Aerospazio, inizio anno boom: i numeri premiano la Campania
È un inizio di anno intenso e promettente per l?industria aerospaziale campana, sempre più rilevante sia nel panorama nazionale, sia in quello internazionale. Importanti...
È un inizio di anno intenso e promettente per l’industria aerospaziale campana, sempre più rilevante sia nel panorama nazionale, sia in quello internazionale. Importanti sviluppi commerciali e industriali - nonostante le guerre e le oscillazioni dei prezzi dei carburanti - interessano Atr, la joint venture tra Leonardo e Airbus leader mondiale nella produzione di aerei regionali turboelica, la famiglia degli Atr 42 e 72, le cui fusoliere sono realizzate negli stabilimenti di Leonardo a Pomigliano. Risultati che sono frutto della visione del piano industriale definito da Leonardo e dal suo amministratore delegato Roberto Cingolani. In pochi giorni tra fine marzo e inizi aprile l’azienda ha ricevuto 25 nuovi ordini: una progressione dovuta all'interesse che l’aereo sta riscuotendo nei mercati a maggiore sviluppo: l’America Latina, l’India e gli Stati Uniti.
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L’Atr, infatti, è un aereo che presenta vantaggi notevoli per il trasporto regionale in aree che non hanno reti stradali e ferroviarie sviluppate: da un lato usa aeroporti con piste corte, dall’altro ha consumi di carburante ed emissioni inferiori del 45% rispetto a jet regionali comparabili. Questo lo rende particolarmente attraente soprattutto per la resistenza agli elevati prezzi del carburante, che rappresentano fino al 40% dei costi operativi delle compagnie aeree.
L’India
L’India, in particolare, ha prospettive enormi (ulteriormente potenziabili con il recente accordo sulla riduzione delle tariffe doganali): oltre il 90% dei 4,6 miliardi di viaggi interurbani annuali in India sono inferiori a 400 miglia nautiche, la distanza in cui i turboelica offrono un'economia imbattibile rispetto ai jet regionali, soprattutto in contesti di tariffe basse e nell'attuale contesto di aumento dei prezzi del carburante. Mentre negli Usa l’Atr sta partecipando allo sviluppo del ricco mercato executive con la compagnie business JSX dopo aver iniziato a operare con il suo primo ATR 42-600 sulla rotta Santa Monica-Las Vegas, ha sottoscritto un ulteriore contratto quattro ATR 42-600 ciascuno con una configurazione premium da 30 posti.
Pomigliano con la produzione delle fusoliere è centrale nella missione di Atr e anche di Leonardo che con il progetto “Nemesi” - New Engineering & Manufacturing Enhanced System Innovation - ha trasformato sia il sito produttivo di Pomigliano d’Arco sia quello di Nola, entrambi dedicati alla realizzazione di aerostrutture, in smart factory, attraverso un processo industriale basato su digitalizzazione, automazione e applicazione di tecnologie disruptive, e ispirato al paradigma di Industria 4.0. Un progetto che negli ultimi tre anni sotto la guida di Roberto Cingolani ha preso forma e dato sviluppo ai due siti.
Gli A220
Una collaborazione tra Leonardo e Airbus che riguarda il programma A321 la cui la sezione anteriore della fusoliera è prodotta anche per la nuova configurazione del velivolo. Leonardo realizza anche lo stabilizzatore orizzontale e verticale dell’Airbus A220 con responsabilità di progettazione, sviluppo, test, qualifica, produzione per l’intero ciclo di vita del prodotto. A partire dal 2025, è responsabile dell'industrializzazione, della fabbricazione e dell'assemblaggio della fusoliera posteriore dell'A220, prodotta nello stabilimento di Nola.
Un notevole impulso che trova anche evidenzia nella ripresa delle esportazioni di aeromobili, tornati nel 2025 a giocare un ruolo di primo piano nel commercio estero della Campania. Pagano le joint venture tra produttori che hanno piattaforme dove si sviluppano prodotti comuni (come anche è stata sviluppata con la tedesca Rheinmentall per lo sviluppo e la produzione di mezzi corazzati terrestri e quella con i turchi di Baykar che porterà entro aprile alla prima produzione di droni con il tricolore): non è solo un dato industriale ma anche finanziario. Leonardo, per esempio, viaggia verso i 30 miliardi di fatturato con una cassa nell’anno generata nella gestione Cingolani raddoppiata rispetto al 2022 e ora oltre la soglia del miliardo all’anno e debito fortemente ridotto e sotto controllo.
Paga anche il consolidamento delle relazioni con il sistema produttivo locale anche con la qualificatissima rete di fornitori. Ciò anche in Campania ha avuto un immediato riverbero positivo sul consolidamento e lo sviluppo dell’occupazione nei vari siti (negli ultimi tre anni Leonardo ha assunto in tutto il gruppo 20mila persone). Un processo delicato, in una competizione mondiale, che presenta uno scenario modificato dalla diversa geopolitica americana e che richiede approccio cauto e continuità nella visione per confermare il giusto percorso di crescita. Un processo che vede la Campania, con tutte le sue aziende, seduta in prima fila.