Navi da guerra Usa attraversano Hormuz, il giallo del segnale satellitare del cacciatorpediniere scomparso all'improvviso
Navi da guerra americane attraversano Hormuz. La prima avvisaglia arriva dalla presenza di un cacciatorpedieniere degli Stati Uniti segnalato nello Stretto. La notizia arriva improvvisa in...
Navi da guerra americane attraversano Hormuz. La prima avvisaglia arriva dalla presenza di un cacciatorpedieniere degli Stati Uniti segnalato nello Stretto. La notizia arriva improvvisa in mattinata quando diversi sistemi di tracciamento marino (da MarineTraffic a VesselFinder) hanno identificato un segnale AIS di una nave da guerra della flotta degli Stati Uniti, un lanciamissili USS Michael Murphy della classe Arleigh Burke. Il cacciatorpedieniere è stato intercettato mentre navigava nelle acque del Golfo Persico diretto verso lo strategico punto di strozzatura dello Stretto. Poi il segnale è sparito. Questo tracciamento riveste però un'importanza significativa. Se la traiettoria si rivelasse corretta, si tratterebbe della prima unità militare monitorata in attraversavamento dello Stretto di Hormuz dall'inizio della tregua. Tuttavia c'era anche un'altra ipotesi legata a possibili anomalie AIS, frequenti in teatri di guerra. Non si possono infatti escludere completamente fenomeni di spoofing, ovvero falsificazione delle coordinate Gps o AIS o tracce fantasma. Poi però arriva la conferma definitiva tramite Axios che cita funzionari americani. Sarebbero infatti più di una «le navi» della Marina statunitense che hanno attraversato in queste ore lo Stretto. Il movimento, aggiunge, «non è stato coordinato con l'Iran», ed è la prima volta che una mossa di questo tipo avviene dall'inizio della guerra.
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I movimenti del cacciatorpediniere americano
L'analisi dei movimenti effettuata da Itamilradar ha evidenziato come l'imbarcazione stesse procedendo a una velocità di circa 20 nodi, suggerendo un rapido spostamento verso la sua prossima area operativa. L'aspetto più interessante di questo rilevamento è il tempo trascorso dall'ultimo segnale conosciuto. L'ultimo risaliva infatti a 43 giorni fa mentre si trovava ormeggiata nel porto di Jebel Ali negli Emirati Arabi Uniti. Una conferma della sua presenza nell'area. È prassi comune per le navi della Marina statunitense operare in una condizione definita di Emission Control, ovvero disattivando i transponder AIS pubblici per motivi di sicurezza operativa, soprattutto in aree ad alta tensione come il Medio Oriente.
If confirmed, this would mark the first tracking of the unit since the beginning of the war against Iran.
The course toward the Strait of Hormuz is particularly noteworthy.https://t.co/8AQGoXXNEF— itamilradar (@ItaMilRadar) April 11, 2026
La riattivazione del segnale in avvicinamento allo Stretto di Hormuz potrebbe essere conforme alle rigide normative di sicurezza della navigazione in un corso d'acqua estremamente trafficato. Ma potrebbe anche rappresentare una deliberata segnalazione di presenza. Come a dire «noi ci siamo e stiamo passando». L'azione potrebbe far seguito alle minacce di Trump lanciate ieri alla vigilia dei colloqui di Islamabad. «Non permetterò» che l'Iran «faccia pagare un pedaggio sullo stretto di Hormuz», ha detto il presidente amerciano prima di partire per la Virginia augurando inoltre «buona fortuna» a Jd Vance per i colloqui in Pakistan. Aggiungendo come fosse convinto «che la situazione si risolverà piuttosto rapidamente. E se non sarà così, riusciremo a concludere la questione in un modo o nell’altro».
Le mine iraniane
C'è poi il tema delle mine iraniane. Secondo quanto scrive il New York Times l'Iran non è stato in grado di riaprire Hormuz a un maggiore traffico marittimo perché non riesce a localizzare tutte le mine che ha posato nel canale e non ha la capacità di rimuoverle. Questa situazione è uno dei motivi per cui Teheran non è stata in grado di conformarsi rapidamente alle richieste dell'amministrazione Trump di consentire un maggiore transito di navi attraverso lo stretto. Si tratta poi - scrive il quotidiano Usa - di un potenziale fattore di complicazione in vista dell'incontro in Pakistan tra i negoziatori iraniani e una delegazione statunitense per i colloqui di pace. L'Iran ha utilizzato piccole imbarcazioni per minare lo stretto il mese scorso, lasciando aperto un passaggio per il transito alle navi che pagano un pedaggio. I pasdaran hanno emesso avvisi di possibili collisioni tra navi e mine marine, e organi di stampa semi-ufficiali hanno pubblicato carte nautiche che mostrano rotte sicure, in gran parte limitate perché l'Iran ha minato lo stretto in modo disordinato, hanno affermato funzionari statunitensi. Non è chiaro se l'Iran abbia registrato la posizione di ogni singola mina. E anche quando la posizione è stata registrata, alcune mine sono state posizionate in modo da poter andare alla deriva o spostarsi, secondo i funzionari.