Nuovo Ct Italia, Conte, ci risiamo? Ma serve una ?impresa? per strapparlo al Napoli
Il Mattino

Nuovo Ct Italia, Conte, ci risiamo? Ma serve una ?impresa? per strapparlo al Napoli

Venerdì 3 aprile 2026
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Certi amori non finiscono. Tutti conosciamo i giri che fanno. Soprattutto quando sono amori di patria, quando in mezzo c?è la Nazionale che sta a cuore a tutti. La storia...

Certi amori non finiscono. Tutti conosciamo i giri che fanno. Soprattutto quando sono amori di patria, quando in mezzo c’è la Nazionale che sta a cuore a tutti. La storia d’amore tra quell’azzurro e Antonio Conte si è interrotta bruscamente in un giorno di inizio luglio di dieci anni fa. Tutti sapevano sarebbe andato via, già annunciato il matrimonio con il Chelsea. Ma fu un’estate di sogni e passioni, in cui alla fine tanti tifosi sperarono nel colpaccio. L’avventura si chiuse a un passo dalle semifinali. Anzi, a un rigore di distanza. Con un bel po’ d’amaro in bocca per tutti, compreso Antonio. Che oggi torna prepotentemente a essere accostato alla panchina più importante del calcio italiano.

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Qualcuno aveva già sussurrato l’ipotesi quando si era profilato il playoff mondiale per l’Italia. Dentro o fuori, bisognava anche prepararsi al disastro, che è poi arrivato puntualmente lo scorso martedì. «E se Gattuso fallisce, chi può prenderne il posto?», si erano chiesti in Federcalcio, tra i profili individuati ovviamente anche quello di Antonio. Che, però, è impegnato con il Napoli almeno ancora per un anno.

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E tutto sembra poter confermare la strada per la prossima stagione, De Laurentiis ne è convinto. Se la Figc volesse, servirebbe una via d’uscita: impossibile non è, ma neppure facile dopo quanto successo con Adl e Spalletti. Senza pensare al discorso economico: Conte aveva guadagnato in Nazionale fino a oltre 4 milioni, oggi percepisce praticamente il doppio. Non c’è stato ancora alcun contatto ufficiale (visto il terremoto delle ultime 72 ore in Federcalcio, ci mancherebbe), ma per Conte il ritorno sulla panchina italiana non sarebbe un’ipotesi da scartare a priori. Ma fin qui l’allenatore azzurro non ha mai messo in dubbio di poter restare a Napoli. Le dimissioni di Gravina, arrivate ieri, in capo alla Figc cambiano anche le tempistiche. Non sembra esserci l’urgenza di una scelta, la lista di allenatori in lizza continuerà a restare in vita ancora un po’. Per convincere Conte a stravolgere il suo presente però servirebbe un progetto a cui sarebbe impossibile rinunciare. Non è facile. Anche se rialzare la Nazionale dopo tre Mondiali di fila persi sarebbe un’occasione da ingolosire chiunque. E poi quella italiana sarebbe l’unica proposta che Antonio valuterebbe, per altri club non c’è spazio: il Napoli viene prima. Intanto ci sono i numeri: le 25 partite già in panchina con l’Italia di Conte sono un background importante. Appena quattro sconfitte nei tempi regolamentari e tutte in amichevoli.

L’allenatore oggi napoletano aveva avuto meriti e colpe: innanzitutto aver fatto sognare un Paese intero in un’estate che doveva essere anonima, con una selezione non proprio ricchissima di talento. Ma anche il limite di aver rallentato la crescita di alcuni prospetti che poi sarebbero stati la base dell’europeo vinto cinque anni dopo. Mandare in campo Eder, Pellé e Sturaro con in panchina Immobile, Insigne, pure Bernardeschi sembrò e ancora sembra un azzardo. Ma Conte, si sa, è uomo da scelte nette. E si affidò a guerrieri prima ancora che a talenti.

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Con le nuove elezioni Figc convocate per fine giugno, a Mondiale in corso, il nome in corsa davanti a tutti resta quello di Giovanni Malagò, a cui tutti riconoscono grande lavoro svolto con il Coni negli ultimi anni tra Olimpiadi assegnate e medaglie arrivate a frotte tra Tokyo, Parigi e Milano-Cortina. In caso di sua elezione, ovvio che quello di Roberto Mancini può restare il nome in cima alla lista dei prossimi ct. Mancio non chiuderebbe all’ipotesi, tutt’altro. Sarebbe pronto a ricominciare la sua storia con la Nazionale lì dove era terminata. Allegri è un altro nome possibile, ma ha lo stesso “limite” di Conte: un contratto con il Milan. Ancelotti è impegnato in Brasile, Inzaghi e Pioli non “scaldano”. Nel frattempo, le eventuali amichevoli della Nazionale maggiore da confermare a inizio giugno potrebbero essere guidate da Silvio Baldini, attuale allenatore dell’Under 21 che vince e convince al suo livello. Sceglierlo per la “Maggiore” sarebbe un azzardo che questa Italia non può permettersi, almeno non in questo momento. Qui non siamo la Spagna. Forse, un giorno, lo saremo.

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