Caso Bastoni, Ausilio risponde al Barcellona e alza un muro da 70 milioni
Il difensore dell’Inter si allena a parte e salterà anche la sfida contro il Como. Ausilio però allontana le voci di mercato: "Alessandro sta bene con noi, se hanno interesse per lui, sanno quali sono i numeri di telefono da chiamare"
Il difensore dell’Inter si allena a parte e salterà anche la sfida contro il Como. Ausilio però allontana le voci di mercato: "Alessandro sta bene con noi, se hanno interesse per lui, sanno quali sono i numeri di telefono da chiamare"
Filippo Conticello Giornalista 21 aprile - 07:38 - MILANOAlessandro Bastoni va di moda, corre veloce di bocca in bocca e, mentre tutti lo tirano per la giacca, lui che fa? Sta fermo, immobile, bisognoso di riposo e riflessione. Anche ieri il centralone mancino si è allenato a parte e, per questo, non verrà convocato da Cristian Chivu per la semifinale di Coppa Italia. Tutto come da progetto iniziale: effettivamente, l’idea era di concentrare una settimana di allenamento senza partite, rinunciando quindi alla sfida di venerdì contro il Cagliari e a quella di stasera contro il Como. Fermarsi era considerato necessario per migliorare l’uso della caviglia e liberarsi delle tante tossine del periodo: tra simulazioni, fischi avversari e sanguinosi cartellini in Nazionale, attorno a lui tira da tempo una bruttissima aria. Un’uguale sceneggiatura, però, è scritta fuori dal campo: parallelamente ai problemi interni di Bastoni, prosegue infatti la telenovela esterna. Dalla Catalogna non arretrano di un passo, spingono sul fatto che l’interista sia il preferito di Flick per ragioni tecniche e strategiche: il Barcellona cerca un centrale mancino capace di condurre il gioco con sicurezza, e pazienza se ci sarebbe qualche problema nelle marcature all’interno di una linea a quattro.
l'apertura
—L’intera area sport nerazzurra conosce benissimo le grandi manovre attorno al proprio mancino, è stata messa al corrente passo passo degli incontri ripetuti e proficui tra l’entourage del difensore e i dirigenti blaugrana. Al momento non c’è solo l’apertura totale del giocatore al trasferimento, ma pure un principio di accordo sulle future condizioni. Insomma, almeno su quel fronte, la strada per il trasferimento è già ben tracciata. Manca, però, sempre una tessera nel puzzle, la più importante: per lasciarlo andare, l’Inter chiede 70 milioni e l’asticella del prezzo potrebbe rimanere piuttosto in alto anche in caso di trattativa ufficiale. A marcare una linea, intanto, è stato il direttore sportivo nerazzurro Piero Ausilio, premiato a Coverciano per la carriera a “Inside The Sport 2026”, l’evento organizzato dall’Unione Stampa Sportiva Italiana: "Bastoni ha un contratto con l’Inter e fino ad oggi non c’è niente che faccia pensare a un suo futuro lontano da qui - ha dichiarato -. Non so cosa dicono di lui in Spagna, so che noi siamo contenti di Alessandro, di quello che ha dato a questo club e sono sicuro che continuerà a darci ancora tanto. Se hanno interesse per lui, conoscono quali siano i numeri di telefono da chiamare. Sanno esattamente che cosa fare, non devono parlare...".
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VIDEO: Inter, Ausilio: "Bastoni? Se qualcuno lo vuole, sa quale numero chiamare"il recupero
—La sensazione è che l’opera d’appendice sia soltanto ai primi capitoli: gli sviluppi della trama sono ancora poco prevedibili, ma qualche cuore alla fine verrà comunque spezzato. Bastoni immagina già la vita in Catalogna, lontano dal rumore tutto italiano che lo perseguita, ma sarebbe comunque ben felice di rimanere in Lombardia: affetti, famiglia, rapporti con il club e l’allenatore lo tratterrebbero volentieri. Intanto, l’urgenza è solo psico-fisica: saltare due partite filate non è sua consuetudine, ma questo stop è chirurgico per riordinare le idee e guarire una caviglia malconcia. Il nerazzurro ha messo nel mirino la trasferta di domenica in casa del Torino, che profuma di primavera e di scudetto: in caso di rientro in gruppo post-Como, è plausibile il ritorno alle solite consegne. Per Bastoni quello in arrivo sarebbe il terzo scudetto con il terzo allenatore differente: dopo i primi bagliori con Conte e il boom con Inzaghi, questo con Chivu è il titolo della consapevolezza. Una medicina, dopo tanta sofferenza e prima della decisione suprema.
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