Sail GP, prima volta a Rio: vincono gli australiani di Bonds Flying Roos
Questa vittoria vale il sorpasso col primo posto nel circuito con 35 punti contro i 28 di Emirates GBR e i 27 dei regolari statunitensi di US SailGP Team, con Taylor Canflied al timone, Red Bull Italy è al nono posto
Questa vittoria vale il sorpasso col primo posto nel circuito con 35 punti contro i 28 di Emirates GBR e i 27 dei regolari statunitensi di US SailGP Team, con Taylor Canflied al timone, Red Bull Italy è al nono posto
Maurizio Bertera 13 aprile - 13:34 - MILANOSarà facilmente una stagione con un calendario modificato: vero che le tappe di Dubai e Abu Dhabi sono le ultime, a fine autunno, ma gli organizzatori di SailGP stanno lavorando a una soluzione alternativa, con mesi di anticipo. Ma intanto la stagione 2026 ha segnato il debutto del Brasile nel campionato più importante della vela mondiale: Rio de Janeiro ha ospitato l’Enel Rio Sail Grand Prix, nella baia di Guanabara che aveva ospitato le regate olimpiche nel 2016. Non è stata una tappa noiosa, come peraltro spesso succede nel SailGP, dove l’efficienza del mezzo – il velocissimo catamarano F50 – e gli incidenti in acqua smentiscono i pronostici. Così non solo i padroni di casa di Mubadala Brazil, capitanati dalla figlia d’arte Martine Grael (il padre Torben ha vinto cinque medaglie olimpiche e lei due ori) hanno avuto una serie di problemi meccanici che l’hanno limitati al nono posto, ma è andata peggio a Emirates GBR che guidava il circuito. Una serie di prestazioni sottotono, con tanto di ritiro in apertura di tappa, ha messo in sorprendente difficoltà il team di Dylan Fletcher che ha chiuso l’evento solo al 12° posto, perdendo così il primato nel campionato.
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—I più abili nell’approfittare della dèbacle britannica sono stati gli australiani di Bonds Flying Roots, dominatori delle regate di flotta nonostante cinque punti di penalità davanti ad Artemis. Il team corre per la Svezia ma è l’internazionale per eccellenza, visto che il CEO è l’inglese Iain Percy (skipper nel 2007 della barca gardesana +39 nell’America’s Cup) e nell’equipaggio figurano campioni svedesi, neozelandesi (Andy Maloney), inglesi (Chris Draper), australiani come Nathan Outteridge, timoniere titolare di Emirates Team New Zealand a Napoli. Una volta di più, la sfidante Luna Rossa è avvisata che i detentori kiwi restano fortissimi. Artemis nella regata finale di Rio con i tre migliori nelle regate di flotta, dominata da Bonds Flying Roots, si è fatta però superare dagli spagnoli di Los Gallos, guidati da Diego Botin. Per gli australiani che hanno come leader il grande Tom Slingsby, il successo di Rio de Janeiro vale il sorpasso su Emirates GBR e il primo posto nel circuito con 35 punti contro i 28 di Emirates GBR e i 27 dei regolari statunitensi di US SailGP Team, con Taylor Canflied al timone.
red bull italy
—Una grande luce, un buon piazzamento e un paio di ombre nella prestazione di Red Bull Italy SailGP. Il team per l’appuntamento sudamericano aveva a bordo Phil Robertson al timone e Jana Germani come stratega, affiancati dal campione SailGP e dell’America’s Cup Kyle Langford (wing trimmer), l’ex-di Luna Rossa Andrea Tesei (flight controller), il due volte medagliato olimpico e new entry stagionale Will Ryan (grinder 2) e da Enrico Voltolini (grinder 1) che da pochi giorni è diventato responsabile tecnico del progetto Ferrari Hypersail. Nella prima giornata, l’equipaggio italiano si è imposto nettamente nella terza prova ma i tre settimi posti nelle altre regate l’hanno inchiodato al sesto posto. Nella seconda giornata, Red Bull Italy era partita con un terzo posto che poteva essere importante per entrare in finale ma un 12° e un 9° hanno fatto scendere il team alla settima posizione conclusiva. Il che non ha permesso di migliorare il ranking del circuito, dove si trova al nono posto. In definitiva, ci sono segnali di una indubbia competitività ma la regolarità è un’altra storia. SailGP tornerà il 9-10 maggio a Bermuda con la speranza di rivedere finalmente in acqua Black Foils, ancora fermo ai box, e ultimo tra i tredici partecipanti al circuito. Per sua maestà velica Peter Burling, una situazione non facile da accettare.
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