Sofia Di Vico morta a 15 anni dopo la cena, ipotesi contaminazione. Sui social l'addio della squadra: «Ciao Boss»
Il Mattino

Sofia Di Vico morta a 15 anni dopo la cena, ipotesi contaminazione. Sui social l'addio della squadra: «Ciao Boss»

Sabato 4 aprile 2026
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Un silenzio carico di dolore accompagna queste ore in cui si cerca una verità ancora sospesa. Presso il reparto di Medicina legale dell?Università Tor Vergata di Roma si sta...

Un silenzio carico di dolore accompagna queste ore in cui si cerca una verità ancora sospesa. Presso il reparto di Medicina legale dell’Università Tor Vergata di Roma si sta svolgendo l’autopsia sul corpo di Sofia Di Vico, la quindicenne di Maddaloni la cui vita si è spezzata improvvisamente giovedì sera, dopo una cena in un ristorante di Ostia lido (dove gli inquirenti hanno sequestrato la cucina dopo l’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Roma per omicidio colposo).

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Sofia era nella Capitale insieme alla sua squadra, la Unio Basket Maddaloni, per una trasferta sportiva. Doveva essere un momento di condivisione e leggerezza, uno di quei ricordi che restano impressi negli anni. Invece, durante il pasto, qualcosa è cambiato. All’improvviso la ragazza ha iniziato ad avere difficoltà respiratorie, poi si è accasciata. Sofia era allergica alle proteine del latte.

Un dettaglio fondamentale, ora al centro delle indagini. L’attenzione si concentra su ciò che aveva nel piatto - due uova con fagiolini - e sull’ipotesi di una possibile contaminazione. Secondo quanto emerso, l’allergia sarebbe stata segnalata al ristorante. Un elemento che, se confermato, renderebbe ancora più drammatica e complessa la ricostruzione dei fatti. I minuti successivi sono stati segnati dalla disperazione. Il padre, Fabio, sempre al suo fianco durante le trasferte, l’ha presa in braccio e portata in camera, cercando di salvarla con i farmaci che aveva prudentemente con sé. Ma non è bastato.

L’allarme al 112, la corsa in ambulanza verso l’Ospedale Grassi di Ostia, la speranza che resiste fino all’ultimo: tutto si è infranto contro una realtà tragica e irreversibile. Ora, si attende il responso dell’autopsia, che dovrà chiarire cosa sia realmente accaduto in quelle drammatiche fasi. Solo allora si potrà iniziare a dare un nome preciso a questa tragedia. Nel frattempo, il dolore si allarga come un’onda che coinvolge familiari, amici, compagni di squadra e un’intera comunità. Dopo gli accertamenti, la salma sarà restituita alla famiglia e farà ritorno a Maddaloni, dove si terranno le esequie, probabilmente presso la Chiesa Santissima Annunziata.

Sui social, il messaggio della sua squadra, che da poco aveva vinto il campionato regionale, racconta meglio di qualsiasi cronaca il vuoto lasciato da Sofia. Parole semplici, ma profonde, che parlano di una “famiglia colpita in maniera tragica ed assordante”, di un dolore condiviso, di un abbraccio collettivo che prova a tenere insieme ciò che resta. “Ciao Boss, e che dobbiamo fare...”: una frase sospesa, spezzata, che racchiude tutta l’impotenza davanti a una perdita così grande. E mentre si attende la verità, resta il ricordo di una ragazza, della sua energia, della sua passione. E di una vita interrotta troppo presto.

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