Far west a Secondigliano: lite e sparatoria tra le auto, poi il pistolero si costituisce
Il Mattino

Far west a Secondigliano: lite e sparatoria tra le auto, poi il pistolero si costituisce

Sabato 11 aprile 2026
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Prima il sequestro di un arsenale e di mezzo chilo di cocaina, poi lo spargimento di sangue davanti agli occhi di passanti e automobilisti. È stata una serata dai contorni thriller per...

Prima il sequestro di un arsenale e di mezzo chilo di cocaina, poi lo spargimento di sangue davanti agli occhi di passanti e automobilisti. È stata una serata dai contorni thriller per l’area nord di Napoli, che ancora una volta si appresta a trasformarsi in una polveriera pronta a esplodere. Dopo le stese, i raid incendiari e gli agguati delle ultime settimane, una nuova escalation di violenza avvelena Secondigliano. 

 È qui che, sulla strada principale del quartiere, poco dopo le ventitré di giovedì, due uomini, imparentati tra loro, si sono affrontati a muso duro. Uno di loro, Savio Margarita, aveva però con sé una pistola che non ha esitato a impugnare e a utilizzare. Ad avere la peggio è stato il 44enne Salvatore Marino, ferito da due proiettili: uno allo stomaco, l’altro a una gamba. Trasportato d’urgenza all’ospedale Cardarelli, resta ricoverato in condizioni critiche, ma non in pericolo di vita.
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La fuga dell’attentatore è durata soltanto poche ore. Ieri mattina Savio Margarita, accompagnato dai suoi legali, gli avvocati Domenico Dello Iacono e Valentina Alfieri, si è presentato negli uffici della Squadra mobile per costituirsi. Dopo un interrogatorio fiume fino a pomeriggio inoltrato, il pistolero è stato raggiunto da un decreto di fermo emesso dalla Dda: tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso. 

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Il dettaglio

C’è un dettaglio che da subito non è sfuggito ai poliziotti della Squadra investigativa del commissariato Secondigliano e della Mobile, sulle sue tracce già dopo aver ascoltato alcuni testimoni che avevano assistito alle fasi conclusive del raid: la sua parentela strettissima con Stefano Margarita, di cui è fratello, arrestato appena poche ore prima al culmine di un blitz che ha consentito alla polizia di sequestrare un imponente quantitativo di armi e droga. Un’operazione mirata, frutto del fiuto investigativo dei poliziotti del commissariato di zona, determinati, dopo i recentissimi agguati registrati in zona, su tutti quelli tesi a due rampolli del clan Licciardi, a riprendere il controllo di Secondigliano e, in generale, dell’area nord della città.

A finire in manette il 29enne Stefano Margarita, cugino tra l’altro del più “noto” Saverio Emanuele Margarita, considerato da inquirenti e investigatori uno degli uomini del clan Amato-Pagano incaricati della riscossione del racket, vicino soprattutto al boss Pietro Caiazza, alias “zio Pierino”. Tornando al blitz, la retata è scattata nel tardo pomeriggio di giovedì, quando Margarita si è intrufolato in un centro demolizioni di via Casoria, di proprietà di famiglia e già sottoposto a sequestro. Poco dopo aver scavalcato il cancello, è stato subito bloccato. Con il supporto dell’unità cinofila dell’Ufficio prevenzione generale della questura, i poliziotti della Squadra investigativa hanno passato al setaccio l’intera area e le sorprese non si sono fatte attendere.

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Tra le lamiere di vecchie auto e materiali di risulta, c’erano mezzo chilo di cocaina (circa 120 dosi e un panetto ancora da frazionare), una pistola carica, due fucili e decine di munizioni. Le tre armi sono subito risultate oggetto di furto, motivo per il quale Margarita è stato arrestato anche per ricettazione, oltre che per detenzione di stupefacenti, di armi da fuoco e violazione di sigilli. Per lui si sono quindi spalancate le porte del carcere di Poggioreale. Le armi sequestrate saranno invece sottoposte a breve agli accertamenti tecnici di routine chiamati ad accertarne l’eventuale impiego in recenti fatti di sangue o raid di tipo intimidatorio. 

L’assalto

Qualche ora più tardi lo spargimento di sangue davanti il civico 172 di corso Secondigliano. Salvatore Marino incrocia Savio Margarita. Gli animi si scaldano subito. Dalle parole (grosse) ai fatti il passo è breve. Il secondo estrae una pistola ed esplode due colpi ad alzo zero. Gli scoppi riecheggiano per centinaia di metri, i passanti sono sconvolti. Scappano, ma qualcuno trova il coraggio di raccontare cosa è successo. Nel corso della notte sarà lo stesso Marino a indicare agli inquirenti il nome del suo attentatore. A fare luce sulla dinamica saranno ora le indagini. Nessuna pista è esclusa. 

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