Regione, stop a Nonno. Non poteva candidarsi: «È fuori dal Consiglio»
Il Mattino

Regione, stop a Nonno. Non poteva candidarsi: «È fuori dal Consiglio»

Mercoledì 8 aprile 2026
7 visualizzazioni

La giunta per le elezioni si è espressa: Marco Nonno non può entrare in Consiglio regionale. Il coordinatore cittadino di Fratelli d?Italia fu dichiarato decaduto nella passata...

La giunta per le elezioni si è espressa: Marco Nonno non può entrare in Consiglio regionale. Il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia fu dichiarato decaduto nella passata legislatura per l’applicazione della legge Severino in relazione a una condanna per resistenza a pubblico ufficiale risalente agli scontri per la discarica di Pianura del 2008. Ebbene, secondo la corte di Appello, «il quadro è rimasto immutato» rispetto al 2024, quando fu dichiarato decaduto. E quindi la riunione della Giunta si è conclusa con una mera «presa d’atto». Tutto così semplice? Non proprio. Perché Nonno ha presentato una richiesta alla Cassazione affinché chiarisse la questione, in attesa della quale chiedeva l’ingresso in aula. Mozione portata al tavolo della Giunta per le elezioni dal consigliere di FdI Raffaele Pisacane, ma poi ritirata in sede di discussione. «Lo ha fatto dopo aver constatato una maggioranza a mio favore», attacca Nonno che chiede un chiarimento al suo partito.

APPROFONDIMENTI Nodo amministrative: «Non c’è compattezza nelle due coalizioni»Manfredi avverte il Pd: sì a un assessore dem, ora un nome unitarioGaetano Manfredi: «Dopo il Pnrr più impegno dei privati ora bisogna investire»

IL NODO

Per capirci qualcosa è necessario fare un passo indietro nella vicenda giudiziaria di Nonno. A febbraio del 2022, il numero uno di FdI a Napoli fu condannato in Appello a 2 anni per resistenza a pubblico ufficiale nel processo sugli scontri del 2008 contro la discarica di Pianura. Per quella vicenda era accusato anche di devastazione. Nel 2023 la causa arriva in Cassazione. Ed è tornata oggetto di interesse politico in queste settimane, quando il Consiglio regionale si è trovato a dover valutare il nuovo ingresso di Nonno nell’assise come primo dei non eletti al posto del dimissionario Edmondo Cirielli. Dalla documentazione che la Corte d’Appello ha inviato al Consiglio regionale su richiesta del presidente Massimiliano Manfredi, emerge che la Cassazione ha rinviato gli atti a Napoli per quanto riguarda l’accusa di devastazione mentre è diventato definitivo il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Ma per Nonno non è così.

Consiglio Regionale Campania: fuori Nonno, a Cirielli subentra Lea Romano

E per questo ha presentato alla Giunta per le elezioni il casellario giudiziale, in cui non risultano reati definitivi. E pure la richiesta, firmata da lui stesso, alla Corte di Cassazione d’interpretazione della sentenza. Atti sulla base dei quali ieri Pisacane ha chiesto alla Giunta per le elezioni di procedere all’ingresso di Marco Nonno in Consiglio regionale nelle more del chiarimento della Cassazione. Proposta che sembrava avviarsi verso la votazione. Con alcuni esponenti della maggioranza, come l’esponente deluchiana di A testa alta Lucia Fortini, pronti a dare l’ok al subentro di Nonno. E altri disponibili ad astenersi. Seguono interruzioni e momenti concitati della riunione. Poi gli uffici ritengono inammissibile la richiesta di dare l’ok a Nonno in attesa del chiarimento della Cassazione. E così Pisacane «dovendo garantire in tempi certi» il plenum dell’aula e anche «evitare di ledere i diritti di un ulteriore subentrante», ha ritirato la proposta. Così la Giunta ha solo preso atto della comunicazione della Corte dell’Appello: confermato il quadro giuridico, Nonno non può entrare in Consiglio. Al posto di Cirielli ci sarà Lea Romano, seconda dei non eletti con Fratelli d’Italia.

LA LITE

Un modo di procedere che non ha convinto Nonno. Che attacca il suo collega di partito: «È un fatto gravissimo. Pisacane avrebbe dovuto imporsi e non cedere. La questione appare ancora più anomala se si considera che la mozione è stata dichiarata inammissibile solo dopo aver constatato che in Giunta per le elezioni c’era una maggioranza certa a mio favore». Il leader cittadino di FdI è pronto alla resa dei conti interna: «Ritirare un atto un istante prima del risultato favorevole è una manovra che calpesta la volontà degli elettori. Per questo motivo, chiederò ufficialmente al partito di valutare la posizione e il comportamento del consigliere Pisacane, che ha agito in palese contrasto con la tutela del consenso e della linea politica di Fratelli d’Italia». Sulla stessa linea di Nonno il coordinatore regionale di Forza Italia Fulvio Martusciello (a conferma delle acque agitate nel centrodestra): «Il nostro capogruppo Massimo Pelliccia è stato di una correttezza e di una lealtà assoluta. Ha seguito la richiesta di votare a favore di Nonno, ma poi, a votazione conclusa e favorevole, è stato chiesto al capogruppo di Fratelli d'Italia di ritirare la proposta. Cosa che è avvenuta. Non votando, lo hanno lasciato decadere. Sarà intervenuto il Var».

Condividi questo articolo