Arrestato Salvatore Mazzarella, maxi villa in Costiera lido privato e solarium: ecco la latitanza dorata
Il Mattino

Arrestato Salvatore Mazzarella, maxi villa in Costiera lido privato e solarium: ecco la latitanza dorata

Domenica 5 aprile 2026
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Ieri si sarebbe potuto godere, assieme a moglie e figli, il primo giorno di primavera nello scenario mozzafiato della Costiera Amalfitana. Se, come invece è accaduto, lo Stato non avesse...

Ieri si sarebbe potuto godere, assieme a moglie e figli, il primo giorno di primavera nello scenario mozzafiato della Costiera Amalfitana. Se, come invece è accaduto, lo Stato non avesse bussato alla porta della lussuosissima villa che aveva scelto per trascorrere la Pasqua in famiglia, disponendone l’immediato trasferimento in carcere dopo oltre un anno di ricerche e indagini.

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I dettagli

Eleganti maioliche blu e bianche al pavimento, spazi ampi con affacciata a strapiombo sul mare, un grande terrazzo con solarium e tutti i comfort e perfino un piccolo approdo con spiaggia privata. Gli ultimi giorni di libertà del super latitante Roberto Mazzarella potrebbero fare invidia davvero a chiunque. Sono lontani, ormai, i tempi in cui i ricercati erano costretti a vivere in clausura, in spazi vecchi e angusti per dare nell’occhio il meno possibile. O peggio in bunker ricavati nel sottosuolo. Mazzarella aveva scelto “un posto al sole” tra i più ambiti del pianeta. Ma non è certo stato scelto per caso perché è, sì, un vero gioiello della ricettività extra alberghiera del segmento luxury - quattro camere da letto, parcheggio privato, un bagno per ogni camera, un salone spazioso, cucina, terrazza e balconata che sembrano proiettarti in una dimensione sospesa e paradisiaca tra cielo e mare - ma chi l’ha individuato ha avuto cura di optare per un posto in cui la privacy è garantita, il minimo comune denominatore per tutte le famiglie che ci vivono e per chi sceglie quelle strutture per i propri soggiorni. Se, infatti, non si ha il preciso indirizzo della tenuta è quasi impossibile arrivarci. Dalla Statale Amalfitana si vede un piccolo cancello verde con alcuni citofoni e le cassette delle lettere. La strada è privata, nessuno può accedervi se non è autorizzato o invitato. Così, mentre si percorre la famosa 163, in direzione Positano-Salerno, si svolta a destra in questo piccolo slargo in località Fuenti che sembra celare nulla ma, invece, è l’accesso a una specie di villaggio privato.

Il dedalo 

Una strada lunga e stretta tutta in discesa che accoglie, a destra e a sinistra, abitazioni private e un paio di strutture ricettive. La zona è super riservata e video-sorvegliata. Non ci sono insegne. Quella villa è “presente” solo online con un costo minimo di mille euro a notte ed è frequentata in gran parte da ospiti stranieri. Sarebbe stata tra quelle visitate dal campione Franck Ribéry quando, per convincerlo ad accettare l’offerta d’ingaggio della Salernitana, gli fu proposta una sistemazione in Divina. Il calciatore francese, all’epoca, scelse Albori, poco distante dal luogo del blitz di ieri mattina. La villa fu costruita nel 1964 sulle rocce dell’antico porto dell’Abbazia Benedettina di Cava de’ Tirreni da un avo degli attuali proprietari, una famiglia di professionisti cavesi che, nel tempo, avrebbero poi deciso di trasformarlo in una struttura ricettiva. A gestirla c’è una società regolarmente censita e in regola con tutto quanto previsto dalla legge. Ma nel piccolo Comune di Vietri sul Mare, dove l’ospitalità e la ristorazione sono una tradizione antica e preziosa, nessuno li avrebbe mai visti o conosciuti. «È stata una sorpresa anche per noi, ovviamente non sapevamo nulla e stiamo ancora capendo», risponde al telefono l’host della struttura precisando di non poter dare altre informazioni e che «i proprietari non sono disponibili». Al citofono della villa non risponde nessuno, il cancello è semi-chiuso. In lontananza si sente solo il vento che accarezza la macchia mediterranea che avvolge questo piccolo paradiso. Lo stesso silenzio che all’alba di ieri ha accompagnato gli inquirenti verso la cattura di uno dei latitanti più pericolosi d’Italia, che potrebbe aver trascorso in Costiera un tempo più lungo rispetto ai pochi giorni vissuti in quella villa assieme alla moglie e ai figli.

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