Trump: «Iran decimato, obiettivi quasi raggiunti. Chi riceve petrolio da Hormuz se ne occupi». Il discorso alla nazione e l'effetto sui mercati
Il Mattino

Trump: «Iran decimato, obiettivi quasi raggiunti. Chi riceve petrolio da Hormuz se ne occupi». Il discorso alla nazione e l'effetto sui mercati

Giovedì 2 aprile 2026
6 visualizzazioni

Nessun annuncio importante, nessun cessate il fuoco in Iran, nessun nuovo attacco alla Nato. Nel suo discorso alla nazione - il primo dall'inizio della guerra -, Donald...

Top News - NewsletterOgni giorno le notizie più lette della giornataIscriviti e ricevi le notizie via email

Nessun annuncio importante, nessun cessate il fuoco in Iran, nessun nuovo attacco alla Nato. Nel suo discorso alla nazione - il primo dall'inizio della guerra -, Donald Trump ha ribadito quanto già detto nei giorni scorsi. Dal petrolio a Hormuz, passando per la minaccia di Teheran e il cambio di regime, il presidente statunitense ha illustrato le motivazioni dell'amministrazione per il conflitto, presentando i successi delle operazioni militari condotte finora e rassicurando al contempo gli americani sul fatto che la guerra si sta avvicinando alla conclusione.

APPROFONDIMENTI Foto

E il Brent sale di nuovo sopra i 105 dollari al barile
Fine guerra in Iran, i mercati ci credono
Usa fuori dalla Nato?
 

 

Il discorso di Trump

Nel suo discorso, durato diciannove minuti, Trump ha presentato l'attacco degli Stati Uniti come una risposta a decenni di violenze attribuite all'Iran e ai suoi alleati, ribadendo la necessità di impedire al Paese di dotarsi di armi nucleari. «Sto facendo quello che nessun altro presidente era disposto a fare», ha detto, attaccando anche il «disastroso» accordo sul nucleare con Teheran firmato da Barack Obama.

Il tycoon ha inoltre messo in evidenza i recenti successi militari: «Nelle ultime quattro settimane, le nostre forze armate hanno conseguito vittorie rapide, decisive e schiaccianti», sostenendo che gli Stati Uniti stanno «smantellando sistematicamente la capacità del regime di minacciare l'America». Ha poi invitato gli americani alla pazienza, definendo ancora una volta la guerra un «investimento» per il futuro.

Ma sulla fine del conflitto, il presidente è rimasto volutamente vago. «Siamo vicini a finire il lavoro e lo finiremo molto presto», ha assicurato, senza però fornire dettagli concreti su una strategia di uscita. Al contrario, ha ribadito le minacce nei confronti di Teheran: gli Stati Uniti «colpiranno molto duramente l'Iran nelle prossime due-tre settimane», fino a «farlo tornare all'età della pietra». E, in assenza di un accordo diplomatico, ha aggiunto, Washington è pronta a «colpire i loro impianti elettrici».

Il presidente non ha nemmeno chiarito quale sia il piano finale del conflitto, né se intenda ricorrere all'invio di truppe di terra per ottenere il controllo dell'uranio arricchito iraniano o per limitare l'influenza di Teheran sullo Stretto di Hormuz. Sul punto, Trump ha anche rivendicato la posizione americana sull'energia: «Noi non importiamo petrolio dallo Stretto e non ne abbiamo bisogno», affermando che saranno altri Paesi a doversi occupare della sicurezza dell'area. Anche sul fronte diplomatico non sono emersi sviluppi positivi: Trump non ha offerto nuovi segnali di apertura, preferendo invece reiterare minacce di escalation, inclusa la possibilità di colpire infrastrutture energetiche iraniane. Una scelta che potrebbe ampliare ulteriormente il conflitto che sta cercando di giustificare davanti agli americani.

La reazione dei mercati

Oil prices surge following tonight’s address by U.S. President Donald J. Trump regarding the Iran War, with Crude Oil WTI surpassing $103 per barrel while Brent Crude Oil approaches $106. pic.twitter.com/bmt2Y8j4mC

— OSINTdefender (@sentdefender) April 2, 2026

Se il discorso alla nazione di Trump non ha aggiunto nulla di nuovo alla situazione mondiale, ben più interessante è stato l'effetto delle sue parole sui mercati mondiali. Il prezzo del petrolio Brent è salito infatti bruscamente in Asia dopo il discorso del presidente statunitense, superando nuovamente i 105 dollari al barile. Il Brent è balzato di oltre il 4% a 105,55 intorno, mentre il greggio Wti ha guadagnato il 3% a 103,16 dollari al barile dopo che entrambi avevano mostrato una tendenza al ribasso prima che Trump dichiarasse che l'Iran verrà stato colpito «duramente» per altre due o tre settimane. 

 

Condividi questo articolo