Siamo entrati nel cimitero delle Fontanelle: «Ecco la nuova sfida del rione Sanità»
Attraversare il cancello e rientrare nel cimitero delle Fontanelle è un?emozione impagabile. Il Mattino ha potuto visitare, in anteprima, il sito che verrà riaperto...
Attraversare il cancello e rientrare nel cimitero delle Fontanelle è un’emozione impagabile. Il Mattino ha potuto visitare, in anteprima, il sito che verrà riaperto ufficialmente il 18 aprile grazie a due guide d’eccezione, Enzo Porzio e Salvatore Illiano, due colonne de “La Paranza” che si occuperà della gestione del luogo.
APPROFONDIMENTI Napoli, riapre il cimitero delle Fontanelle: accesso al pubblico dal 18 aprileLa riapertura è stata presentata a Palazzo San Giacomo, ringraziamenti e parole ufficiali li trovate negli articoli dedicati all’evento. Qui, invece, scoprirete anima e cuore di un progetto che va oltre la riapertura di un cancello; qui troverete la voglia di imprimere la svolta a un intero rione, la rabbia di chi sogna che la cultura potrà salvare ogni bambino dai pericoli della strada, la necessità, impellente, di far dilagare il bello anche dove le persone non riescono ancora a vederlo.
D’accordo, potrà sembrare una banale celebrazione della “Paranza” simbolo di riscossa, invece è anche un racconto di cose vere, tangibili. Le novità “visibili” del cimitero delle Fontanelle sono tutte all’esterno: un ingresso finalmente degno d’accogliere i turisti, un info point elegante dotato (non sembri una banalità...) anche di servizi igienici a disposizione dei visitatori, finanche un bel cipresso che svetta dinanzi alla scritta nuova e imponente che segnala la presenza del sito.
All’interno del cimitero delle Fontanelle, invece, le novità non si vedono.
Chi lo conosce non troverà differenze, perché i lavori sono concentrati soprattutto sulla sicurezza: sostegno delle volte, rilevatori di presenze, telecamere, monitor per verificare la concentrazione di radon.Le novità più emozionanti, però, sgorgano dalle parole di Salvatore Illiano, delegato al racconto. Gli occhi gli si illuminano quando dice dei tredici ragazzi assunti a tempo indeterminato per le visite al sito, la voce si fa sussurro mentre narra il progetto di condivisione delle storie del cimitero: «Saranno le persone del rione a parlare direttamente con i visitatori. Stiamo raccogliendo in video le memorie di giovani e anziani che, via web, diventeranno una imprevedibile audioguida per i turisti che entreranno al cimitero».
Tutte le storie saranno catalogate e raccolte anche in forma testuale perché c’è un progetto ancora più ambizioso: «Abbiamo chiesto a Comune di inserire nella storia ufficiale della città le voci del quartiere sulle vicende di questo luogo», Illiano s’emoziona per davvero quando spiega questo particolare.
Sul tavolo c’è pure la questione del biglietto d’ingresso da dieci euro che in molti non hanno digerito e potrebbe essere foriera di tensioni e polemiche. Gli abitanti delle municipalità confinanti potranno accedere gratuitamente, due giorni alla settimana ci saranno orari di accesso libero per i fedeli. Ma perché l’ingresso non è gratuito per tutti i napoletani? «Il Comune ha deciso così», risposta laconica. Però il denaro raccolto con i biglietti servirà «a ripagare i lavori che sono stati eseguiti, a garantire gli stipendi dei ragazzi che sono stati assunti e, soprattutto, ad avere un fondo da reinvestire in progetti destinati al rione Sanità». Su questo punto Illiano s’emoziona.
Da questo momento il resoconto giornalistico della giornata si ferma, perché le parole si sono trasformate in emozioni, sogni, speranze, ambizione. Non puoi descrivere il luccichio negli occhi di chi dice, con vigore, che la cultura potrà cambiare il mondo, a partire dal rione Sanità; e che, nonostante tutto, se c’è chi non crede che il mondo può essere cambiato non è un problema: «Non è questione di credere nelle parole, bisogna agire. E “La Paranza” lo fa ogni singolo giorno».