Mozzarella, Sos del Consorzio: «Costi alti e troppe incertezze, la nostra filiera può collassare»
Il Mattino

Mozzarella, Sos del Consorzio: «Costi alti e troppe incertezze, la nostra filiera può collassare»

Sabato 11 aprile 2026
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Il picco del gas ha già toccato il 70% di incremento rispetto a poche settimane fa, mentre l?allarme kerosene negli aeroporti di tutto il mondo è ormai quotidiano, con...

Il picco del gas ha già toccato il 70% di incremento rispetto a poche settimane fa, mentre l’allarme kerosene negli aeroporti di tutto il mondo è ormai quotidiano, con inevitabili ripercussioni sui costi di produzione e di trasporto della filiera e sul caro-carrello per le famiglie. Stavolta, insomma, non è come all’epoca degli annunci sui dazi del presidente Usa Trump, che non hanno escluso il comparto agroalimentare ma il cui impatto è stato in parte meno pesante di quanto si temeva. No, stavolta al Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop temono davvero che le conseguenze della guerra in Iran possano seriamente compromettere l’export del prodotto, annullando di fatto il significativo margine di crescita registrato nel 2025 (l’anno si è chiuso con un importante +3,5%, pari a 57.584 tonnellate prodotte di MBC Dop).

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I numeri

«Tutti gli sforzi di crescita fatti finora sono vanificati da questo nuovo fronte di guerra, che ci preoccupa molto seriamente, innanzitutto per il carico di vittime, ma anche per i risvolti economici. Servono interventi mirati e urgenti per poter continuare a produrre. Occorre difendere il Made in Italy di successo nel mondo. Invece, i rischi sui rifornimenti degli aerei in alcuni scali mettono in difficoltà anche il nostro sistema dell’export, soprattutto verso i Paesi oltreoceano, come gli Usa, dove già scontiamo i dazi di Trump», commenta il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo.

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I numeri per la filiera sono allarmanti, spiega il Consorzio in una nota. «Logistica, materiali per confezionamento ed energia rappresentano le voci principali degli aumenti, con il record del gas (+70%). La somma di tutti questi costi impoverisce la filiera che rischia il collasso. Inoltre, il clima di incertezza rispetto agli scenari internazionali danneggia ulteriormente gli imprenditori del comparto, frenando progetti e generando instabilità».

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Per dare un’idea di cosa vuol dire l’export per il caratteristico formaggio a pasta fresca, che ha permesso all’area casertana in particolare di diventare un punto di riferimento (anche scientifico e salutistico) a livello mondiale, bastano poche cifre. La Mozzarella di Bufala Campana è il primo marchio DOP, per importanza, del Centrosud e il terzo tra i formaggi DOP italiani. Il 35% della produzione è destinato, come detto, all’estero, con Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna che da soli rappresentano più del 60% dell’export. Il fatturato al consumo (dati 2024) è arrivato a 850 milioni di euro. Ben 9 italiani su 10 l'hanno consumata nell'ultimo anno e la recente indagine condotta da Nomisma e Arcadia ha dimostrato che nei Paesi europei di maggiore diffusione è cresciuta anche la reputazione della Campania, con un buon ricasco sul piano turistico.

Undicimila addetti

Un motivo di orgoglio in più per una filiera che dà lavoro a 11mila addetti nei circa 1600 allevamenti impegnati nel ciclo produttivo della Dop. Ora, la guerra in Medio Oriente e le sue ripercussioni aprono altre incognite: «È necessario un dialogo nuovo, in particolare con la distribuzione per evitare scelte al ribasso, che minano la competitività della nostra DOP. L’aumento dei costi di produzione incide lungo tutta la filiera, dunque non ci dovremo sorprendere se nelle prossime settimane assisteremo a un rialzo dei listini, con l’obiettivo di continuare a garantire la qualità e la distintività della mozzarella di bufala campana DOP», osserva il direttore del Consorzio di tutela Pier Maria Saccani.

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