Chirurgo e moglie psicologa morti in un incidente in scooter: «Hanno girato il mondo assieme»
«Il destino li ha travolti mentre stavano facendo ciò che più amavano, cioè viaggiare. Hanno girato il mondo assieme e la morte li ha colti insieme, mentre erano in...
«Il destino li ha travolti mentre stavano facendo ciò che più amavano, cioè viaggiare. Hanno girato il mondo assieme e la morte li ha colti insieme, mentre erano in vacanza». Stefano, figlio del dottor Daniele Fracon e della psicologa Cinzia Iadarola, parla così dopo il terribile incidente che nella domenica di Pasqua ha privato lui e sua sorella Giulia di entrambi i genitori. Il dottor Daniele Fracon, noto chirurgo ortopedico di 74 anni e la moglie Cinzia Iadarola, psicologa 63enne, si stavano godendo una breve vacanza in Liguria, sarebbero dovuti rientrare nella Marca ieri, lunedì di Pasquetta.
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«Erano partiti con il camper, come del resto avevano fatto moltissime altre volte, per godersi qualche giorno di ferie grazie al ponte di Pasqua – racconta il figlio - e si erano portati lo scooter, una Vespa 125, che utilizzavano spesso quando andavano in giro. Parcheggiato il camper, prendevano lo scooter per esplorare i dintorni». L'hanno fatto anche nel pomeriggio del giorno di Pasqua. Quest’anno avevano scelto la Liguria. Domenica si trovavano nella zona di Sarzana, poco distante da La Spezia. Ma l’incidente sul ponte tra la stessa Sarzana e Romito ha improvvisamente spezzato le loro vite.
LA DINAMICA
La coppia, in sella allo scooter, per cause che sono tuttora al vaglio delle autorità, si è schiantata contro un'automobile all’altezza del ponte sul fiume Magra. L’impatto tra i due mezzi è stato molto violento; i soccorsi sono arrivati tempestivamente ma per i due coniugi non c'è stato nulla da fare. Era stato attivato anche l’elisoccorso Pegaso, decollato dal Cinquale, provincia di Massa Carrara, ma il suo intervento è stato annullato una volta constatato che per Daniele e Cinzia ormai purtroppo era inutile.
Il conducente dell'automobile è stato colto da infarto a causa della gravità di quanto avvenuto. E di seguito è stato portato in serie condizioni all'ospedale Sant'Andrea di La Spezia. «Sono in contatto con le autorità liguri, spero che nei prossimi giorni venga chiarita la dinamica: ancora non siamo riusciti a comprenderla – dice il figlio Stefano - è veramente terribile ciò che è accaduto. Mamma e papà erano partiti sereni, con il desiderio di trascorrere qualche giorno di riposo, visitando luoghi d'interesse».
Dopo aver lavorato anche nell’ospedale di Oderzo, Daniele Fracon adesso continuava a lavorare nell’ospedale di San Donà di Piave. «Papà, benché fosse in pensione ormai da diversi anni, aveva continuato il suo lavoro, svolgeva le guardie ortopediche all'ospedale di San Donà di Piave - dice il figlio - quell'ospedale lo aveva cercato perché avevano bisogno. Papà è sempre stato una persona molto attiva, che amava tanto il suo lavoro, e aveva acconsentito a collaborare. Teneva molto alla sua professione e cercava sempre di coinvolgere i collaboratori affinché l'esito degli interventi fosse il migliore possibile. Credeva molto nel lavoro di gruppo, ricordo che in diverse occasioni aveva organizzato a casa nostra delle cene con gli altri chirurghi e con gli infermieri proprio per costruire nel tempo un bel clima fra colleghi, che andasse al di là delle ore di lavoro».
CHI ERANO
Una coppia molto dinamica, solare, sempre positiva, con tanti interessi. Dai viaggi con il camper a quelli dall'altro capo del mondo, dalle escursioni con la barca alle uscite con la Vespa.
Daniele e Cinzia erano sposati dal 1988. Lui originario di Adria, in provincia di Rovigo, dove tuttora abita il fratello. Lei friulana di Gorizia. Il dottor Fracon era giunto a Oderzo nei primi anni Novanta, quando il professor Ugo De Nicola aveva aperto il reparto di Ortopedia. Il reparto, grazie al nome del professor De Nicola, era diventato una punta di diamante dell'ospedale. La coppia aveva acquistato la casa di via Girardini e Tonello, che il dottor Fracon, profondo appassionato di hobbistica, aveva restaurato pezzo dopo pezzo. È qui che vive tutta la famiglia.
«Papà aveva una spiccata attitudine per tutti i lavori manuali e creativi – conferma il figlio – aveva realizzato tutti i mosaici che ornano la casa, il grande rosone che suscita l'ammirazione di molti, oltre a occuparsi dei lavori di sistemazione». Ed è proprio da questa casa che ieri mattina i figli Stefano e Giulia, sono partiti alla volta della Liguria, il viaggio più difficile, per loro, che non potranno più rivedere il sorriso dei genitori.