La nuova maturità affonda i ?diplomifici?: è fuga dalle paritarie
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La nuova maturità segna un punto di svolta e ridefinisce l’intero equilibrio del sistema scolastico campano. L’ordinanza firmata dal ministro Giuseppe Valditara per l’Esame 2025-2026 non si limita a confermare l’impianto delle prove, ma introduce un cambio di paradigma: centralità del percorso dello studente, maggiore rigore nel colloquio orale e stop netto alla cosiddetta “scena muta”. È dentro questo scenario che va letto un dato destinato a fare scuola: in Campania, infatti, crollano gli iscritti alle paritarie, con una riduzione del 64,6% in sei anni. Il confronto è impietoso. Nell’anno scolastico 2019-2020 gli studenti delle scuole paritarie erano 92.986. Oggi, nel 2025-2026, si arriva a 32.969. In valori assoluti significa 60.017 studenti in meno, cioè quasi due su tre usciti dal sistema paritario. Non si tratta di una semplice oscillazione, ma di un ridimensionamento strutturale che fotografa la crisi di un modello che per anni ha funzionato come canale parallelo, soprattutto negli ultimi anni delle superiori, intercettando studenti in difficoltà o in cerca di percorsi più rapidi.
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L’inversione
A determinare questa inversione contribuisce un insieme di fattori che agiscono in modo convergente. Da un lato, la nuova maturità rafforza il legame tra esame e percorso reale: per essere ammessi resta obbligatoria la frequenza di almeno i tre quarti del monte ore annuale, insieme alla partecipazione alle prove Invalsi e ai percorsi di formazione scuola-lavoro. Dall’altro lato, cambia profondamente il colloquio: non più una prova aggirabile, ma un momento strutturato che valorizza il percorso individuale, le competenze e la capacità di collegare saperi diversi.
Il punto più netto è proprio lo stop alla scena muta. Il rifiuto di rispondere durante l’orale comporta conseguenze dirette sull’esito finale, fino alla non promozione. Un segnale chiaro: l’esame torna a essere verifica autentica e non passaggio formale. Ed è qui che il dato sulle paritarie assume un significato ancora più evidente: se l’esame si ancora alla frequenza reale e alla continuità didattica, si riducono automaticamente gli spazi per percorsi accelerati o costruiti su presenze solo formali.
I controlli
In parallelo, decisivo è stato il rafforzamento dei controlli. Nel quadro di questo crollo generalizzato degli esaminandi provenienti dalle paritarie, emerge con forza il dato territoriale. A Salerno il ridimensionamento è netto: si passa da circa 9 mila candidati di tre anni fa a meno di 4.400, quasi dimezzati. Anche nel Napoletano la curva segue la stessa traiettoria discendente: dagli oltre 19 mila studenti si scende sotto quota 11 mila. Due territori simbolo che certificano, nei numeri, la fine di una stagione e l’impatto concreto della stretta su controlli, esame e percorsi formativi. L’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, diretto da Monica Matano, ha intensificato le verifiche sulle scuole paritarie, attivando ispezioni mirate e controlli documentali stringenti sui requisiti di funzionamento. Le attività ispettive si focalizzano su possibili carenze di docenti, utilizzo di personale non abilitato, incongruenze nei contratti di lavoro e, soprattutto, la frequenza degli studenti.
Le revoche
È su queste basi che si è consolidata anche la risposta della giustizia amministrativa. Il Tar Campania e il Consiglio di Stato hanno confermato la legittimità delle revoche della parità per istituti che non garantivano standard minimi di qualità. In un caso emblematico, un istituto ha scelto di rinunciare alla parità e cessare l’attività dopo la bocciatura giudiziaria. In un altro, relativo a Vairano Patenora, i giudici hanno certificato l’assenza di alunni e docenti, locali inadeguati e strutture insufficienti, condannando l’ente anche al pagamento delle spese processuali. Particolarmente significativa è anche la decisione del Consiglio di Stato che ha confermato la revoca della parità per ben tre istituti dell’Agro nocerino-sarnese, respingendo i ricorsi e ribadendo la piena legittimità dell’azione ministeriale. La Campania passa da un sistema con un’ampia platea di iscritti alle paritarie a uno scenario in cui il bacino si riduce drasticamente. Un fenomeno che incide direttamente anche sulla maturità 2026, dove si registra un calo significativo dei candidati provenienti dal circuito paritario. «Siamo di fronte a una maturità del buonsenso – osserva Michele Zarrillo, consigliere giuridico di Valditara – un nuovo orale che contrasta la scena muta e restituisce valore al percorso dello studente. In parallelo, lo stop ai diplomifici è un impegno chiaro del Ministero per garantire legalità e qualità del sistema». Meno scorciatoie, quindi e più centralità della scuola del merito.