Premio Strega, ottant?anni con Mari per gran favorito
Il Mattino

Premio Strega, ottant?anni con Mari per gran favorito

Giovedì 2 aprile 2026
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Una conferma che ormai pare quasi un?investitura, un paio di sorprese a introdurre comunque elementi di interesse, qualche esclusione che non mancherà di far discutere e il giudizio...

Una conferma che ormai pare quasi un’investitura, un paio di sorprese a introdurre comunque elementi di interesse, qualche esclusione che non mancherà di far discutere e il giudizio complessivo, più volte ripetuto a sottolineare la soddisfatta condivisione, di trovarsi di fronte a un’«annata buona». Anzi: a un’«annata buona e bella», come annuncia Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, a rafforzare la valutazione di Melania Mazzucco, guida del comitato tecnico del Premio Strega. Il maggiore tra i concorsi letterari italiani sceglie i dodici titoli semifinalisti della sua ottantesima e specialissima edizione e si avvia ad affrontare le settimane scandite dagli appuntamenti del 3 giugno al teatro romano di Benevento, dove saranno indicati i protagonisti della serata conclusiva che per l’occasione quest’anno si svolgerà l’8 luglio in piazza del Campidoglio a Roma, con la diretta su Rai3. 

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Al tempio di Vibia Sabina e Adriano la cerimonia che annuncia l’avvenuta scrematura della schiera dei 79 candidati e rileva tendenze e modalità dell’offerta letteraria. I dodici romanzi selezionati ne rappresentano la cifra, a partire dal favorito, cioè I convitati di pietra di Michele Mari (Einaudi, presentato da Vittorio Linguardi). A contendergli la successione nell’albo d’oro a L’anniversario di Andrea Bajani saranno La rosa inversa di Maria Attanasio (Sellerio, patrocinato da Ottavia Piccolo), Storia di un’amicizia di Ermanno Cavazzoni (Quodlibet, da Massimo Raffaeli), Donnaregina di Teresa Ciabatti (Mondadori, da Roberto Saviano) nato da un’intervista al superboss della camorra Giuseppe Misso, Lina e il sasso di Mauro Covacich (la nave di Teseo, da Edoardo Nesi), Platone. Una storia d’amore di Matteo Nucci (Feltrinelli, da Giancarlo De Cataldo), Lo sbilico di Alcide Pierantozzi (Einaudi, da Donatella Dipietrantonio), La sonnambula di Bianca Pitzorno (Bompiani, da Roberta Mazzanti), L’invenzione del colore di Christian Raimo (La nave di Teseo, da Luciana Castellina), Vedove di Camus di Elena Rui (L’ombra, da Lisa Ginzburg), Occhi di bambina di Marco Vichi (Guanda, da Laura Bosio) e Acqua sporca di Nadeesha Uyangoda (Einaudi, Gaia Manzini). 

L’Einaudi ha tre presenze, La nave di Teseo due. Sellerio, Quodlibet e L’ombra possono essere annoverate tra le case medie e piccole e dunque potrebbero usufruire del ripescaggio previstO dal regolamento dello Strega e conquistarsi così un posto di diritto nella serata del Campidoglio: è successo già 10 volte e nel 2022 addirittura si registrarono sette finalisti. I giochi editoriali sono già partiti e dovranno pure tener conto che la giuria decisiva è stata ampliata per raggiungere il numero di 800, così allineandosi all’ottantennale, esprimendo i voti di 460 Amici della domenica, di 245 rappresentanti degli Istituti italiani di cultura nel mondo, dei 30 centri di lettura e dei 65 lettori forti.


Nei dodici mancano i lavori di autori e autrici che pure sembravano in lizza per la finale, come L’amica tedesca di Edith Bruck (La nave di Teseo, presentato da Aldo Cazzullo), Il rivoluzionario e la maestra di Gaja Cenciarelli (Marsilio, da Serena Dandini), Non vi sarà più notte di Leonardo Colombati (Mondadori, da Alessandro Piperno), L’immensa distrazione di Marcello Fois (Einaudi, da Helena Janeczek) e La fine del mondo di Francesco Pecoraro (Ponte alle Grazie, da Gianluigi Simonetti). Nessuno dei 9 candidati campani ha superato la selezione, cosa riuscita invece alle opere di Elena Rui, nata a Padova ma residente a Parigi, e di Nadeesha Uyangoda, italofona originaria dello Sri Lanka, evidentemente per la capacità mostrata a raccontare la Storia attraverso le storie. 
Perché il dato critico che emerge dall’esame dei concorrenti allo Strega 2026 è il ritorno a romanzi attraversati da passione civile e politica: l’autofiction e le memorie si contraggono, è esaltata la figura dello scrittore, sono recuperate e riaggiornate del questioni del lavoro, l’esposizione di pulsioni sessuali scarta l’amore per l’occasionalità dell’algoritmo, le fragilità giovanili aprono lo spazio all’introspezione. Si tratta di caratteristiche che diventano dominanti nei cinque romanzi che il 17 maggio saranno in gara a Torino per il Premio Strega Europeo: La notte del cuore di Natacha Appanah (Einaudi), La chiamata di Leila Guerriero (Sur), Entra il fantasma di Isabella Hammad (Marsilio), Il tempo reale di Tonio Schachinger (Sellerio) ed Estranea di Yael van del Wouden (Garzanti). 

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