Guerra Usa-Iran, come saranno i colloqui? L'hotel a 5 stelle, le delegazioni in stanze separate e il Pakistan che trasmette i messaggi
Alloggeranno nello stesso hotel ma non si vedranno mai. Gli Stati Uniti e l'Iran domani si siederanno solo virtualmente al tavolo dei colloqui, perché le due delegazioni non...
Alloggeranno nello stesso hotel ma non si vedranno mai. Gli Stati Uniti e l'Iran domani si siederanno solo virtualmente al tavolo dei colloqui, perché le due delegazioni non entreranno in contatto, in nessun caso. E se qualcuno si attende svolte improvvise nel giro di ventiquattro ore probabilmente resterà deluso. L'obiettivo del vertice di Islamabad sarà quello di porre le basi per una trattativa che non si prevede di breve durata, per lo meno per ottenere una conclusione definitiva della guerra. Arbitro del confronto sarà il Pakistan, Paese ospitante e mediatore designato. Il teatro della contesa il Serena Hotel, un cinque stelle dotato di due piscine (una sul tetto) e una spa di 3.250 metri quadrati. Una tenuta di quasi sei ettari incastonata fra la catena montuosa Margalla Hills e il lago Rawal.
APPROFONDIMENTI FotoI raid di Israele in LibanoLe delegazioni e la mediazione del Pakistan
Con le principali divergenze tra la posizioni iraniana e quella americana che sembrano rimanere invariate, il Pakistan punta a un risultato che i funzionari definiscono realistico, seppur modesto, dai negoziati tra le due nazioni in conflitto, che inizieranno domani a Islamabad. L'obiettivo è far sì che i negoziatori degli Stati Uniti e dell'Iran trovino sufficienti punti di incontro per proseguire i colloqui. Venerdì, il vicepresidente statunitense JD Vance è partito da Washington per Islamabad, dove guiderà la delegazione americana che comprenderà anche il capo negoziatore del presidente Donald Trump, Steve Witkoff, e il genero Jared Kushner (per chi non lo ricordasse, i due artefici dell'accordo di Gaza).
Sebbene l'Iran non abbia ancora confermato ufficialmente la presenza dei suoi rappresentanti ai colloqui, si prevede che a guidare la delegazione di Teheran sia il ministro degli Esteri Abbas Araghchi insieme al presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Questi colloqui di alto livello si svolgono a pochi giorni dall'accordo di cessate il fuoco di due settimane mediato proprio dal Pakistan, e avranno luogo esattamente sei settimane dopo l'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, culminata con l'uccisione della Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei, del 28 febbraio. Il Pakistan, per il momento, spera di poter contribuire a consolidare almeno la tregua che ha fatto respirare i mercati e aperto uno spiraglio (seppur piccolo) sullo Stretto di Hormuz, punto chiave della trattativa.L'Hotel Serena
Le delegazioni statunitense e iraniana, dopo essere atterrate nella base aerea di Nur Khan, nei pressi di Islamabad, si recheranno in auto all'hotel Serena dove si terranno i colloqui. Sebbene le due squadre alloggeranno nello stesso hotel, non si incontreranno di persona per i negoziati. Al contrario, siederanno in due stanze separate, con i funzionari pakistani che faranno da tramite tra i messaggi. In sostanza si tratterà di colloqui definiti «di prossimità». Non una novità per il Pakistan, già attore nel 1988 nella stessa Islamabad per i negoziati degli Accordi di Ginevra sul ritiro sovietico dall'Afghanistan, dove fu prodotto un accordo storico. La speranza è che la storia possa ripetersi.