Mei e la cimice nella sede della Fidal: "Tutto molto strano, bonificheremo il palazzo"
La Gazzetta dello Sport

Mei e la cimice nella sede della Fidal: "Tutto molto strano, bonificheremo il palazzo"

Lunedì 20 aprile 2026
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Il presidente della Fidal dopo l'intervento della polizia per una microspia nell'ufficio del segretario Londi: "Non ero stato avvertito. Le modalità mi lasciano perplesso" 

Il presidente della Fidal dopo l'intervento della polizia per una microspia nell'ufficio del segretario Londi: "Non ero stato avvertito. Le modalità mi lasciano perplesso" 

Elisabetta Esposito Giornalista 20 aprile - 07:57 - MILANO Stefano Mei. Getty

"A me viene da sorridere". Il presidente Stefano Mei reagisce così quando gli chiediamo un commento sull’ultimo “cimice gate” della Federatletica. Dopo quello - pesante - che ha coinvolto Giacomo Tortu, il fratello del campione olimpico Filippo che ora rischia il processo con l’accusa di aver spiato illecitamente Marcell Jacobs, adesso c’è un caso legato al segretario generale della Fidal, Alessandro Londi: nella sua stanza, poco più di dieci giorni fa, è stata trovata una cimice, pare nascosta anche in modo piuttosto maldestro. 

i fatti

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Era il 9 aprile e Mei, di rientro dall’incontro con il Santo Padre, nota una pattuglia della polizia nella sede federale di via Flaminia. "Non mi sono fatto troppe domande, sono stato 35 anni in polizia, non mi agito se vedo una volante". Solo in un secondo momento il presidente ha saputo che qualche dipendente aveva chiamato le forze dell’ordine per la misteriosa cimice. "Ed è curioso - continua lui - visto che io sono rappresentante legale della Federazione e dunque avrei dovuto fare io a nome della Fidal una denuncia o un esposto, che invece non c’è stato. Nei prossimi giorni contatteremo i nostri legali e in settimana sarò di nuovo a Roma e decideremo che cosa fare. Se è accaduto veramente qualcosa, saranno individuati i responsabili". 

le modalità

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Certo è che un secondo caso in poco più di un anno di “spionaggio” in qualche modo vicino all’atletica leggera italiana è curioso. "Ma io sono assolutamente tranquillo, escludo categoricamente che, nel caso fosse confermata questa vicenda, sia qualcosa che viene dall’interno della Federazione, non sono preoccupato. Ripeto, mi fa sorridere. Anche perché come dicevo sono stato tanti anni in polizia, quindi quando si tratta di cimici so di che cosa parliamo, ho contezza di come si facciano certe cose. Diciamo le modalità della cosa fanno sì che io resti perplesso". E chi vuole capire capisca. Poi continua: "Conosco il mio ambiente e in genere è il presidente a presentare una denuncia da parte del suo organismo, che in questo caso è ovviamente parte lesa. Io invece ho saputo tutto a posteriori soltanto grazie a una pec che mi ha inviato un dipendente, qualche ora dopo l’accaduto. Nessuno mi ha chiamato per avvertirmi di quello che stava accadendo". 

le mosse

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Insomma, Mei esclude che la Federazione possa avere avuto un qualsiasi ruolo in questa vicenda. Lo precisa anche perché si è diffusa la voce che tra lui e Londi ci siano stati problemi negli ultimi tempi. La verità è che da più di due mesi è in atto una riflessione sul ruolo di Londi come segretario generale, che lavora con Mei dal 2021, ma "sono cose che viaggiano su due piani molto diversi". Sabato mattina c’è stato anche un Consiglio federale da remoto, ma non si è in alcun modo trattato l’argomento: "Avevamo altre cose di cui occuparci: abbiamo principalmente deciso di procedere su due temi per noi importanti, come un progetto di Sport e Salute e uno interno alla federazione". E se nel palazzo ci fossero altre cimici? "Non è stata ancora effettuata alcuna bonifica, perché si tratta di un fatto recente. Ma ci sarà".

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