Milan, Braida e il retroscena sul colpo Rijkaard: "Scappai con i fogli firmati nelle mutande"
L'ex dirigente rossonero è stato intervistato dal Corriere della Sera
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Braida e il retroscena sul colpo Rijkaard: “Scappai con i fogli firmati nelle mutande”
Ariedo Braida (ex dirigente AC Milan) | AC Milan News (Foto Getty Images)
News milan: tuttele notizieLunga intervista dell'ex dirigente del Milan Ariedo Braida che racconta alcuni retroscena di calciomercato e Adrian Galliani. Ecco le sue parole a 'Il Corriere della Sera' Emiliano Guadagnoli Redattore
19 aprile 2026 (modifica il 19 aprile 2026 | 09:16)
"La trasformazione è avvenuta quando ho conosciuto Adriano Galliani. Mi ha preso sotto la sua ala protettiva: ero il centravanti della squadra ma la sera preferivo andare a cena con i dirigenti. Era il periodo in cui ero tentato di intraprendere la carriera di consulente finanziario: compravo titoli azionari e consigliavo ai miei compagni di risparmiare perché la nostra carriera era di breve durata". Si racconta così l'ex dirigente del Milan Ariedo Braida che nella sua lunga intervista a 'Il Corriere della Sera' parla di Adriano Galliani: "Lui mi ha dato l’opportunità di aver fatto parte di un club che per anni è stato il numero uno al mondo. Sarò sempre grato a lui e al presidente Berlusconi per la fiducia".
Milan, parla Braida
"Forse l’affare Ancelotti perché all’inizio sembrava una trattativa in salita", parla così Braida sulla trattativa di cui va più fiero e poi parla dei tanti campioni avuto: "Farei un torto a scegliere solo un giocatore. Sono arrivati Van Basten, Gullit, Sheva, Kakà. Peraltro vorrei smentire un luogo comune. Tutti dicono che compravamo i migliori grazie alle risorse del presidente. Ma Kakà oppure Thiago Silva o Pato erano costati cifre normali. Non paragonabili ai numeri attuali: ora costerebbero 200 milioni". Rimpianto Vialli: "Sembrava tutto fatto poi ci dissero che preferiva restare alla Samp perché a Milano non c’era il mare". L’affare più rocambolesco? "Quello per prendere Frankie Rijkaard: i tifosi volevano fare irruzione nello stanzino sotto le tribune dello stadio dove stavamo concludendo il contratto con lo Sporting Lisbona. Scappai con i fogli firmati nelle mutande: una scena da serie su Netflix". Il ricordo della finale di Istanbul: "L’amarezza maggiore è stata la finale persa a Istanbul. La separazione dopo tanti anni poteva essere messa in preventivo. Ho amato il Milan con tutto me stesso, sono orgoglioso di aver contribuito a scrivere la storia".
Leggi anche Buffon: “Il giovane italiano non vede più Milan, Inter e Juve come approdo finale” Conte: “Dobbiamo guardare avanti. l secondo posto è il primo dei perdenti”© RIPRODUZIONE RISERVATA
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