103 anni dell'Aeronautica Militare: «Da Napoli un messaggio di pace»
Le Frecce tricolori che sfrecciano nel momento esatto in cui i 140 allievi del corso «Grifo VI» dell?Accademia aeronautica di Pozzuoli urlano «Lo giuro». È il...
Le Frecce tricolori che sfrecciano nel momento esatto in cui i 140 allievi del corso «Grifo VI» dell’Accademia aeronautica di Pozzuoli urlano «Lo giuro». È il momento più forte e simbolico della tradizionale cerimonia di giuramento, a 103 anni dalla nascita dell'Aeronautica militare ed è la prima volta che l’evento si tiene lontano da Roma (anche se c’è un legame fortissimo con la Campania dove ha sede l’Accademia che forma appunto gli ufficiali): a salutare i militari c’è il ministro della Difesa, Guido Crosetto mentre è stata cancellata all’ultimo momento la presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella per le avverse condizioni meteo. Ed in effetti, ieri mattina sul Lungomare di Napoli, luogo scelto per la cerimonia, le condizioni erano a dir poco proibitive. Ma il vento sferzante non ha impensierito i futuri ufficiali, provenienti da tutta Italia, che hanno indossato la divisa dell’Arma azzurra dopo una selezione durissima che ha visto la partecipazione di migliaia di aspiranti.
APPROFONDIMENTI 103 anni dell'Aeronautica Militare, sul lungomare di Napoli la cerimonia con il rombo delle Frecce Tricolori
E così sul lungomare vanno in scena tutti i momenti chiave che, ogni anno, accompagnano la cerimonia: dalla rassegna dello schieramento al giuramento solenne degli allievi alla Repubblica Italiana, passando per il «battesimo» del corso e per la consegna di riconoscimenti a personale e reparti della Forza armata che si sono distinti nel servizio al Paese. Il Grifo VI, nato nel 1929 con il motto «Vola sempre, domina ovunque, sgomina chiunque», si schiera con i suoi allievi e i capi corso davanti al palco delle autorità. Rivolgendosi a loro, Crosetto ricorda il generale di brigata aerea Simone Mettini e l'allievo ufficiale pilota Lorenzo Nucheli, morti in un incidente aereo lo scorso primo ottobre durante una missione di addestramento nel Parco nazionale del Circeo.
Il ministro
«Non chiedo a voi soltanto di essere bravi dal punto di vista militare e tecnico, chiedo a voi di crescere come donne e uomini, perché abbiamo bisogno di persone capaci di capire il futuro prima che accada», dice il ministro Guido Crosetto che richiama i neo ufficiali a una formazione che vada oltre l’aspetto tecnico: «Serve la capacità di capire dove la storia sta andando, anche quando non è chiaro a tutti. Viviamo in un mondo che cambia rapidamente e spesso in peggio, e abbiamo la responsabilità di non far deteriorare ciò che ci circonda». In questo contesto il concetto stesso di difesa, aggiunge Crosetto, si amplia: «Difesa non significa solo strumenti militari, ma capacità di prevenire le crisi, di leggere in anticipo i fenomeni e di intervenire prima che esplodano. Significa costruire condizioni più generali che vanno oltre gli armamenti e la stessa formazione». La sicurezza futura, conclude il ministro, «dipenderà dalla nostra capacità di vedere prima cosa sta accadendo e di fermarlo». Un concetto che poi amplia: «Non siamo una grande potenza militare, ma siamo una grande potenza culturale, e possiamo usare questa influenza per costruire pace, favorire il dialogo e spegnere i conflitti, facendo prevalere il ragionamento, la pace e l’umanità sulla forza delle armi». Oltre al ministro Crosetto sono presenti il sindaco Manfredi ed il governatore Fico, il prefetto di Bari, il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, quelli dell’Esercito e della Marina Militare oltre naturalmente a quello dell'Aeronautica militare, generale Antonio Conserva, che fa gli onori di casa.
Il Capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, fa notare intanto come l’ordine globale stia cambiando «rapidamente e continuamente». «Le alleanze si ridisegnano - aggiunge Portolano - e le tensioni regionali si trasformano in onde d’urto che attraversano i confini e raggiungono i mercati energetici, i sistemi economici, le architetture di sicurezza di tutto il mondo e la vita quotidiana di milioni di persone. In questo scenario siamo chiamati a rispondere a sfide di straordinaria portata per garantire la sicurezza».