Intesa Sanpaolo, Giuseppe Nargi: «Al Sud accordi di filiera e investimenti, nel 2026 continua la crescita»
Il Mattino

Intesa Sanpaolo, Giuseppe Nargi: «Al Sud accordi di filiera e investimenti, nel 2026 continua la crescita»

Venerdì 3 aprile 2026
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Direttore Nargi, che segnali arrivano dall?economia della Campania vista dall?osservatorio privilegiato di Intesa Sanpaolo? «Molto positivi ? risponde Giuseppe Nargi,...

Direttore Nargi, che segnali arrivano dall’economia della Campania vista dall’osservatorio privilegiato di Intesa Sanpaolo?

«Molto positivi – risponde Giuseppe Nargi, direttore regionale di Campania, Calabria e Sicilia di Intesa Sanpaolo - La nostra principale mission è il sostegno alle imprese del territorio in cui il Gruppo opera, soprattutto a quelle aziende che vogliono investire per migliorare la propria competitività su nuovi mercati e per governare i processi di transizione ambientale e digitale e in diversi casi generazionale. A ciò si aggiunge la storica e forte vocazione all’export dell’industria meridionale, soprattutto nei settori dell’agroalimentare e dell’aerospazio, che la banca supporta anche con operazioni di finanza straordinaria: ebbene, secondo il Monitor dei distretti del Mezzogiorno, curato dal nostro Research Department, al 31 dicembre 2025 l’export della Campania registra una crescita del 3,6%, un risultato superiore alla media nazionale. Ancora una volta il Sud dimostra la capacità di eccellere».

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La crescita del Sud e della Campania, dunque, non è stata condizionata da incertezze geopolitiche o incognite finanziarie?

«Intanto devo dire che l’andamento del primo trimestre del 2026 conferma il trend di questi ultimi anni e anzi mostra ulteriori segnali di crescita del tessuto economico e imprenditoriale. Veniamo da un 2025 nel quale la Direzione regionale Campania, Calabria e Sicilia ha erogato oltre 2 miliardi di euro alle imprese del territorio, supportando i processi di investimento e transizione sostenibile delle Pmi locali. Alcune settimane fa, proprio a Napoli, il responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, Stefano Barrese, ha incontrato gli imprenditori delle tre regioni per rilanciare l’approccio strategico dedicato alla finanza straordinaria per le Pmi attraverso il nostro modello di advisory integrato, unico nel panorama nazionale, che ha già fatto registrare risultati significativi».

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Che risposta hanno dato le imprese?

«Nel territorio campano sono circa 600 le Pmi che presentano le caratteristiche per diventare protagoniste di percorsi di crescita attraverso operazioni strutturate di rafforzamento patrimoniale, apertura al mercato dei capitali e processi di aggregazione. Si tratta di imprese con un fatturato annuo fino a 350 milioni di euro. Dal 2020, nel Mezzogiorno Intesa Sanpaolo ha già finalizzato operazioni di finanza straordinaria per oltre 500 milioni di euro».

La competitività al Sud è sempre più sinonimo di innovazione?

«Assolutamente sì. A Napoli abbiamo ascoltato le voci, tra le altre, della Tecno Esg, azienda partenopea nata come società di servizi tecnici che nel corso degli anni ha sviluppato le sue attività con molteplici acquisizioni consentendole l’ingresso e il presidio di diversi settori della consulenza e dei servizi alle imprese. Ma anche la Next Geosolutions Europe, sempre di Napoli, che opera nel settore delle indagini sui fondali marini ed oceanici, soprattutto a favore delle attività per l’installazione di infrastrutture sottomarine. Del resto, a proposito di innovazione, la Campania è la seconda regione per nuove startup e per Pmi innovative. Nel 2025 Intesa Sanpaolo ha erogato finanziamenti per circa 70 milioni di euro a start up e Pmi innovative nelle sei regioni del Sud. E abbiamo previsto 500 milioni di euro a supporto dei nostri laboratori Esg a Napoli e Palermo, che sono a disposizione di imprese e associazioni per sviluppare iniziative in termini di trasformazioni sostenibili guidate dal nostro Gruppo».

Siete stati i primi a sostenere le Zes con un plafond di 10 miliardi e a promuoverle nel mondo. Impegno confermato per il futuro?

«Sicuramente. Tra le adesioni più recenti, la delibera di ulteriori 12,8 milioni di euro in favore di Igf (Italian Green Factory), che si aggiungono agli altri 15 già erogati per coronare il percorso intrapreso oltre due anni fa da Intesa Sanpaolo e dall’azienda napoletana del gruppo Tea Tek per la riconversione dell’ex sito Whirpool in un polo tecnologico sostenibile. Un finanziamento supportato anche da Invitalia e Cdp che ha consentito di salvaguardare 300 posti di lavoro ai dipendenti della ex Whirlpool. Ma decisivo sarà anche il rafforzamento delle filiere produttive in Campania: dalla manifattura avanzata all’agroalimentare, dalla logistica all’aerospazio, la collaborazione tra imprese, centri di ricerca e istituzioni può generare nuove opportunità di crescita, innovazione e internazionalizzazione per l’intero territorio. In Campania sono stati già siglati 60 accordi di filiera che coinvolgono oltre 750 fornitori per un giro di affari di quasi 5 miliardi di euro».

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La crescita di un territorio si misura però anche con l’attenzione alle famiglie…

«Nel 2025 abbiamo erogato oltre 2 miliardi di euro in mutui e prestiti ma sono numerose anche le iniziative di supporto sociale grazie a Progetto Formula di Intesa Sanpaolo che lo scorso anno ha sostenuto ben 16 progetti dedicati a persone con disabilità, fragilità economica e inclusione, raccogliendo 2 milioni di euro».

Faccia qualche esempio.

«A Bagnoli, nella ex Base Nato, con il progetto “Un passo alla Volta” è stata data la possibilità a 10 persone con fragilità di intraprendere un percorso di formazione sul campo e inserimento lavorativo scegliendo tra grafica e stampa, sartoria, ricevimento di sala; ancora a Napoli, con Le Vie della Speranza della Comunità di Sant’Egidio, sono stati donati appartamenti per famiglie arrivate in Italia attraverso i Corridoi Umanitari; a Torre Annunziata con il progetto “Il Pranzo della Speranza” dell’Associazione Don Pietro Ottena è stato potenziato e reso più sostenibile il servizio mensa per chi si trova in una situazione di bisogno o di emarginazione».

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