«I bimbi hanno ferito le educatrici con dei bastoni, la madre li ha giustificati». Cosa dice l'ordinanza per la famiglia nel bosco
Svolta drammatica nella vicenda della cosiddetta famiglia del bosco. Il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha disposto l?allontanamento immediato della madre dalla casa famiglia di...
Svolta drammatica nella vicenda della cosiddetta famiglia del bosco. Il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha disposto l’allontanamento immediato della madre dalla casa famiglia di Vasto e la contestuale separazione dei minori, che verranno ricollocati in strutture diverse senza la donna. Il provvedimento è stato confermato dal legale della famiglia, l’avvocato Marco Femminella, a margine di una perizia psicologica già programmata. E dalla relazione emergono particolari inquietanti.
APPROFONDIMENTI«Allontanare la mamma e separare i fratellini»Foto
Aggressioni e violenze: cosa dice l'ordinanza
Nelle tredici pagine della relazione, i giudici delineano un quadro di forte criticità. Il Tribunale contesta alla donna, Catherine, una condotta definita “ostativa” e la violazione dell'obbligo scolastico per i figli, oltre a una eccessiva esposizione mediatica del caso. Al contrario, viene disposto un intensificarsi dei rapporti con il padre, ritenuto figura “collaborativa”. A pesare sulla decisione sono stati anche recenti episodi di violenza all'interno della comunità. Secondo gli atti, i bambini avrebbero tentato di aggredire le educatrici utilizzando bastoni ricavati dalla rottura di alcune persiane.
In una circostanza, un'operatrice ha riportato ferite al mento e alle mani; l'incolumità degli altri ospiti - tra cui una neonata - sarebbe stata messa a rischio senza che la madre intervenisse per placare i figli. Anzi, la donna avrebbe imputato la responsabilità degli scontri esclusivamente al personale della struttura.Cosa succede ora?
L'ordinanza prevede che l'allontanamento possa essere eseguito con l'ausilio della forza pubblica. Sebbene il consiglio di amministrazione della casa famiglia di Vasto abbia precisato di non aver richiesto esplicitamente il trasferimento, la struttura aveva già segnalato a febbraio gravi difficoltà nella gestione quotidiana, lamentando il mancato rispetto delle regole interne e dei protocolli organizzativi. Al tutore e al curatore speciale è stato ora affidato il compito di attivare ogni misura necessaria per tutelare la riservatezza dei minori in questa delicata fase di transizione.