Napoli-Torino 2-1, la festa dell'orgoglio e si rivedono le stelle
È la vittoria che fa avvicinare il Napoli al secondo posto: azzurri -a 1 dal Milan, domani sera atteso dal derby con l?irraggiungibile capolista Inter. A Pasquetta la squadra di...
È la vittoria che fa avvicinare il Napoli al secondo posto: azzurri -a 1 dal Milan, domani sera atteso dal derby con l’irraggiungibile capolista Inter.
A Pasquetta la squadra di Allegri verrà al Maradona, uno scontro diretto che Conte dovrà sfruttare per conquistare la piazza d’onore. Lui, dalla Juve in poi, è sempre arrivato primo o secondo in classifica, come ricordò Buffon quando De Laurentiis annunciò il suo ingaggio. Senza tutti questi infortuni, la stagione avrebbe avuto una storia differente. Ma è inutile ripensarci, si guardi al futuro e alle ultime 10 partite, dopo la convincente vittoria sul debole Torino, colpito da Alisson al 7’. La seconda rete al Maradona per il brasiliano che fino a un anno fa giocava nella serie B portoghese. È stato preso due mesi fa per completare la rosa, con il connazionale Giovane. Gli innesti più importanti sono però rappresentati dai rientri dei campioni infortunati. Dopo Lukaku, decisivo a Verona, si è rivisto Anguissa, che era uscito di scena quasi quattro mesi fa. Ottima prova dal punto di vista della condizione e della personalità. Il camerunense ha ripreso il controllo del centrocampo - dove pesanti sono le assenze di Lobotka e McTominay - sostituendo nell’intervallo Vergara, dolorante a un piede. Ultimo quarto d’ora per De Bruyne, entrato al posto di Alisson, il protagonista della diciassettesima vittoria in campionato. In questa notte si sono riviste le stelle.
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A prescindere dall’infortunio di Lobotka, Conte ha fatto un’altra mossa, escludendo Beukema e schierando il mancino Juan Jesus a destra. «Scelta tecnica e poi Juan Jesus ha già giocato da quel lato», ha precisato Conte nel prepartita: si ha la sensazione che il difensore olandese non lo convinca. Il Napoli è apparso più sciolto rispetto al Bentegodi, dove aveva fatto fatica per piegare l’ultima in classifica. Alisson con un gran destro ha colto impreparato Paleari. Il Toro degli ex Simeone (il Cholito si è emozionato per gli applausi quando è stato sostituito) e Zapata ha lasciato a casa il suo proverbiale cuore e non è riuscito ad aggredire gli azzurri, lasciando loro campo soprattutto nella ripresa, quando Alisson ha ingaggiato un duello con il portiere, intuendo la sua serata di poca grazia, con la difficoltà per bloccare il pallone. Non si possono immaginare le prospettive di Alisson, però quei suoi scatti sulla sinistra ricordano Kvara, che scrisse la storia del terzo scudetto. Gli azzurri hanno la mentalità giusta. Lottano e attaccano, cercando sempre di imporsi sugli avversari. Hanno consapevolezza della loro (ritrovata) forza. La partita l’ha chiusa Elmas, che nello scorso campionato aveva indossato la maglia granata: diciottesimo azzurro a segno, nella stagione in cui sono mancati i gol di Lukaku e (da un po’) quelli di McTominay. Il finale è stato, però, di sofferenza dopo la rete di Casadei a tre minuti dalla fine. E in quel momento delicato si è fatta sentire la voce del Maradona per sostenere la squadra ed evitare la beffa della rimonta.
La serata è stata aperta dall’omaggio del Napoli e dello stadio a Sal Da Vinci, il vincitore di Sanremo che ha cantato con i tifosi “Per sempre sì”. Un’emozione forte, anche per De Laurentiis che ha assistito dalla tribuna all’esibizione mentre suo figlio Edoardo ha premiato l’artista con la maglia numero 1. È stato un dono al trionfatore del Festival, che ha alle spalle quasi mezzo secolo di carriera, in cui ha diffuso una sana immagine di Napoli, così come fa la squadra difendendo sé stessa e la città da quei veleni razzisti purtroppo emersi anche dopo il successo di Sal. È come se desse fastidio, a chi è distante da qui, una vittoria di Napoli. Sono anche questi risultati - nel campionato di calcio e in quello della canzone - a certificare la crescita della città. Non ci stancheremo mai di festeggiarli come è accaduto ieri a Fuorigrotta, nell’esibizione più emozionante per il ragazzo della Torretta che vide i primi scudetti dalla curva. È un abbraccio che meritava.