Domenico Caliendo, ora è scontro tra la famiglia e Oppido
Non si placano le polemiche intorno al caso del piccolo Domenico, il bambino morto il 21 febbraio a Napoli in seguito a un trapianto di cuore fallito. Mentre i magistrati della Procura di Napoli...
Non si placano le polemiche intorno al caso del piccolo Domenico, il bambino morto il 21 febbraio a Napoli in seguito a un trapianto di cuore fallito. Mentre i magistrati della Procura di Napoli che indagano per ricostruire cause e responsabilità che hanno determinato il suo decesso (il bimbo era affetto da una grave patologia cardiaca) proseguono nel massimo riserbo il loro lavoro, sale la tensione tra la famiglia Caliendo e uno degli indagati: il cardiochirurgo che operò il 23 dicembre il piccolo paziente, il dottore Guido Oppido.
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La trasmissione
Il legale della famiglia Caliendo-Mercolino ha annunciato di voler sporgere una querela nei confronti del primario indagato di omicidio colposo e falso dopo aver saputo che lo stesso chirurgo, raggiunto telefonicamente dalla giornalista Amalia De Simone, ieri mattina nel corso della trasmissione “Mi manda Rai3” ha affermato che la mamma e il papà di Domenico erano sempre stati messi al corrente delle condizioni del figlio dopo l’intervento non riuscito.
Domenico Caliendo, l'avvocato: «Patrizia informata da Oppido? È diffamazione»
«Il dottore Guido Oppido sarà anche libero di diffamare la perfusionista e l’anestesista della sua equipe asserendo che le cartelle anestesiologica e della circolazione extracorporea contengano dati alterati, ma di certo non gli consentirò di diffamare la mia assistita, Patrizia Mercolino, asserendo che ha reso false dichiarazioni ai magistrati quando ha spiegato loro che la famiglia era stata informata su tutto». Con questa dichiarazione rilasciata all’Ansa si apre dunque un nuovo fronte nell’ambito della vicenda giudiziaria che - oltre ad Oppido - vede indagati altri sei medici di omicidio colposo.
«Voglio annunciare che martedì prossimo depositerò - sottolinea Petruzzi - una querela per diffamazione a mezzo stampa in modo tale da chiarire, una volta per tutte, il perimetro di alcune circostanze, che erano attinenti direttamente alla sfera deontologica e civile e che ora invece dovranno fare parte di un autonomo procedimento penale».
La dichiarazione
Rivedendo i momenti della trasmissione andata in onda ieri, la giornalista di Rai3 riesce a parlare con il dottore Oppido, che però - quando capisce di interloquire con una cronista - taglia corto: «Non posso parlare - replica - Per il momento preferisco dare il mio contributo in Tribunale. Dopodiché parlerò con tutti voi giornalisti. Non vi preoccupate».
A quel punto la giornalista lo incalza: «Era solo per capire quanto meno perché non ha detto alla mamma di Domenico...» riferendosi al silenzio successivo al trapianto fallito. E Oppido risponde: «Sì sì sì... perché io preferisco prima... No, io... abbiamo detto tutto dall’inizio. Ok? Va bene? Arrivederci». La conversazione si interrompe.
E dunque, ad avviso dell’avvocato Petruzzi, Oppido ha mentito. Va detto, in realtà, che durante i giorni del calvario del povero Domenico nel reparto di Terapia intensiva pediatrica dell’ospedale Monaldi la stessa mamma del bimbo aveva ripetuto non solo di non essere mai stata informata della vicenda del ghiaccio secco che bruciò il cuore destinato a suo figlio; ma anche di non aver mai visto il medico che lo aveva operato, se non qualche giorno prima che morisse.
La madre
Inutile dire che mamma Patrizia resta una testimone importante nel procedimento giudiziario in corso a Napoli. Quello che nei giorni precedenti alla morte di Domenico - e cioè di non avere mai ricevuto notizie chiare su cosa fosse avvenuto in sala operatoria, almeno fino alla pubblicazione sul Mattino del cuore danneggiato dal ghiaccio secco - lo ha infatti anche ripetuto davanti al sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e al procuratore aggiunto Antonio Ricci. L’assenza di comunicazioni tra il reparto medico e la famiglia in quei terribili giorni viene confermata anche dal padre dello sfortunato bambino.
Su quest’ultimo episodio interviene anche il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli. «Se le frasi del dottor Oppido fossero state vere – dichiarano Borrelli - avrebbe dovuto almeno denunciare l’anestesista e il perfusionista per false dichiarazioni. Ora due sono le cose: o il dottor Oppido ha ragione e tutti hanno mentito, oppure questo personaggio è incommentabile per quello che ha avuto il coraggio di dichiarare pubblicamente. Ci auguriamo che si giunga presto alla verità e che sia fatta piena giustizia, ma in questa vicenda c’è una cosa ben peggiore dell’errore umano, perché non si può gettare fango sulle vittime per scaricare le proprie colpe».