Un po? di Napoli andrà al Mondiale grazie a Cannavaro e Montella
Il Mattino

Un po? di Napoli andrà al Mondiale grazie a Cannavaro e Montella

Giovedì 2 aprile 2026
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Per fortuna ci sono loro: Fabio e Vincenzo. Ovvero Cannavaro e Montella, quei figli di Napoli che a giugno partiranno per il mondiale americano alla guida di Uzbekistan e Turchia. Loro, i due ct...

Per fortuna ci sono loro: Fabio e Vincenzo. Ovvero Cannavaro e Montella, quei figli di Napoli che a giugno partiranno per il mondiale americano alla guida di Uzbekistan e Turchia. Loro, i due ct napoletani, il mondiale lo giocheranno e anche da protagonisti.

Alzala capitano 

Esattamente 20 anni dopo quell’estate da sogno in Germania nel 2006, Fabio Cannavaro ritorna “sul luogo del delitto”. Era lui il capitano della Nazionale che vinse il Mondiale battendo la Francia in quella interminabile finale. Nelle sue mani che avvolgevano la tanto ambita coppa del Mondo c’era l’Italia intera che si stringeva e spiccava il volo vero il cielo scuro di Berlino diventato tutto azzurro per quella notte. Ma stavolta il Mondiale lo vedrà da una prospettiva differente, non più al centro della difesa, testa alta e petto in fuori, ma dalla panchina, quella della nazionale uzbeka che guida dallo scorso 2 ottobre, quando fu chiamato dalla federazione per prendere il posto di Kapatze (sostituto ad interim dell’ex ct Katanec dimessosi per ragioni di salute). Il paradosso di Cannavaro è che non solo si è trovato sulla panchina di una nazionale già qualificata, ma per di più si trova sulla panchina di una nazionale che ha partecipato a meno mondiali di lui, visto che per l’Uzbekistan si tratta di una prima volta assoluta. Gli uzbeki sono inseriti nel gruppo K con Portogallo, Colombia e Repubblica Democratica del Congo e l’esordio è previsto per il 17 giugno a Città del Messico contro i colombiani. Al netto del Portogallo di CR7 e i suoi fratellini, gli altri avversari del girone non sembrano irresistibili anche se Cannavaro dovrà lavorare molto sul gruppo appoggiandosi sul talento di Khusanov (del Manchester City) e sull’ex meteora in serie A Shomurodov (oggi attaccante dell’Istanbul Basaksehir).

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Aeroplanino turco

E poi c’è Vincenzo Montella che invece il Mondiale se lo è dovuto sudare alla guida della Turchia. Ha dovuto buttare fuori nelle due gare dei playoff prima la Romania in casa e poi il Kosovo in trasferta. Per due volte i turchi si sono imposti per 1-0: minimo sforzo, massimo risultato. Per la gioia del ct napoletano che oramai in Turchia è già considerato una sorta di santone. Dopo l’esperienza sulla panchina dell’Adana Demispor, nel 2023 è arrivata la chiamata da parte della federazione che gli ha affidato la guida tecnica della nazionale. Detto fatto, con Montella in panchina la Turchia è cresciuta tantissimo sia dal punto di vista dei risultati che da quello del gioco e così la qualificazione al Mondiale nord americano è diventata quasi una logica conseguenza del suo lavoro certosino di questi anni. Inserita nel gruppo D con Stati Uniti, Paraguay e Australia, la Turchia esordirà il prossimo 13 giugno a Vancouver contro l’Australia. E alla luce delle dirette avversarie Montella ha il diritto di sognare in grande per un posto almeno ai sedicesimi di finale. La qualità di una nazionale che può vantare al suo interno giocatori di talento come Yldiz e Guler o di esperienza come Calhanoglu e Celik è tale da sperare davvero in un’estate da favola per Montella e i suoi ragazzi.

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