Ulivieri: "Un ex calciatore alla presidenza Federcalcio? Se ne è parlato"
La Gazzetta dello Sport

Ulivieri: "Un ex calciatore alla presidenza Federcalcio? Se ne è parlato"

Domenica 12 aprile 2026
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Il capo degli allenatori svela una chiacchierata con il sindacato calciatori: “Valutazioni sui nomi usciti, ma contano persone e programmi”

Il capo degli allenatori svela una chiacchierata con il sindacato calciatori: “Valutazioni sui nomi usciti, ma contano persone e programmi”

Matteo Dalla Vite Giornalista 12 aprile - 11:26 - MILANO

Un’associazione delle Associazioni? Chissà. Certamente una vicinanza e un consultarsi esiste. Il calcio giocato, per loro, è pane quotidiano. Si trovano al volo. “Abbiamo parlato con l’Associazione calciatori perché vorremmo anche fare le cose insieme” ammette Renzo Ulivieri, grande capo dell’AssoAllenatori. Il tema? Nemmeno dirlo: il futuro della presidenza federale (votano Lega Serie A, Lega B, Lega Pro, Lega Dilettanti, Associazione calciatori e Associazione allenatori). Nessun retroscena pruriginoso o pieghe da dietro le quinte: solo chiacchiere ragionate, una partenza dal basso per vedere chi salirà al… colle della Federcalcio. E per ragionarci un po’ su.

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Ulivieri, nei giorni successivi alle dimissioni di Gabriele Gravina sono stati fatti i nomi di Malagò ma anche di ex calciatori: voi come Associazione Allenatori avete preferenze? E queste chiacchiere con l’Assocalciatori hanno portato a una strada da percorrere decisa e precisa?
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“Sono state chiacchiere fra gente appassionata del lavoro che fa guardando un po’ i nomi usciti sui giornali. Detto questo, si è prevalentemente parlato di ex calciatori, si valutava di fare appunto le cose assieme e considerando anche un uomo nel mondo del calcio”.

Tipo Maldini? Oppure Albertini?
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“Per Albertini avevamo già espresso il nostro parere favorevole in passato ma senza successo. Nomi di quel tipo, sì. Ma è chiaro che conta la persona e il suo programma. Il programma e la persona. Una volta che capiremo e vedremo l’una e l’altra cosa, beh, ci sarà modo di considerare tutto”. 

L’idea è che il prossimo numero uno federale debba avere competenze profonde.
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“Ora non è il caso di parlare di tizio o caio. Per un ruolo del genere si devono conoscere economia, regole, calcio: la persona che verrà scelta dovrà essere preparata sotto tutti gli aspetti. E le valutazioni non le devo fare io ma le faremo come consiglio direttivo. Ah, ci tengo a sottolineare una cosa…”.

Prego.
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“Che noi e l’Assocalciatori facciamo i sindacalisti. Qualcuno si chiede quanto guadagniamo. Zero. Siamo volontari e appassionati del nostro mondo e del fatto di poter portare consigli, suggerimenti e buone cose per il nostro calcio”.

Hanno fatto rumore le sue parole di vicinanza a Gravina.
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“Io ho detto quel che si doveva a Gravina, sia sul piano umano, e l’apprezzamento resta, e sia sul piano della logica, perché quel che l’ex presidente ha proposto è stato approvato dal Consiglio Federale, una votazione collettiva. Quindi siamo anche noi tutti responsabili laddove ci sono state responsabilità. Tutto qua”.

Per il futuro ct ha un consiglio da dare?
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“Per statuto, il commissario tecnico della Nazionale va scelto in via esclusiva dal presidente federale”.

E allora ci dica: c’è una battaglia come AssoAllenatori che volete portare avanti?

“Ciò che ci siamo prefissati da tempo, e che vorremmo assolutamente vedere realizzato, è che dalle categorie più basse a quelle più alte, dai bambini ai più grandi, le squadre vengano allenate da chi ha completato il percorso da allenatore, e questo ancora non esiste. Per allenare serve il diploma. Lo meritano i bambini soprattutto, affinché abbiano persone con sé totalmente qualificate, che stiano con loro e che abbiano studiato”.

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