Cervicale: il dolore può essere causato anche dai denti. Ecco perché
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Cervicale: il dolore può essere causato anche dai denti. Ecco perché

Lunedì 13 aprile 2026
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Come spiega il dottor Luca Marin, la malocclusione dentale può essere una delle cause dei dolori cervicali: eccome come affrontarli

Come spiega il dottor Luca Marin, la malocclusione dentale può essere una delle cause dei dolori cervicali: eccome come affrontarli

Francesco Palma 13 aprile - 11:20 - MILANO

Un problema ai denti può causare dolori cervicali? Sì, e più spesso di quanto si pensi. La malocclusione dentale (un disallineamento tra l'arcata superiore e inferiore che impedisce una chiusura corretta del morso) può infatti generare un disequilibrio nella posizione della testa, causando o peggiorando i problemi cervicali, come spiega il dottor Luca Marin, fisioterapista e coordinatore dell’Area Riabilitativa presso l’Istituto di Cura Città di Pavia e responsabile scientifico del Laboratorio per la Riabilitazione e la Chirurgia Ortopedica (LAROS) presso l'Università di Pavia: “Oggi esistono evidenze che dimostrano come la malocclusione possa generare un disequilibrio. In ambito pratico si notano anche delle correlazioni con distretti più bassi, che potrebbero arrivare fino al piede e quindi modificare l’equilibrio globale del corpo, ma non abbiamo ancora prove scientifiche assolute. Sui dolori cervicali invece abbiamo evidenze solide: la malocclusione sbilancia il cranio e lo porta in una posizione scorretta rispetto alla prima vertebra cervicale, e quindi determina un’asimmetria e un sovraccarico funzionale dei muscoli che gestiscono la stabilità e i movimenti della testa, specie dei piccoli gruppi muscolari deputati a mantenere la testa nella posizione più corretta. Se il bilanciamento non è corretto, alcuni di questi muscoli si trovano a svolgere un lavoro eccessivo rispetto a quello per cui sono strutturalmente preparati. Con il tempo questo sovraccarico può generare cervicalgie profonde, talvolta associate anche a emicranie o ad altre manifestazioni con caratteristiche differenti da persona a persona”.

Il dottor Luca Marin

Dolori cervicali: I sintomi e la diagnosi

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“I sintomi più frequenti, soprattutto nelle persone che lavorano molte ore al PC fissando lo schermo in maniera prolungata, sono legati a una protrusione in avanti del capo e del mento. Questa posizione genera dolori profondi alla base del cranio. La contrattura che ne deriva tende poi a irradiarsi verso il trapezio, quindi verso i muscoli che collegano il cranio alla spalla, oppure verso l’alto, dando origine alle classiche cefalee, spesso riferite come un dolore ‘a casco’. Ogni persona poi compensa questi squilibri in modo differente, e questo influenza la natura del dolore, della sensazione e dei fastidi correlati” spiega Marin: “Per quanto riguarda la diagnosi è fondamentale un approccio multidisciplinare. Il primo professionista da consultare è un odontoiatra con specializzazione in gnatologia, in grado di valutare accuratamente la situazione e impostare un primo piano terapeutico. La terapia può prevedere trattamenti differenti o contemporanei insieme al fisioterapista. Il lavoro di squadra è spesso determinante: si può intervenire sulla bocca con dispositivi come il bite, oppure affiancare trattamenti fisioterapici od osteopatici, o ancora combinare più approcci”.

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Come si cura

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Come spiega il dottor Marin, le modalità di cura della cervicalgia legata alla malocclusione dentale dipendono da diversi fattori: “Nel caso di chi lavora molte ore al PC, il primo passo è una rieducazione posturale. Questo significa, ad esempio, rivedere l’ergonomia della postazione di lavoro per migliorare la posizione del capo e del tronco, e successivamente si introducono esercizi mirati per ridurre la tensione cervicale. Tutto questo, però, deve partire dall’eliminazione o dalla riprogrammazione della cosiddetta ‘noxa lesiva’, cioè la malocclusione stessa. Se il problema occlusale non viene almeno in parte risolto, qualsiasi altro intervento – pur producendo benefici – non porterà a una risoluzione completa. In ambito sportivo il discorso è analogo. Se un dolore cervicale si manifesta durante la corsa, dopo un’attenta valutazione gnatologica può essere utile sia l’utilizzo di un bite sia una revisione tecnica della meccanica di corsa dell’atleta. La possibilità di una guarigione completa dipende dai compensi sviluppati nel tempo. Tuttavia, con un intervento multidisciplinare adeguato, è possibile ottenere una risoluzione del problema che consenta di tornare a una qualità di vita più che soddisfacente. Questo significa scomparsa dei dolori o una loro drastica riduzione, e la possibilità di svolgere normalmente le attività quotidiane e quelle del tempo libero. Non si tratta quindi di una condizione senza sbocchi terapeutici. È però necessario affrontarla con attenzione, valutando tutte le variabili coinvolte e adottando un approccio integrato e personalizzato”.

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