Sofia Di Vico, la salma torna a Maddaloni: i funerali lunedì alle 10.30
Il Mattino

Sofia Di Vico, la salma torna a Maddaloni: i funerali lunedì alle 10.30

Sabato 4 aprile 2026
8 visualizzazioni

È un silenzio pesante, rotto solo dalle lacrime e dai ricordi quello di Maddaloni per il ritorno di Sofia Di Vico. La salma della quindicenne è stata rilasciata dopo...

È un silenzio pesante, rotto solo dalle lacrime e dai ricordi quello di Maddaloni per il ritorno di Sofia Di Vico. La salma della quindicenne è stata rilasciata dopo l’autopsia effettuata presso il reparto di Medicina Legale dell’Università Tor Vergata di Roma ed è arrivata nella Chiesa della Confraternita Santa Maria del Conforto adiacente alla chiesa della Santissima Annunziata dove lunedì si terranno i funerali. Chiuderà al pubblico alle ore 20, una piccola camera ardente.

APPROFONDIMENTI | L'addio social della squadraIl papà ha provato a salvarlaSofia Di Vico morta per l'allergia al latte, i sintomi e le cure. L'esperto: «Solo l'adrenalina auto-iniettabile poteva salvarla»Sofia Di Vico, morta a 15 anni dopo la cena al camping. «Era allergica al latte»

Intanto, la città si stringe attorno alla famiglia. Ovunque si respira commozione, incredulità, sgomento. Perché quella di Sofia è una storia che lascia senza parole, una ferita improvvisa che ha colpito non solo i suoi cari, ma un’intera comunità. Giovedì sera doveva essere un momento felice. Sofia era a Roma con la sua squadra, la Unio Basket Maddaloni, per una trasferta sportiva. Una di quelle occasioni che a quindici anni si vivono con entusiasmo: la condivisione, le risate, la spensieratezza. Una cena insieme, in un ristorante sul litorale di Ostia, dove nulla lasciava presagire ciò che sarebbe accaduto di lì a poco. Poi, all’improvviso, qualcosa si è spezzato.

Durante il pasto, Sofia ha iniziato ad accusare difficoltà respiratorie. Il tempo di capire, di reagire, e la situazione è precipitata. Si è accasciata, lasciando spazio al panico. Sofia era allergica alle proteine del latte: un dettaglio fondamentale, ora al centro delle indagini. Nel suo piatto, secondo quanto ricostruito, c’erano uova e fagiolini. Ma il sospetto è che possa esserci stata una contaminazione. Un’ipotesi che, se confermata, renderebbe tutto ancora più drammatico. Anche perché, stando alle prime informazioni, l’allergia sarebbe stata segnalata al ristorante. Un elemento cruciale su cui la Procura di Roma sta cercando di fare chiarezza, dopo aver aperto un fascicolo per omicidio colposo e disposto il sequestro della cucina del locale. Ma mentre le indagini seguono il loro corso, resta il dolore di quegli istanti concitati, segnati dalla disperazione.

Il padre, Fabio, era con lei. Come sempre nelle trasferte. Non l’ha lasciata un attimo. L’ha presa in braccio, l’ha portata in camera, ha cercato di aiutarla con i farmaci che aveva con sé, pronto a intervenire proprio per proteggere sua figlia da quel rischio che conosceva bene. Ha fatto tutto il possibile. Tutto ciò che un padre può fare. Non è bastato. La chiamata al 112, l’arrivo dei soccorsi, la corsa in ambulanza verso l’ospedale Grassi di Ostia. E poi l’attesa, sospesa tra speranza e paura. Una speranza che ha resistito fino all’ultimo, prima di infrangersi contro una realtà crudele, definitiva. Oggi restano le domande, ancora senza risposta. Restano le responsabilità da accertare. Ma soprattutto resta il vuoto immenso lasciato da una ragazza di quindici anni, con la vita davanti, interrotta troppo presto. Maddaloni si prepara ora all’addio. Un addio che nessuno avrebbe mai voluto pronunciare. Un addio che unisce tutti, nel dolore e nel ricordo di Sofia.

Condividi questo articolo