Chiara Jaconis, raccolta fondi a sostegno dei bambini autistici per ricordare la 30enne uccisa dalla statuina lanciata da un balcone
Il Mattino

Chiara Jaconis, raccolta fondi a sostegno dei bambini autistici per ricordare la 30enne uccisa dalla statuina lanciata da un balcone

Sabato 11 aprile 2026
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PADOVA - Un gesto simbolico e un impegno concreto. Un albero accompagnato da una targa ma anche una raccolta fondi per sostenere i bambini autistici. I genitori di Chiara Jaconis, la trentenne...

PADOVA - Un gesto simbolico e un impegno concreto. Un albero accompagnato da una targa ma anche una raccolta fondi per sostenere i bambini autistici. I genitori di Chiara Jaconis, la trentenne padovana uccisa da una statuina che l’ha colpita in testa mentre passeggiava per i vicoli di Napoli, ora ricordano la figlia con una doppia iniziativa.
Lo fanno al liceo Fermi di Padova, la scuola dove la ragazza aveva studiato e dove mercoledì è in programma una cerimonia che si preannuncia molto toccante. Ci saranno gli studenti e i professori di oggi ma soprattutto i compagni e i docenti di ieri assieme ai familiari e ad altri amici. Tutti per Chiara.

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Lo spirito

«L’idea è nata ovviamente dal desiderio di ricordare Chiara ma non solo – spiega la mamma Cristina Venturi -. Volevo trasformare il ricordo in impegno, in un gesto di amore e solidarietà. Vorrei anche dire con forza che quello che è successo a Chiara non deve più succedere».
A lanciare quella statuina il 15 settembre 2024 sarebbe stato un ragazzino problematico sfuggito al controllo dei genitori, anche se loro hanno sempre negato. Ora la mamma di Chiara continua a chiedere verità e giustizia ma non punta affatto il dito contro quel minorenne, anzi. «Parliamo di ragazzi che hanno bisogno di essere seguiti, non possono mancare l’attenzione e il controllo. La disgrazia purtroppo è successa, credo per negligenza. Proprio per questo dico che serve più responsabilità. Questo evento ha un messaggio preciso, bisogna che nessun’altra famiglia si trovi a vivere quello che è successo a noi: certe tragedie si possono e si devono evitare». In che modo? «Io credo che servano più consapevolezza e più cura – risponde mamma Cristina -. Questi ragazzi non vanno lasciati soli. Vanno accompagnati, controllati e sostenuti ogni giorno».
Da qui nasce l’idea di promuovere una raccolta fondi per un’associazione di Napoli, “Autism Aid Onlus”, impegnata nel sostegno a bambini e ragazzi con autismo, «proprio perché si riesca a trasformare questa tragedia in un impegno concreto che possa aiutare chi ne ha bisogno». La stessa associazione ha invece espresso la volontà di piantare un albero a Napoli, sempre in memoria di Chiara. 

In cortile

Accanto a questo impegno ci saranno una pianta e una targa per Chiara. «La pianta rappresenta la continuità – continua Cristina -. Le radici affondano nella terra di questa scuola come i valori che Chiara ha ricevuto e lasciato qui dentro e questa pianta ricorderà a ogni studente che passerà di qui che la memoria è responsabilità. Non deve più succedere che una vita venga spezzata in questo modo assurdo quando avrebbe potuto continuare a crescere, ad amare e a costruire un futuro».

 

Il programma

Negli ultimi due anni e mezzo c’è sempre stato un filo diretto tra la famiglia Jaconis e il liceo Fermi. La dirigente Tiziana Petruzzo si è attivata per l’organizzazione e la cerimonia riservata alla comunità scolastica è prevista mercoledì alle 11.15 con un doppio momento: in aula magna e in cortile. Il professore di scienze si è occupato della pianta - è un acero ed è stato piantato lo scorso mercoledì - mentre il collega di storia dell’arte ha pensato alla realizzazione della targa-ricordo posta vicino all’albero. I rappresentanti, intanto, si sono attivati per promuovere la raccolta fondi. Tutti mobilitati con un doppio obiettivo: ricordare Chiara e fare del bene.

La tragedia

Per comprendere il lutto della famiglia Jaconis bisogna tornare al 15 settembre 2024 quando la trentenne stava passeggiando tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli di Napoli e all’improvviso è stata colpita in testa da una statuina, entrando in coma e morendo dopo due giorni di ricovero all’ospedale di Napoli. 
La ricostruzione degli inquirenti è nota: due statuine in onice ispirate all’antico Egitto, dal peso totale di 10 chili, sono state lanciate in strada da quel ragazzino problematico. Una delle due ha colpito Chiara. La Procura dei Minori ha chiuso le indagini ma quel ragazzino, all'epoca tredicenne, non è imputabile proprio per la sua età inferiore ai 14 anni. 
Resta aperta l'inchiesta della Procura ordinaria. I genitori del ragazzino sono indagati con l’accusa di cooperazione in omicidio colposo per aver omesso una costante vigilanza: non avrebbero rafforzato le serrature per impedire l’accesso al balcone, né avrebbero inibito al ragazzino la possibilità di maneggiare manufatti di un discreto peso. L’avviso di conclusione indagini è stato notificato a novembre e ora la famiglia Jaconis attende la fissazione dell’udienza preliminare.
 

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