Atalanta, undici maglie in cerca d'autore
La Gazzetta dello Sport

Atalanta, undici maglie in cerca d'autore

Martedì 21 aprile 2026
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Nella sfida dell'Olimpico, la Dea scende in campo senza l'ombra dei numeri classici: una sfilata di doppie cifre che cancella la gerarchia del campo e la poesia del ruolo

Nella sfida dell'Olimpico, la Dea scende in campo senza l'ombra dei numeri classici: una sfilata di doppie cifre che cancella la gerarchia del campo e la poesia del ruolo

Luigi Garlando Giornalista 21 aprile - 07:23 - MILANO

Vediamo se indovinate: cosa rappresenta questa serie di numeri? 29, 42, 19, 23, 16, 15, 13, 77, 17, 18, 90. Un’estrazione del Lotto su più ruote? Sbagliato. Una tombolata di famiglia? “77! Le gambe delle donne”; “90! La sfortuna”. Sbagliato. La serie che avete appena letto è semplicemente la formazione titolare dell’Atalanta scesa in campo venerdì all’Olimpico contro la Roma. Carnesecchi, Scalvini, Djimsiti, Kolašinac, Bellanova, De Roon, Éderson, Zappacosta, De Ketelaere, Raspadori e Krstović portavano sulla schiena quelle cifre. Già: neppure un numero da 1 a 11 che fino alla stagione 1994-95 caratterizzavano le nostre squadre di calcio. Poi la Lega decretò il “libera tutti” e, sulla scia della Nba le maglie impazzirono per la gioia del merchandising, fino al 44 Gatti e all’1+8 di Zamorano. 

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I bambini, che per generazioni avevano sognato di diventare 9 e 10, impararono a dire “centravanti” e “trequartista”. La sacralità delle cifre si sgretolò, a poco a poco, come un monumento antico, eroso dai secoli. Un tempo l’1 era stampato tra le ali degli angeli custodi; il 3 era la vela issata da bellissimi terzini arrembanti: Facchetti, Cabrini, Maldini…; il 6 era la bandiera dei capitani coraggiosi, da Scirea a Baresi; il 7 era il verso dei poeti, Garrincha rimava con Meroni e Best; l’8 era la corsa dei Tardelli e dei Gattuso che tendeva all’infinito; il 9 era la G capovolta della parola gol, perché i bomber segnano anche in rovesciata; il 10 era D10 che si è fatto calcio. Ci vorrebbe una norma per recuperare e salvaguardare quella sacralità. Il calcio sarà sempre sogno, mai estrazione del Lotto.

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