Artemis II, nella notte il rientro sulla Terra: Orion sfida 2.800 gradi e il blackout nello spazio
Il Mattino

Artemis II, nella notte il rientro sulla Terra: Orion sfida 2.800 gradi e il blackout nello spazio

Venerdì 10 aprile 2026
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Il momento decisivo è arrivato. Dopo aver lasciato la Terra il 2 aprile e aver compiuto un viaggio storico attorno alla Luna, l?equipaggio di Artemis II si prepara alla fase...

Il momento decisivo è arrivato. Dopo aver lasciato la Terra il 2 aprile e aver compiuto un viaggio storico attorno alla Luna, l’equipaggio di Artemis II si prepara alla fase più delicata dell’intera missione: il rientro nell’atmosfera terrestre. A bordo della capsula Orion, Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen dovranno affrontare condizioni estreme prima dell’ammaraggio previsto nel Pacifico, al largo della California.

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La missione di rientro

Durante la missione, gli astronauti hanno raggiunto una distanza record di oltre 406 mila chilometri dalla Terra, superando il primato stabilito dall’Apollo 13, e hanno osservato il nostro pianeta sorgere dietro la Luna, un evento che non si verificava da decenni. Ora però la priorità è tornare a casa in sicurezza. Il rientro rappresenta una vera prova di resistenza per la capsula Orion. L’ingresso nell’atmosfera avverrà a velocità elevatissime, superiori ai 40 mila chilometri orari, generando temperature che possono arrivare fino a circa 2.800 gradi. In questa fase, la navicella sarà avvolta da plasma incandescente, causando anche un’interruzione temporanea delle comunicazioni con la Terra che durerà alcuni minuti.

Lo scudo termico

Elemento cruciale per la sopravvivenza dell’equipaggio è lo scudo termico, realizzato con un materiale chiamato Avcoat, progettato per consumarsi progressivamente dissipando il calore. Tuttavia, durante il test senza equipaggio di Artemis I, erano emerse criticità legate a un’erosione irregolare del rivestimento, dovuta alla traiettoria di rientro. Per questa missione, la NASA ha modificato il profilo di volo, optando per un ingresso più diretto nell’atmosfera per ridurre lo stress termico prolungato.

L'ammaraggio nel Pacifico

La manovra di rientro, comunque, resta complessa. Orion eseguirà una discesa controllata che prevede una prima interazione con gli strati atmosferici, seguita da una fase finale più decisa verso l’oceano. Superata la parte più critica, entrerà in funzione il sistema di paracadute: prima quelli frenanti, poi i principali, che rallenteranno la capsula fino a una velocità compatibile con l’ammaraggio. Una volta toccata l’acqua, squadre specializzate della Marina statunitense procederanno al recupero dell’equipaggio e della capsula, con operazioni studiate per garantire la massima sicurezza in tempi rapidi.

Dove vederla in tv e streaming

Per chi vuole seguire l’evento in diretta, la NASA trasmetterà tutte le fasi del rientro attraverso le proprie piattaforme ufficiali, tra cui NASA+ e i canali social, permettendo di monitorare in tempo reale anche la posizione della capsula durante il viaggio di ritorno. La diretta inizierà con ore d'anticipo rispetto all'ammaraggio che dovrebbe avvenire attorno alle 02:07 (orario italiano). 

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