Guerra Iran, voli a rischio: scattano limitazioni di carburante in quattro aeroporti italiani: ecco quali sono
Il Mattino

Guerra Iran, voli a rischio: scattano limitazioni di carburante in quattro aeroporti italiani: ecco quali sono

Sabato 4 aprile 2026
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Sono scattate, all'aeroporto di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia le prime limitazioni di carburante per i voli. Air Bp Italia, uno dei principali operatori ha infatti emesso un...

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Sono scattate, all'aeroporto di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia le prime limitazioni di carburante per i voli. Air Bp Italia, uno dei principali operatori ha infatti emesso un 'Notam', ovvero un bollettino aereonautico rivolto alle compagnie aeree, per informarle che per i prossimi giorni, fino al 9 aprile, nei quattro aeroporti ci saranno delle limitazioni per il carburante. La priorità nel rifornimento, ha spiegato la società che fa parte del colosso britannico Bp, sarà data ai voli ambulanza, ai voli di Stato e ai voli con durata superiore a 3 ore. Per tutti gli altri ci sarà una distribuzione contingentata.

APPROFONDIMENTI
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Le priorità

A Bologna, Venezia e Treviso la priorità sarà data a voli ambulanza, voli di Stato e rotte superiori alle tre ore. Per gli altri voli ci sarà un limite, per aeromobile, di 2mila litri a Bologna e Venezia e 2.500 a Treviso. Dai dettagli del Notam, emerge che la situazione più delicata riguarda l'aeroporto di Venezia, unico scalo per il quale si fa una raccomandazione esplicita ai piloti di fare carburante prima di arrivare. Per quanto riguarda l'aeroporto di Milano Linate ci sono restrizioni, ma nessun tetto quantitativo è stato esplicitato.

Le ragioni

La chiusura dello Stretto di Hormuz e i danni alle infrastrutture energetiche del Golfo rendono la crisi energetica «grave e lunga». Una crisi che, come ha già avvertito Bruxelles nei giorni scorsi, andrà ben oltre la fine della guerra. Non è un caso che Jorgensen abbia parlato con il Ft di «shock duraturo e strutturale», con un appendice: per i prodotti critici, come diesel e cherosene, «le cose potrebbero peggiorare nelle prossime settimane». L'Europa, da qualche giorno, sta esaminando tutte le strade per ammorbidire la crisi. A Bruxelles si fa più incalzante la voce di un summit dei 27 ad hoc da tenersi sull'energia. Non si esclude che si tenga a maggio, visto che il 23 aprile i leader si incontreranno già a Cipro, per il Consiglio europeo informale. Nel frattempo la Commissione non esclude più un ulteriore rilascio delle riserve strategiche di petrolio, dopo quello autorizzato dall'Agenzia Internazionale dell'Energia nelle prime battute del conflitto. La sicurezza dell'approvvigionamento, al momento, non appare a rischio. Ma l'Ue si prepara a scenari peggiori. E si prepara all'ipotesi di acquistare più carburante dagli Stati Uniti. Con un problema: per importarli deve cambiare le normative comunitarie. Ue e Usa hanno infatti regole diverse per il carburante per aerei: nell'Unione ha un punto di congelamento di -47 gradi mentre negli Stati Uniti è di -40 gradi. Il rischio, per Ursula von der Leyen, è di infilarsi in un cul de sac non solo normativo ma anche politico, visto che tra i 27 cresce la fronda di Paesi a dir poco scettici nella scelta di affidarsi a Trump. 

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