Porto, sprint per il Pnrr: il nodo concessioni mette a rischio le opere
Correre, correre. Il decreto del Mef, finalmente vidimato dalla Corte dei Conti, è arrivato. Ora la rimodulazione dei fondi del Pnrr mette il porto di Napoli in una condizione di privilegio...
Correre, correre. Il decreto del Mef, finalmente vidimato dalla Corte dei Conti, è arrivato. Ora la rimodulazione dei fondi del Pnrr mette il porto di Napoli in una condizione di privilegio che non può essere disattesa.
Avendo ultimato molti lavori in anticipo, infatti, il porto di Napoli ha visto stornare i finanziamenti da fondi complementari Pnrr (quindi nazionali) a fondi Pnrr puri con premialità per quasi 64 milioni ulteriori. Purtroppo, però, il tema è sempre lo stesso: i fondi Pnrr devono essere spesi entro il 30/6/26 e per questo - non potendo attendere - l’Autorità di sistema portuale ha anticipato le cifre sul proprio bilancio, figurativamente, pur di fare andare avanti i lavori. E ora?
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Lo scenario
L’attesa è per il Dpcm a firma della premier Meloni, che assegna ai singoli porti i vari finanziamenti del Pnrr. Restano nei fondi complementari, invece, i parcheggi (prorogati a dicembre 2031), il Cold Ironing ed i collegamenti ferroviari, questi da concludersi entro dicembre 2026. E qui nascono le criticità che rischiano di mandare all’aria tutto il piano infrastrutturale del porto di Napoli che ruota intorno all’utilizzo della darsena di levante. Quali criticità?
Per completare i collegamenti ferroviari, intanto, la Q8 aveva assunto l’impegno di delocalizzare sotto pavimento stradale le tubazioni di raccordo ai depositi costieri. Un’opera che richiede molti mesi di lavoro. Ma la Q8 per fare queste opere ha chiesto un rinnovo della concessione alla darsena petroli di altri 23 anni. Un braccio di ferro che, visti i tempi rimasti, farà dire addio ai collegamenti ferroviari perché non sarebbero completabili. Ma c’è di più. Gli altri concessionari (Conateco, Soteco e Nuova Meccanica Navale), che già avevano dato disponibilità di aree per realizzare i raccordi, si sono resi conto che fare ulteriori sacrifici è improduttivo: si perdono aree e fabbricati a fronte di un collegamento ferroviario non completo e quindi inutilizzabile. A complicare ulteriormente la vicenda è stata la richiesta fatta da Conateco di verificare sin d’ora la compatibilità tecnica e di sicurezza tra la concessione Q8, quella dei Gasieri, e la viabilità di accesso alla nuova darsena di levate, una viabilità che attraversa necessariamente il terminal petroli con enormi flussi veicolari tali da garantire fino a un milione di teu/anno. Problema serio.
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La strategia
Un tema ormai ineludibile per l’Adsp, che ha già impegnato 150 milioni di euro per la formazione della cassa di colmata e oltre 90 milioni per opere a questa attinenti. Il presidente e il segretario generale si sono impegnati a chiedere un tavolo tecnico con i diversi enti deputati alla sicurezza, primo tra tutti il comando dei Vigili del Fuoco. E proprio i Vigili del Fuoco ora dovranno esprimersi sulla compatibilità delle diverse funzioni portuali indicando sin d’ora eventuali limitazioni o prescrizioni.
Al di là dei collegamenti ferroviari, comunque, i risultati sono eccellenti. Sono in fase di collaudo i lavori di rafforzamento che hanno interessato 850 metri della Diga Foranea ed il ripristino di circa 2,6 km del muro paraonde della stessa diga per circa 96 milioni di investimento. Anche in fase di collaudo i lavori che hanno portato a completare la cassa di Vigliena (20 milioni), entrambi eseguiti dalla Rcm Costruzioni e completati in largo anticipo rispetto alle previsioni. Anche in fase di ultimazione il prolungamento della diga foranea verso levante per una lunghezza di 270 metri, opere eseguite da un raggruppamento con Deme, Fincost e Savarese. Avviati anche i lavori di cold ironing e del parcheggio. Questi ultimi - che hanno margini di tempo ben superiori - scontano i ritardi connessi alla presenza di numerosi sottoservizi e di possibili reperti archeologici che hanno attivato l’attenzione della Soprintendenza. Anche a Salerno le cose sono andate benissimo. In fase di ultimazione i lavori di consolidamento del molo di ponente (40 milioni) mentre sono già ultimati da tempo i lavori di consolidamento del molo Tre Gennaio (40 milioni ) e il prolungamento di 130 metri del Molo Manfredi destinato le Crociere (15 milioni). Anche questi interventi completati in largo anticipo dal Consorzio Stabile Grandi Lavori, che è titolare di un Accordo Quadro di 230 milioni per le opere infrastrutturali.
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E i nuovi finanziamenti? Per quelli sono già in fase molto avanzata il prolungamento della banchina del molo di Ponente per circa 180 metri e le opere di protezione al piede del molo Manfredi per circa 460 metri. A seguire gli interventi di completamento dei piazzali del molo Tre Gennaio e l’escavo dei fondali. Si è rivelata vincente, dunque, la scelta fatta dall’ex presidente Annunziata nel 2022: gare per Accordi Quadro di servizi di ingegneria nei diversi settori e 5 gare di Accordi Quadro per esecuzione di opere in diverse specializzazioni. Una scelta che ha consentito di mettere a disposizione dell’Adsp oltre 25 società di ingegneria assemblate in diversi raggruppamenti e 10 imprese di costruzioni di livello nazionale da attivare all’occorrenza per i diversi progetti di volta in volta approvati e finanziati. Una macchina che ha consentito di sviluppare oltre 500 milioni di cantieri in meno di tre anni.