La sfuriata di Garcia, ancora una beffa per Rose: i delusi del Masters
Lo spagnolo perde il controllo e viene richiamato, Rose sfiora ancora la giacca verde. Dietro, DeChambeau crolla, Burns e Reed si perdono strada facendo
Lo spagnolo perde il controllo e viene richiamato, Rose sfiora ancora la giacca verde. Dietro, DeChambeau crolla, Burns e Reed si perdono strada facendo
Silvia Audisio 13 aprile - 13:36 - MILANOMentre Rory McIlroy trova in modo rocambolesco la sua vittoria numero due e festeggia, qualcuno mette in valigia un po’ di amarezza. Essere in campo al Masters è un traguardo per molti dei 91 giocatori che lo scorso giovedì hanno avuto questo onore. Per alcuni l’obiettivo è più alto, altissimo, perché quella giacca verde sanno di poterla indossare. Tutti vogliono godersi l’esperienza al massimo e prendere quello che viene, dicono alla vigilia. Ma una volta in gara, la sfida di Augusta intriga, premia (poco) e punisce tanto. C’è chi non regge la tensione, come Sergio Garcia, che torna temporaneamente dal golf esibizione della LIV grazie alla vittoria qui nel 2017 e domenica, dopo il drive errante della buca due distrugge il driver contro il frigo vicino al tee. Rabbia, frustrazione e gesti di stizza non sono rari per lo spagnolo, che viene ripreso dall’organizzazione. Ma un conto è perdere il controllo, un altro vivere una profonda delusione per come sono andate le cose, con un crollo improvviso o lentamente buca dopo buca, con un torneo sfuggito dalle mani quando sembrava già vinto oppure con una grande rimonta che non è bastata.
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—Proprio così. La delusione più cocente è di gran lunga quella di Justin Rose, tre volte secondo in venti Masters giocati, dietro a Jordan Spieth (2015), al play off con Sergio Garcia (2017) e ancora con Rory l’anno scorso, quando fece un’incredibile rimonta nel giro finale con dieci birdie per un 66 e per la vetta. È successo ancora. Partito quinto domenica a -8 e a tre colpi dai primi, dopo nove buche e cinque birdie, il primo in alto sul leaderboard è lui, a -12. E lo è ancora dopo la 10. Una straordinaria qualità di gioco e colpi magici, come quello alla 7 dal bosco, dove non vede la buca e neanche il green ma finisce a una spanna dalla bandiera; e ancora alla 13 (par 5) un secondo colpo che sfiora la buca e lo mette in posizione per l’eagle (saranno invece tre putt). Non c’è giocatore che continui a meritare la giacca verde più di lui.
gli altri
—Che dire di quanto possano essere amareggiati gli americani Cameron Young e Sam Burns. Il primo parte alla pari con Rory, il secondo li raggiunge subito dopo. In tre a -11, una gara ancora tutta da scrivere. Young tiene la testa fino alla 8, ma non troverà più spunti nel finale finendo poi terzo in un gruppo. Per Burns è un lento perdere colpi, con qualche guizzo quando è ormai troppo tardi (sarà settimo in classifica). Chi non torna a casa per niente contento è certamente Bryson DeChambeau (al suo decimo Masters), che già l’anno scorso, nel team leader del giro finale, partiva alla grande ma doveva poi soccombere allo strapotere di Rory McIlroy. C’erano grandi aspettative su di lui, ma peggio di così non poteva finire. Un brutto primo giro in 76 colpi, poi alti e bassi nel secondo per arrivare alla diciotto due colpi sotto al taglio. Ma finisce in bosco, poi in bunker da dove non esce, poi appena fuori green per chiudere in 7, perdere tre colpi e lasciare Augusta anzi tempo.
reed
—Va via insoddisfatto Partick Reed, una giacca verde nell’armadio nel 2018 e questa stagione partita con due vittorie di fila negli Emirati. Terzo ad Augusta dopo il primo giro (-3), secondo il giorno dopo (-6), parte la domenica a cinque colpi dai leader, potrebbe farcela, ma deve lasciare le sue speranze nel fosso della 13 dove perde tre colpi. E che dire di Fred Couples al suo 41esimo Masters? Era numero uno al mondo quando lo vinse nel 1992 ed è suo il record del più anziano ad aver passato il taglio a 63 anni, sei mesi e cinque giorni. Proprio per questo brucia essersi fermato prima del weekend: tre palle in acqua tra 15 e 16 nel primo round gli sono costate alla fine cinque colpi di troppo per giocare domenica. Peccato!
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