La ricetta di De Laurentiis: «Più spazio per la Nazionale col campionato a 16 squadre»
Il Mattino

La ricetta di De Laurentiis: «Più spazio per la Nazionale col campionato a 16 squadre»

Giovedì 2 aprile 2026
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C?è un Paese che si domanda come sia possibile tutto questo. Si può credere che sia semplicemente mancata la fortuna ai calci di rigore in Bosnia. Oppure si può provare...

C’è un Paese che si domanda come sia possibile tutto questo. Si può credere che sia semplicemente mancata la fortuna ai calci di rigore in Bosnia. Oppure si può provare a ricostruire cos’è successo in questi ultimi 12 anni, lentamente, un po’ per volta. «Tutto questo perché abbiamo messo ‘a pazziella mman’e criature». Come sempre spietato il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis nelle sue sintesi e nelle sue analisi. Ha votato Gravina alle ultime elezioni della Figc, assieme a quasi tutta la serie A, ma da qualche tempo ha altre idee su come gestire la Federcalcio: «L’uomo giusto per rilanciare il calcio italiano è Giovanni Malagò: in due anni sistema le cose», dice a Radio Crc di buon mattino. Nel suo intervento, mette da parte tutto quello che pure poteva essere fatto dalla Lega Serie A in questi anni (compresa la riduzione delle squadre, da 20 a 16) e getta la croce addosso alla Federcalcio. «Nel calcio italiano bisogna resettare e ripartire da zero. Mi viene solo da sorridere a pensare a come ci siamo ridotti».

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Le accuse 

Non c’è molto di nuovo nel suo intervento. Se non la volata lanciata praticamente all’alba, quasi per primo all’ex numero uno del Coni, Malagò: «E non solo perché è mio amico, ma lui è un grande professionista. Abbiamo sempre detto che si gioca troppo e tutto questo distrugge i nostri calciatori. Oggi si continua a voler essere 20 squadre, ma se tornassimo a 16 squadre, se abolissimo le Supercoppe da giocare in Arabia Saudita (che viene organizzata dalla Lega Serie A, ndr) risparmieremmo i nostri giocatori - che sono un patrimonio da noi pagato - e avremmo il tempo per poter far allenare la Nazionale». Sì, e poco importa che proprio i club hanno detto di no persino allo stage chiesto da Gattuso. Che ha barattato gli allenamenti a Coverciano con una serie di cene di gruppo. «Sono anni che accuso che nel calcio italiano tutto è dormiente e che nulla si sposta, perché non spostando nulla tutti vivacchiano: io non sono uno a cui piace vivacchiare. Il mondo dello sport, dove c'è di mezzo anche lo Stato, è stato foriero di grandi successi: ne abbiamo avuto riscontro alle ultime Olimpiadi invernali e alle precedenti Olimpiadi estive. Malagò è stato uno che ha lavorato molto bene, ineccepibile dal punto di vista professionale».

De Laurentiis, la cui gestione del Napoli lo rende tra i capitani d’industria migliori del calcio italiano, detta la sua ricetta: «Nel calcio bisogna resettare e non avere paura e vergogna di ripartire da zero. Io mi sono stancato di dover mettere a disposizione i miei giocatori: i miei giocatori lo sono se mi rimborsi una parte consistente di quello che investiamo e se mi fai un'assicurazione totale del suo valore in caso di infortunio. Non possiamo sempre giocare con i soldi degli altri. Adesso bisogna mettere i puntini sulle “i”, perché il momento non è tragico, a condizione che tutti ne prendano coscienza e si riparta da zero. 16 squadre, meno partite, più tempo per allenare la Nazionale». E ancora: «A volte la politica dimentica che ci sono 28 milioni di tifosi, che sono anche elettori: il calcio è uno sport collettivo che muove tanti interessi ed anche anime».

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