Famiglia veneta morta nella Solfatara, i parenti: «Nulla potrà restituirceli o ripagarci della perdita»
Il Mattino

Famiglia veneta morta nella Solfatara, i parenti: «Nulla potrà restituirceli o ripagarci della perdita»

Sabato 4 aprile 2026
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MEOLO (VENEZIA) - La tragedia della Solfatara è stata la più grande disgrazia mai accaduta a Meolo e l?intera comunità non dimentica ancora oggi quel 12 settembre del...

MEOLO (VENEZIA) - La tragedia della Solfatara è stata la più grande disgrazia mai accaduta a Meolo e l’intera comunità non dimentica ancora oggi quel 12 settembre del 2017, quando in paese si seppe che papà Massimiliano Carrer, mamma Tiziana Zaramella e il loro figlio Lorenzo era morti precipitando uno dopo l’altro in una voragine, asfissiati dai gas venefici mentre stavano visitando il sito naturalistico. Si salvò solo il figlioletto Alessio, che allora aveva 7 anni, perché era stato mandato dai genitori a cercare aiuto. 
«Quella disgrazia rimane una grande ferita ancora oggi» dice Daniele Pavan, che allora non era sindaco, ma ricorda bene la famigliola per averla incrociata più volte in paese.

«Oggi la sentenza definitiva della Cassazione che condanna il titolare della Solfatara è determinata dalla giustizia, ma allo stesso tempo riporta a galla quelle tragiche giornate che abbiamo vissuto nel momento in cui a Meolo venimmo a sapere quello che era accaduto. È giusto che sia arrivata la sentenza, però nonostante il capitolo giuridico si chiuda, rimangono forti sentimenti di tristezza per quella tragedia a cui ancora oggi si fa fatica a credere che possa essere successa, durante la vacanza di una famiglia che avrebbe dovuto essere un’occasione di svago e invece è finita in modo drammatico» prosegue il sindaco Pavan. «Sembra impossibile che sia accaduto e ogni volta che si torna a parlarne riemergono quei sentimenti di rabbia e dolore che avevano colpito le comunità di Meolo e anche di Fossalta, che la famiglia frequentava. Qualunque sentenza non risolve il grave lutto, la perdita dei genitori e del fratello maggiore, subìta dall’unico superstite, Alessio, rimasto orfano, e quello che la comunità ha vissuto e rivive ogni volta che se ne parla. È una ferita che rimarrà per sempre aperta per tutti noi».


I FAMILIARI

La sentenza della Cassazione non può certo lenire il dolore dei familiari per quella tragedia. Già la precedente condanna per il titolare della “Vulcano Solfatara srl”, con rito abbreviato, emessa dal tribunale di Napoli nel gennaio 2021, con gli altri cinque imputati assolti, aveva lasciato amareggiata Elisabetta Carrer, sorella di Massimiliano, che aveva commentato come qualsiasi condanna sarebbe stata inadeguata per un fatto così terribile per i familiari e soprattutto per Alessio, a cui è stata tolta tutta la sua famiglia. «Nulla potrà mai restituirci mio fratello Massimiliano, Tiziana e Lorenzo e nulla potrà mai ripagarci della loro perdita», aveva sostenuto la zia di Alessio, esprimendo tutto il dolore e la sofferenza vissuta e che ancora vivono i familiari. 

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