Minori a Napoli, ancora spari vicino al Plebiscito: «Ferito sedicenne»
Il Mattino

Minori a Napoli, ancora spari vicino al Plebiscito: «Ferito sedicenne»

Giovedì 2 aprile 2026
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Erano in due e sono sbucati dai vicoli in sella a uno scooter. Hanno rallentato in piazza Carolina, giusto il tempo di prendere la mira, poi hanno fatto fuoco. Sei colpi hanno raggiunto alle gambe...

Erano in due e sono sbucati dai vicoli in sella a uno scooter. Hanno rallentato in piazza Carolina, giusto il tempo di prendere la mira, poi hanno fatto fuoco. Sei colpi hanno raggiunto alle gambe il loro obiettivo: la vittima è un 16enne incensurato (ha un fratello coinvolto in fatti di droga) ed abita ai Quartieri Spagnoli. Nuovo raid armato in piazza Carolina, siamo a due passi dalla Prefettura e dallo scorcio mozzafiato di piazza del Plebiscito. Napoli di nuovo violata da violenza criminale, babygang ancora in azione. Riannodiamo il nastro: la mezzanotte è passata da trenta minuti, si nota una coppia di centauri in sella a una moto.

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Sono entrambi giovanissimi, hanno il volto travisato dal casco, outlook di ordinanza, con sneaker nere e tuta nera. Eccoli al centro del monitor di un sistema di sorveglianza. Uno guida e l'altro spara. Uno mantiene l'equilibrio, l'altro colpisce il proprio target. Non volevano uccidere, ma solo ferire la vittima. Una scena vecchia e nuova al tempo stesso.

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Sequenza maledettamente simile a quella del 12 dicembre, quando un intero gruppo di centauri calò da piazzetta Cariati per colpire quelli di Pizzofalcone. Oggi la scena è più essenziale, non per questo meno significativa. Immediata la replica delle istituzioni. Il primo a lanciare l'allarme è stato il parlamentare Francesco Borrelli (Avs), che nelle prime ore del mattino ricostruisce la storia dell'ennesimo agguato consumato vicini ai Palazzi istituzionali.

Il presidio

Tocca al prefetto Michele di Bari passare alle vie di fatto. Si legge in una nota: il prefetto segue «con la massima attenzione l'evolversi delle attività investigative in piazza Carolina». Ma in cosa consiste la stretta dei controlli? È stato immediatamente disposto un ulteriore rafforzamento dei servizi di prevenzione e controllo, con un posto di vigilanza fissa nella piazza, nelle fasce serali e notturne, secondo il Piano coordinato di controllo del territorio, a cura della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri.

Un dispositivo che si aggiunge alla pianificazione già disposta dal prefetto in seno al comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica nella stessa area, che prevede frequenti passaggi e soste prolungate delle forze di polizia, cui concorre una pattuglia dell'Esercito Italiano - Operazione Strade Sicure, in servizio di vigilanza fissa h24 nella vicina Piazza Trieste e Trento. Non è finita.

Le festività

Il prefetto ha anche assicurato l'ulteriore intensificazione delle misure in vista delle prossime festività pasquali. In sintesi, vengono assicurati più controlli e pattugliamenti, nelle zone che saranno interessate dalla movida notturna, ma anche dallo struscio laico (quello commerciale e mondano) e quello religioso (in occasione dei riti Pasquali). Una vicenda, quella dell'agguato della scorsa notte, su cui interviene anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

Da sindaco della città meta delle rotte turistiche, ma anche da leader Anci, la fascia tricolore chiede l'intensificazione dei controlli: «Ho sentito il prefetto - esordisce, c'è stato il suo intervento molto tempestivo e lo ringrazio, per fare in modo che ci sia un presidio fisso delle forze dell'ordine la sera e la notte a Piazza Carolina nelle prossime settimane. Abbiamo bisogno di più pattugliamento del territorio, più presenza fisica, perché sicuramente questo, insieme alla videosorveglianza che sta lavorando egregiamente, rappresenta un grande deterrente. Ci saranno interventi sempre più tempestivi e sempre più di presenza delle forze dell'ordine in strada e questo è importante».

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Ma torniamo alle indagini. Inchiesta condotta dalla Dda di Napoli e dalla Procura per i minorenni, al lavoro la Squadra Mobile del primo dirigente Mario Grassia. C'è una traccia. Si punta a verificare eventuali collegamenti con altri episodi di cronaca avvenuti in recente passato. Strascichi di violenza, vendette per fatti avvenuti a metà strada tra la realtà vissuta tra vicoli e piazze di Napoli e i canali social, sempre più trafficati dalle nuove leve del crimine organizzato. Sono le indagini condotte sull'episodio degli spari del 12 dicembre scorso, a confermare il doppio binario attraversato dalle nuove generazioni: spesso alcune provocazioni nascono sui social, si alimentano in strada, attraverso il classico «sguardo di troppo», per culminare in regolamenti di conti. Ma sul 16enne ferito non si escludono altre piste: droga, in primis. È uno dei motori dell'economia criminale, smercio di dosi al minuto, in una grande piazza radicata nei posti dove si concentra la movida cittadina.

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