Scudetto, è lotta Inter-Napoli: cosa aspetta le due squadre, il calendario a confronto
Il Mattino

Scudetto, è lotta Inter-Napoli: cosa aspetta le due squadre, il calendario a confronto

Mercoledì 8 aprile 2026
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7 punti per 7 partite. La volata scudetto entra nel vivo. D?altra parte è da sempre così, i titoli si decidono in primavera. E gli allenatori esperti come Antonio Conte lo...

7 punti per 7 partite. La volata scudetto entra nel vivo. D’altra parte è da sempre così, i titoli si decidono in primavera. E gli allenatori esperti come Antonio Conte lo sanno bene. Ma a impararlo in fretta ci sta riuscendo anche un giovane rampante come Cristian Chivu. All’alba dell’estate 2025 ha raccolto i cocci di un’Inter lasciata in braghe di tela da Simone Inzaghi (attirato dai petroldollari dell’Arabia) dopo una finale di Champions da mal di testa (5-0 il ko) contro gli extraterrestri del Psg. Ma Chivu si è rimesso l’elmetto che indossava da calciatore e ha fortificato una squadra sull’orlo di una crisi di nervi. Ha serrato i ranghi, ha coccolato gli intoccabili e si è portato due fedelissimi scudieri di un passato più o meno remoto: Bonny conosciuto a Parma e Pio Esposito cresciuto con lui nelle giovanili neroazzurri, due piccoli mattoncini per consolidare l’attacco dei titolarissimi Lautaro e Thuram.

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ATTACCHI A PIÙ FRONTI

Alle spalle dell’Inter è riemerso il Napoli campione d’Italia che a 7 giornate dalla fine del campionato viaggia con un ritardo di 7 punti sulla capolista e non ha alcuna intenzione di ammainare il tricolore prima che l’aritmetica non cancelli ogni logica possibilità di rimonta. Antonio Conte è stato chiaro con i suoi, ha battuto prima sul coraggio e poi sulla forza. Perché è evidente che la moltitudine di infortuni che hanno falcidiato l’organico azzurro sono stati determinanti - in negativo - per l’andamento stagionale della squadra. Ora che l’infermeria è leggermente più sgonfia il Napoli sogna in grande perché ha dalla sua la leggerezza di chi rincorre e non ha il peso di dover tracciare la strada. Certo, se l’Inter avesse rallentato domenica sera contro la Roma, facendosi rosicchiare qualche altro punticino, le cose sarebbero state più accessibili, ma con Conte in panchina mai dire mai.

Di sicuro l’Inter ha ritrovato Luataro Martinez che con la sua doppietta ha spianato la strada contro i giallorossi, confermando che in serie A esiste un’Inter con e un’Inter senza il suo capitano. La storia recente della squadra di Chivu racconta di due pareggi e una sconfitta nelle cinque gare senza il bomber che fino a oggi ha segnato 16 reti consolidando la sua leadership della classifica dei cannonieri. I numeri parlano chiaro: quando Lautaro segna l’Inter vince, come una sorta di equazione facile facile il cui risultato è praticamente inevitabile. I suoi gol si sono trasformati in 42 dei 72 punti dei neroazzurri: più della metà. Ecco perché ora che è tornato Chivu sorride a trentadue denti. Il Napoli, invece, ha dovuto sudare sette camicie contro il Milan perché Hojlund ha alzato bandiera bianca dopo 28 gare consecutive dal primo minuto, mentre Lukaku è ancora in Belgio alla ricerca della condizione perduta. C’è voluto un guizzo di Politano per battere il Milan e balzare al secondo posto, ma per insidiare seriamente la capolista servirà ben altro.

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D’altra parte i dati relativi alle difese tutto sommato si equivalgono: il Napoli ha subito 30 gol mentre l’Inter 26. Insomma, minuzie. A fare la differenza vera è la voce gol fatti. Perché la squadra di Conte è a 47, mentre quella di Chivu addirittura a 71, 27 in più del Napoli: un’infinità. Perché i neroazzurri hanno soluzioni, tante soluzioni. Quelle che di fatto mancano (o meglio, sono mancate per via dei tanti infortuni) alla diretta inseguitrice. Dicevamo di Lautaro, che per 16 volte ha timbrato il cartellino, ma se non segna lui ci pensano gli altri visto che a 9 c’è Calhanoglu, a 8 Thuram e a 6 Dimarco. E non solo. Perché i due pupilli di Chivu Bonny e Pio Esposito sono già a 5 e 6 reti a testa dimostrando che possono tranquillamente sostituire i titolari senza farli rimpiangere più di tanto.

IL CALENDARIO

E allora c’è l’aspetto relativo alle prossime partite. Il weekend che ci aspetta potrebbe dare un ulteriore scossone alla classifica. Perché è vero che prima e seconda sono entrambe attese in trasferta, ma se il Napoli dovrà giocare domenica pomeriggio (alle 15) in casa del Parma, l’Inter sarà impegnata a Como (domenica sera alle 20.45). La squadra di Fabregas (che poi dovrà ricevere anche il Napoli) è la vera mina vagante del campionato perché non solo gioca bene, ma è spesso efficace. E come se non bastasse è in pienissima corsa per un posto in Champions League. L’ultimo pareggio 0-0 contro l’Udinese ha fatto riavvicinare pericolosamente la Juventus quinta che adesso tallona il Como con un solo punto di ritardo. Ecco perché fare bottino pieno contro l’Inter sarà decisivo per continuare a cullare i sogni di Europa, quella più nobile, da parte di Fabregas e dei suoi ragazzi.

Certo, una volta superato lo scoglio Como, l’Inter potrebbe avere un calendario in discesa anche se agli impegni di campionato si aggiunge anche la semifinale di ritorno di Coppa Italia in programma proprio contro Fabresgas, ancora lui. Il sogno del double in casa neroazzurra non è poi così impossibile e infatti Chivu dovrà gestire al meglio le energie per evitare di perdere ulteriore terreno. I 7 punti di vantaggio consentono all’Inter di potersi concedere almeno due battute di arresto (intese come sconfitte) con la certezza di conservare il primato. Ma attenzione al fattore psicologico. Conte è abituato a stare lassù, ne conosce il peso e per questo non teme contraccolpi psicologici. Chivu, invece, è alla sua prima esperienza da allenatore in serie A e per questo potrebbe rischiare di subire il fenomeno “braccino”, che appartiene sì al tennis ma in certi casi si è dimostrato adattissimo anche al pallone.

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