Difesa a 4, ali, giovani, Paz. E se Fabregas fosse andato all'Inter?
Come avrebbero giocato i nerazzurri se in estate Cesc fosse sbarcato ad Appiano? Proviamo a immaginare lo scenario
Come avrebbero giocato i nerazzurri se in estate Cesc fosse sbarcato ad Appiano? Proviamo a immaginare lo scenario
Francesco Pietrella Giornalista 12 aprile - 11:36 - MILANO Cesc Fabregas. GettyPrendiamo l’ucronia, applichiamola allo sport e divertiamoci a immaginare scenari alternativi. Il più classico dei “cosa sarebbe successo se…?”. Philip Dick, scrittore statunitense, ci costruì “La svastica sul sole”, uno dei romanzi simbolo di questo settore. Ipotizzò una vittoria dell’Asse nella Seconda guerra mondiale e pugni di storie collaterali. Lo stesso fece Robert Harris in “Fatherland”, scritto trent’anni dopo. Inutile spingersi così in là.
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—Destreggiandosi tra le pieghe del pallone, ci si potrebbe chiedere che squadra avrebbe costruito Fabregas se l'estate scorsa avesse puntato il navigatore su Appiano, a una ventina di chilometri a sud dalla sua Como, l’isola felice dove si sta mettendo in mostra a suon di bel gioco. Premessa: lo scenario è di pura fantasia. Ucronico, dunque. Un romanzo di fantacalcio scritto in occasione di Como-Inter di domenica sera, snodo decisivo su più fronti: da un lato la lotta Champions dei comaschi, dall’altro la marcia scudetto dei ragazzi di Chivu. Armiamoci di creatività, quindi. Primo punto: il modulo. Fabregas avrebbe smantellato il 3-5-2 inzaghiano a favore di un 4-2-3-1 fluido che fa dei centrocampisti la sua arma migliore. Calhanoglu, Barella, Zielinski e Mkhitaryan sarebbero rimasti, mentre Frattesi avrebbe trovato più spazio come incursore, magari sulla trequarti. Difficile immaginarsi l'arrivo di Diouf, mentre Sucic avrebbe garantito qualità dietro capitan Lautaro.
la difesa e gli esterni
—Capitolo difesa. Cesc avrebbe reso Sommer un costruttore aggiunto, favorendone la sua abilità coi piedi. Butez, nel suo Como, si distingue soprattutto per lanci lunghi e passaggi smarcanti. La difesa sarebbe stato un argomento spinoso: Dimarco e Dumfries, in una linea a quattro, renderebbero come da quinti? Difficile, anche perché nel gioco di Fabregas i due terzini sono diversi. Valle ha libertà di offendere, Smolcic è più bloccato, solido. Denzel e Dimash sono due ali aggiunte. Di sicuro Cesc avrebbe chiesto un centrale in più, magari anche due. Domanda: e Nico Paz? Forse avrebbe forzato la mano coi piani alti per riuscire a strapparlo alla lunga mano del Real e portarlo a San Siro. I Blancos conservano una recompra di nove milioni. Nell’Inter avrebbe fatto il fantasista dietro Lautaro, con Pio Esposito come riserva e Thuram libero di tornare al suo ruolo naturale, l’esterno. Di sicuro i piani alti avrebbero dovuto investire sulle ali, pescandone almeno un paio dal mercato (oltre a Luis Henrique, preso prima del Mondiale). Nel Como spiccano Diao, Kuhn, Rodriguez, Addai e anche Baturina, schierato sia a sinistra sia in mezzo. A disposizione ne ha parecchi.
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giovani
—L’ultimo appunto è sui giovani. Fabregas, come Chivu del resto, avrebbe fatto leva su qualche talentino dell’Under 23 o della Primavera. Il Como è la quarta squadra per età media più giovane della Serie A. All’Inter avrebbe regalato minuti a Cocchi, terzino sinistro diciottenne a disposizione di Vecchi in Serie C, alla punta Spinaccè e magari anche a Cerpelletti, capitano della Primavera di Carbone. Chissà come sarebbe andata in generale, comunque. Resta solo la fantascienza.
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