Sopra il mito di Imola: in volo col dirigibile Goodyear tra la quiete e il rombo del Wec
La Gazzetta dello Sport

Sopra il mito di Imola: in volo col dirigibile Goodyear tra la quiete e il rombo del Wec

Domenica 19 aprile 2026
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Siamo saliti a bordo dell'iconico "Blimp" a 300 metri d'altezza per l'esordio stagionale del Mondiale Endurance. Un viaggio esclusivo sospesi tra le nuvole e le curve del Santerno, in una magica contrapposizione tra l'adrenalina della pista e la pacatezza del volo in dirigibile

Siamo saliti a bordo dell'iconico "Blimp" a 300 metri d'altezza per l'esordio stagionale del Mondiale Endurance. Un viaggio esclusivo sospesi tra le nuvole e le curve del Santerno, in una magica contrapposizione tra l'adrenalina della pista e la pacatezza del volo in dirigibile

Martin Fedrizzi 19 aprile 2026 (modifica alle 11:29) - IMOLA (BO) Il dirigibile Goodyear vola nel cielo di Imola in occasione dell'esordio stagionale del Wec

Il circuito di Imola può fregiarsi di un layout assolutamente unico. Tamburello, Tosa e Rivazza sono curve dove sono state scritte pagine eroiche e tragiche della storia del motorsport. Alle porte della città di Imola, l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari è però separato dal centro storico dal Fiume Santerno, che con le sue anse e il suo percorso accompagna e costringe anche il tracciato. Dalla Rivazza alla Tosa la pista si sviluppa così parallelamente al letto del fiume. A sud del circuito, la campagna imolese si estende placidamente alle spalle dei tifosi assiepati sulla tribuna principale. È questo il colpo d’occhio fiabesco che il circuito di Imola, incastonato tra città e natura in uno scenario davvero suggestivo, ci ha regalato durante il sorvolo dell’autodromo che abbiamo avuto modo di effettuare per Gazzetta Motori. Un volo davvero speciale, perché avvenuto a bordo di un mezzo assolutamente d’eccezione: il dirigibile Goodyear.

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Il Blimp impegnato nel sorvolo durante le operazioni in pista - Credito Florent Gooden / DPPI

il dirigibile al wec

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Il dirigibile Goodyear, uno degli unici quattro "Blimp", come vengono chiamati negli Stati Uniti, del noto marchio di pneumatici, sta sorvolando l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari in occasione della 6 Ore di Imola. Ad accompagnare l’esordio stagionale del Wec (World Endurance Championship) che si sta svolgendo dal 17 al 19 aprile proprio sul circuito di Imola, c’è anche l’affascinante dirigibile che da oltre 50 anni affianca il motorsport in giro per il mondo, avendo a lungo legato la propria immagine anche alla 24 ore di Le Mans, dove "debuttò" già nel 1973. Goodyear è infatti per il terzo anno consecutivo fornitore unico della categoria LMGT3 e per celebrare questa partnership il produttore di pneumatici ha scelto proprio la 6 Ore di Imola per inaugurare il tour europeo del Blimp Goodyear. Un tour che coincide anche con i 75 anni di attività del marchio in Lussemburgo, dove si trova il centro d’innovazione europeo di Goodyear. Ed è in questo contesto, dove i piloti al volante di Hypercar e LMGT3 già dal venerdì si stanno dando battaglia a suon di giri veloci, che con Gazzetta Motori abbiamo avuto la possibilità di salire a bordo del dirigibile e apprezzare il circuito di Imola da una visuale del tutto privilegiata.

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com'è fatto

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Il Blimp Goodyear è un dirigibile semi-rigido, dotato di una struttura di supporto interna che lo differenzia sia dai vecchi Zeppelin con intelaiatura rigida che dai veri e propri "Blimp", dove a tenere il pallone gonfio contribuisce solamente la pressione del gas. È lungo 75 metri, alto 17,4 e la "busta", vale a dire il pallone che viene riempito di elio per volare, ha un volume di 8.425 metri cubi. Al di sotto della busta è presente la "gondola", zona dove trovano posto due piloti e fino a 14 passeggeri. Dispone di tre motori da 200 Cv ciascuno che contribuiscono insieme all’elio, gas inerte più leggero dell’aria presente all’interno del pallone, a sostenere la struttura e a spingere il dirigibile fino a 125 km/h di velocità massima. Questo mezzo viaggia a un’altezza di crociera ideale di 300 metri, pesa quasi nove tonnellate e può volare fino a 22 ore consecutive.

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l'emozione del sorvolo

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Il volo in dirigibile è un’esperienza che sa incantare e al contempo regalare un profondo senso di quiete. L’altezza tutto sommato contenuta a cui si vola permette di apprezzare dettagli e scorci che in un tipico viaggio in aereo inevitabilmente, per altitudine e velocità, sfuggono. "Poter notare i particolari delle zone che sorvoliamo è uno dei lati migliori del volo in dirigibile" ci racconta Madlen, assistente di volo sul Blimp Goodyear. Permette di cogliere dettagli altrimenti difficilmente osservabili, ma il volo in dirigibile non è solo questo. I sedili dei passeggeri si affacciano direttamente sulle grandi vetrate della gondola, consentendo allo sguardo di muoversi libero verso orizzonti ampi ma chiari e distinguibili. È persino possibile aprire alcuni "finestrini", per far entrare a bordo una piacevole aria fresca che accompagna il sorvolo. Le postazioni dei due piloti e la plancia sono a vista, con i passeggeri più curiosi che possono così apprezzare lo svolgersi delle operazioni di pilotaggio. I protagonisti principali del nostro sorvolo sono però certamente Imola e il suo cuore pulsante, il circuito. Dal cielo colpisce, se possibile ancora di più, il brulicare di tifosi e appassionati in attesa di vedere all’opera i propri beniamini. Ruba l’occhio il Fiume Santerno, sinuoso come le curve che ne doppiano il percorso. Si staglia il paddock, con l’iconica torre e la sala stampa poco distante. Si scovano punti dove tra le reti si può sbirciare l’azione in pista, si osservano le tribune riempirsi in attesa della sessione successiva. Soprattutto ad emozionare è l’immensità del panorama, del verde e della campagna alle spalle del circuito che fa da contrasto alla tonalità calda e terrosa delle case del centro, dell’autodromo, cuore pulsante di una terra che vive per i motori. Il sorvolo sul dirigibile Goodyear regala così una vista mozzafiato, resa ancor più magica dalla consapevolezza che a Imola, su quel tracciato così unico, anno dopo anno, si ripete il grande rituale delle corse, in una toccante contrapposizione tra il brivido della velocità e la riconciliante pacatezza del Blimp.

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