Domenico Caliendo, messa e ulivo in suo onore al Monaldi: «Solidarietà alla famiglia e ai medici»
Il Mattino

Domenico Caliendo, messa e ulivo in suo onore al Monaldi: «Solidarietà alla famiglia e ai medici»

Giovedì 2 aprile 2026
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Una messa in memoria di Domenico e un ulivo perché il suo ricordo viva per sempre. Doppio appuntamento, ieri mattina nell?ospedale Monaldi, dove si è consumata una tragedia...

Una messa in memoria di Domenico e un ulivo perché il suo ricordo viva per sempre. Doppio appuntamento, ieri mattina nell’ospedale Monaldi, dove si è consumata una tragedia assurda e imprevedibile: la morte del piccolo di due anni e cinque mesi per colpa di un trapianto fallito. Saranno le indagini della Procura a chiarire e perseguire eventuali responsabilità penali e civili. Ma quella di ieri è stata la giornata della preghiera e del ricordo. Una giornata contrassegnata, però, da un’assenza importante: quella dei genitori del piccolo paziente, che hanno preferito disertare l’appuntamento dopo le tensioni registrate in seguito ad una richiesta di risarcimento stragiudiziale avanzato dall’avvocato della famiglia Mercolino-Caliendo. E non solo. Rompendo un silenzio che durava da tempo, la direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli non si è sottratta alle domande dei giornalisti.
Ma procediamo con ordine.

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La preghiera

A mezzogiorno e mezza la cappella dell’ospedale Monaldi è strapiena. Tantissimi camici bianchi: ci sono praticamente quasi tutti i responsabili dei reparti, compresi alcuni medici e infermieri della Cardiochirurgia pediatrica. Accanto a padre Alfredo Tortorella, cappellano della Chiesa della Croce, ad officiare il rito religioso del precetto pasquale c’è don Gennaro Matino, in rappresentanza del cardinale Battaglia.
Nella sua omelia Matino si sofferma sull’importanza di ogni “cura”, che sia cura di anime o di corpi. E in uno dei passaggi più forti spiega come - a poche ore dal Venerdì Santo - sulla Croce c’è anche il corpo del povero Domenico. C’è tanta commozione in chiesa.
A fine celebrazione parla l’avvocato Anna Iervolino. «Il mio pensiero, in questa Santa Pasqua, va alla famiglia del piccolo Domenico - dice - cui siamo sempre vicini e a tutte le famiglie che hanno sofferto lo stesso dolore. Il nostro pensiero va anche ai professionisti di questa azienda che sono stati anch’essi travolti da questa immane tragedia». Chiaro il riferimento ai sette medici indagati dalla Procura per omicidio colposo.

L’affondo

Dichiarazioni a tutto campo. «Siamo stati rivoltati come un calzino - aggiunge - Ispezioni ministeriali e regionali. Tutte. Queste confermano e confermeranno la forza di questa direzione e di questa governance che svolge e sta svolgendo con serietà, rigore, competenza e trasparenza il suo lavoro. Quando succede qualcosa di drammatico le responsabilità sono di tutti, nessuno può tirarsi indietro: noi tutti siamo responsabili della guerra nel mondo, dei bambini che muoiono di fame e che sono utilizzati nelle fabbriche come schiavi». 
A chi le chiede se abbia mai pensato o intenda pensare a un passo indietro, alle dimissioni, l’avvocato risponde: «Io sono un tecnico e lavoro, sono pagata per lavorare e sono formata per lavorare, sono 30 anni che svolgo questo lavoro. Il mio compito e la mia responsabilità sono continuare a lavorare, altre valutazioni o commenti non mi appartengono».

E sulla richiesta di risarcimento avanzata dall’avvocato Petruzzi per conto di mamma Patrizia e papà Antonio? Petruzzi, in una lettera aperta, alcuni giorni fa aveva denunciato “carenze, mancanza di umanità” e nessuna risposta dal Monaldi sulla proposta di dialogo per un accordo sul risarcimento. E aveva anche attaccato i vertici dell’ospedale per il loro comportamento – definito “indifferente, opaco, sordo” - nei confronti della famiglia del bimbo. Il penalista poi aveva chiesto un intervento al presidente della Regione Campania Roberto Fico e le dimissioni della dirigenza della struttura. 

Su questo punto è sempre la Iervolino a spiegare che si terrà la settimana prossima l’incontro tra i legali dell’Azienda dei Colli di Napoli e quello della famiglia del piccolo Domenico Caliendo per avviare le trattative sulla richiesta stragiudiziale di risarcimento. «Sono stata informata - ha detto - che la settimana prossima ci sarà un incontro che dà l’avvio alle trattative e sono fiduciosa, anzi sono certa, che si svolgeranno in maniera serena e soprattutto nel rispetto reciproco. In ogni caso, o nel processo o fuori dal processo, l'Azienda è responsabile civile ed è tenuta a un risarcimento: ora la misura, i tempi e i modi sono scanditi dalla legge, dai regolamenti e dai procedimenti amministrativi. Da questo momento in poi le trattative sono state formalizzate per iscritto». E c’è un’altra notizia: l’Azienda dei Colli «chiaramente si costituirà parte civile, ma lo farà quando inizierà il processo penale e secondo le regole del processo penale». Subito dopo la messa, nella aiuole dell’ospedale è stata apposta sull’ulivo appena piantato una targa dedicata a Domenico. A fine maggio, allo stadio Maradona, partita di beneficenza tra Napoli World e nazionale Palestinese: il ricavato verrà donato all’Unicef, alla Fondazione “Domenico Caliendo” e ad altre due associazioni benefiche.

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