Juve, nel Bologna occhio ai 3 ex al veleno: tra chi ha fatto "solo cyclette" e chi non s'è rassegnato
Orsolini, Bernardeschi e Joao Mario hanno vestito in momenti e modi diversi la maglia juventina e hanno tutti grande voglia di rivincita
Orsolini, Bernardeschi e Joao Mario hanno vestito in momenti e modi diversi la maglia juventina e hanno tutti grande voglia di rivincita
Fabio Russo Giornalista 19 aprile - 11:14 - MILANOC'è chi fece solo "molta cyclette", chi non è mai riuscito a sbocciare e chi non si è rassegnato a non poter tornare indietro. Per Riccardo Orsolini, Federico Bernardeschi e Joao Mario, Juve-Bologna non sarà una partita banale: ognuno, soprattutto il portoghese, ha un conto aperto con la Vecchia Signora. Ma nessuno dei tre è mai riuscito a segnare all'Allianz.
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—La storia tra Riccardo Orsolini e la Juventus risale quasi a un decennio fa, ma l'esterno marchigiano la maglia bianconera non la indosserà mai ufficialmente. Quando Marotta lo pesca nell'Ascoli, pagandolo 6 milioni nel gennaio 2017 e lasciandolo in prestito fino al giugno successivo, è un promettentissimo talento da 8 gol in Serie B. Quella Juve, nel pieno del ciclo dei nove scudetti e reduce dalla finale di Champions League persa a Cardiff contro il Real Madrid, però, per lui, a vent'anni, si rivela una sfida troppo grande. "Il giorno che sono arrivato lì sembrava che stessi male. Ero bianco come la carta, secco... Poi non andò come previsto, capii subito che in quel momento non potevo competere a quei livelli - ha raccontato in passato a Dazn -. Venivo da Ascoli, dove avevo fatto bene, nella mia testa non pensavo di giocare, ma mi sentivo forte. Quella era la Juve che fece la finale a Cardiff, ho pensato che se la Serie A era così io non potevo giocarci". Così, il sogno juventino si limita a poche sedute di allenamento nel ritiro estivo, prima di andare qualche mese in prestito all'Atalanta e, infine, convolare a nozze col Bologna.
bernardeschi, l'eterna promessa juventina
—È solo questione di giorni se Orsolini, in quell'estate del 2017, non incrocia alla Continassa Federico Bernardeschi: Orso lascia la Juve il 14 luglio, Berna firma il 24. I bianconeri per strapparlo alla Fiorentina pagano 40 milioni più bonus perché in quel momento è l'astro nascente del calcio italiano. Il carrarino, allora 23enne, arriva a Torino come potenziale erede dei grandi numeri 10 juventini, ma in campo non riuscirà mai ad imporsi realmente. Tra equivoci tattici e aspettative non rispettate, segna appena 12 gol in 182 partite, vive una sola grande notte (nel marzo 2019, è protagonista della grande rimonta sull'Atletico Madrid, nel ritorno degli ottavi di Champions) e rimane ricordato come un'eterna promessa mai sbocciata. Così, viene svincolato a parametro zero nell'estate del 2022. A Bernardeschi, però, la maglia della Juve è rimasta dentro: già all'andata, a fine partita si era recato sotto il settore ospiti del Dall'Ara a salutare i suoi ex tifosi, visibilmente emozionato, saltellando ai cori e baciando le sciarpe. Domenica il ritorno all'Allianz Stadium, per lui, quindi, non sarà banale.
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joao mario, protagonista a bologna
—Più recente è, infine, la brevissima storia tra la Juve e Joao Mario. Che proverà a farsi rimpiangere soprattutto da Spalletti, dopo gli appena 43' complessivi riservatogli in 3 mesi. "Cercava caratteristiche un po' più difensive - ha svelato di recente il portoghese -. Abbiamo parlato e gli ho detto che avevo bisogno di più minuti". Li ha trovati a Bologna, dove per Vincenzo Italiano è ormai quasi imprescindibile: 12 presenze da titolare su 17 gare, già 2 gol realizzati e pure la standing ovation del Dall'Ara all'uscita dal campo contro la Cremonese. "Posso ancora avere un futuro alla Juventus - ha confessato -. Non dipende solo da me, ma da tutta la struttura e da mister Spalletti". Domenica avrà l'occasione per mandargli un messaggio diretto.
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