modalità dell’omologazione. Il governo ha da poco notificato la bozza delle nuove norme a Bruxelles, in cui disciplina tarature, verifiche, controlli su produzione e software di gestione dei dati degli autovelox omologati (fatto non secondario, quest’ultimo, considerando che le telecamere del traffico, se hackerate, restituiscono dati sensibili importanti).