?Napoli, l?allarme del prelato: «Basilica accerchiata dagli abusivi, adesso basta»
Il Mattino

?Napoli, l?allarme del prelato: «Basilica accerchiata dagli abusivi, adesso basta»

Giovedì 2 aprile 2026
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«I cancelli della basilica trasformati in bancarelle, pieni di ombrelli di roba contraffatta: questo è troppo». Basilica di San Paolo Maggiore, simbolo del centro storico di...

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«I cancelli della basilica trasformati in bancarelle, pieni di ombrelli di roba contraffatta: questo è troppo». Basilica di San Paolo Maggiore, simbolo del centro storico di Napoli, al centro di via dei Tribunali, in cima a San Gregorio Armeno; Il rettore della chiesa e Delegato Arcivescovile al settore Vita Consacrata, il teatino Padre Carmine Mazza, lancia un appello: «I venditori abusivi ci accerchiano, si prendono ogni spazio, nascondono i monumenti, così non si può andare avanti».

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Calabrese tosto, innamorato di Napoli, pronto a battersi per l’inclusione ma, soprattutto, per la legalità, Padre Carmine spiega che non si tratta di una battaglia contro gli abusivi («hanno bisogno di portare a casa qualcosa, fanno quel che riescono»), ma verso coloro che non guardano o fingono di non guardare, che non si pongono il problema di irreggimentare questi flussi, magari di regolarizzare certe posizioni: «Io vedo che il caos regna sovrano, in particolare qui nel centro storico.

E mi chiedo perché non si cerca una soluzione. Perché non si ipotizza di creare un’area mercatale nella quale far confluire queste persone, ovviamente regolarizzandone la posizione?».

In realtà la questione s’allarga pure all’invivibilità delCentro Storico di Napolisul quale domina proprio la Basilica di San Paolo: «Da quando c’è stata l’esplosione del turismo questa parte della città è diventata invivibile. Marciapiedi invasi da tavolini e da abusivi, strade oppresse da folle che sciamano ma non riescono a vedere praticamente nulla. Portagente che letteralmente trascinano i visitatori nei ristoranti, venditori di corni che inseguono le persone, ma che turismo è questo?».

La questione vira nuovamente verso l’accerchiamento da parte degli abusivi: «La sera non ho nemmeno tolto la chiave dal cancello per la chiusura, che già è nascosto dagli oggetti dei venditori; di giorno tutta l’area sottostante la scalinata d’accesso, lungo via dei Tribunali, è costantemente occupata dagli abusivi. Ripeto, non ce l’ho con loro, però è una situazione che va gestita».

Non ha un appello per l’amministrazione locale perché, spiega «E giusto che, in autonomia, chi gestisce un territorio prenda decisioni dopo aver osservato la situazione». Il Rettore della Basilica di San Paolo è anche sfiduciato sul futuro: «Io ritengo che non cambierà nulla, e ne sono dispiaciuto, perché a perdere è soprattutto la città di Napoli. Agli occhi dei turisti si presenta uno spettacolo desolante, nemmeno più folkloristico: fritture, abusivi, venditori di calzini e di merce contraffatta, folla che impedisce anche di muoversi».

Padre Carmine si ferma, sorride stavolta: «Ma lo sa che quando mi capita di uscire senza collarino ecclesiastico i venditori di corni fermano anche me? “dottò porta bene, è contro il malocchio”. Io che posso fare? Sorrido e vado avanti...».

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