Cafu: "Lite Ranieri-Gasp? Non sono ragazzini... Rio, spiaggia, Carnevale: Ancelotti da noi è felice"
La Gazzetta dello Sport

Cafu: "Lite Ranieri-Gasp? Non sono ragazzini... Rio, spiaggia, Carnevale: Ancelotti da noi è felice"

Martedì 21 aprile 2026
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L’ex capitano della Seleçao: "A Roma troppe polemiche, dovevano trasmettere tranquillità ai giocatori e invece... L'Inter è tornata forte, il Milan lo vedo solido, sono amico di Gattuso e sulla vostra Nazionale dico che il problema è...?"

L’ex capitano della Seleçao: "A Roma troppe polemiche, dovevano trasmettere tranquillità ai giocatori e invece... L'Inter è tornata forte, il Milan lo vedo solido, sono amico di Gattuso e sulla vostra Nazionale dico che il problema è...?"

Dal nostro corrispondente  Filippo Maria Ricci 21 aprile - 08:49 - MADRID Cafu ai Laureus di Madrid

“Caspitarola” dice Cafu. Un bel neologismo per esprimere il suo sincero stupore di fronte all’incendio scoppiato qualche giorno fa a Casa Roma, con le fiamme che separano Claudio Ranieri da Gian Piero Gasperini. Il brasiliano ci è rimasto male, e mostra il suo disappunto a Madrid dov’è impegnato come Ambassador dei premi Laureus. L’occasione per una chiacchierata piena di sorrisi attorno ai suoi due mondi, il Brasile che affida i suoi sogni a un italiano e la tribolata Italia del pallone. 

Come vede il lavoro di Gasperini? 

“Ottimo. I problemi ci sono ovunque, in tutte le squadre, ma quanto ha fatto Gasperini in questa prima stagione è stato notevole e spero che il prossimo anno possa far sognare di nuovo la Roma con la vittoria dello scudetto”. 

Il discorso Champions è ancora aperto? 

“Assolutamente. C’è ancora tanto da giocare, la Roma ha delle chance, dipende da come se le gioca ma recuperare 5 punti quando ce ne sono 15 a disposizione non è impossibile”. 

E la polemica tra Ranieri e il Gasp? 

“Caspita... Il calcio nel rettangolo di gioco segnato dalle quattro linee è così bello... Le polemiche non mi piacciono, a me piaceva giocare e ora piace il gioco, l’azione, la partita, il rispetto per gli avversari e il divertimento in campo. E poi dai, sono due uomini fatti, hanno esperienza, non sono due ragazzini, caspitarola. Erano lì per trasmettere tranquillità ai calciatori e invece guarda che roba... Spero si possa girar pagina il prima possibile”. 

Il Milan. 

“Detto che l’Inter è tornata ad essere fortissima e conquisterà il titolo, il Milan lo vedo bene anche per il prossimo anno. È una squadra con esperienza e che ha le idee chiare. Spero possa arrivare in Champions, così le cose cambieranno completamente. Il Milan è solido, ha una bella società alle spalle, è sulla buona strada”. 

Chivu l’ha sorpresa? 

“Sta facendo un lavoro fantastico, come allenatore sta dimostrando tutte le qualità che aveva da giocatore. Con lavoro, competenza e pazienza ha costruito una gran bella squadra. Lo scudetto è praticamente vinto e spero che il prossimo anno possa tornare a far bene anche in Champions, del resto l’Inter nelle ultime 4 stagioni ha alternato un anno in finale a un anno meno positivo in Europa”. 

Il Milan ha basi solide anche per il futuro. Che sorpresa Chivu, spero che l'Inter torni al top anche in Europa

E veniamo alle pene dell’Italia. 

“Io sono molto amico di Rino (Gattuso, ndr), sono innamorato dell’Italia e del calcio italiano, per uno che ha giocato 11 anni in Serie A non è bello vedere la Nazionale azzurra di nuovo fuori dal Mondiale visto quello che ha fatto in passato. È chiaro che bisogna cambiare. Il potenziale c’è, tanto come club che come giocatori, e non si riesce a tirarlo fuori. È dura per me che sono un innamorato esterno, figuriamoci per voi. Non riesco a immaginarlo”. 

La Serie A ha delle responsabilità? 

“Non credo. Io continuo a vedere delle ottime squadre. Il problema è che la mentalità degli Azzurri è completamente diversa, si parla di un popolo, di una nazione, di un Paese, la pressione è molto differente”. 

Si dice che ci siano troppi stranieri in Serie A. 

“Io non penso sia il problema. Se la causa fosse quella l’Inghilterra non dovrebbe qualificarsi mai vista la quantità di stranieri in Premier League. Anche ai miei tempi c’erano tanti stranieri e l’Italia ai Mondiali vinceva. È un problema di struttura”. 

Se Ancelotti vince il Mondiale col Brasile ce lo ridate? 

“No no, macché. Carlo sta bene dove sta. Rio, spiaggia, Carnevale... Mister non te ne andare, stai con noi! Scherzi a parte, la decisione è sua, con una certezza: dovunque andrà saranno tutti felici perché è un grande professionista, lavora, è competente”. 

Il caso Neymar, con la pressione popolare per una convocazione del 34enne del Santos può condizionarlo o infastidirlo? 

“Non credo proprio. Sa ciò che deve fare, lo vedo super tranquillo. E poi Ancelotti è una persona molto onesta e corretta, la decisione che prenderà sarà la nostra decisione, di tutti i brasiliani”. 

Vincerete il benedetto 'Hexa'? C’è grande pressione... 

“Io sono molto fiducioso. Abbiamo esperienza e un grande allenatore che ha un solo problema, il tempo: Ancelotti non ne ha avuto a sufficienza per lavorare, e finora per problemi e inconvenienti vari non è riuscito a ripetere neanche una volta la stessa formazione per due partite di fila. Deve trovare la sua squadra nelle poche settimane che portano al torneo, da metà campo in su siamo fortissimi. Se Ancelotti riesce a rendere più solida la difesa ci siamo. Noi un gol a partita lo facciamo sicuro, se non incassiamo... Poi è chiaro, ci sono grandi rivali, Portogallo, Argentina, Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, tutte nazionali che a parte il Portogallo hanno già vinto. La pressione è normale, e mi piace. Siamo il Brasile, l’unica nazionale con 5 stelle, e non vinciamo da tanto. Ma dopo la vittoria nel 1970 siamo rimasti 24 anni senza vincere e poi abbiamo fatto 3 finali consecutive, con due vittorie. Io c’ero. Ora sono altri 24 anni. Sembra l’anno buono per vincere, è il nostro momento”. 

Vinicius segna poco col Brasile. 

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“Per me è fortissimo. È un ragazzo che deve solo giocare a calcio e dimenticare tutto il resto. I giovani di oggi fanno più fatica ad isolarsi, per loro è la sfida più grande. Se la vincono sono crack. Il Mondiale sono appena 8 partite: è la strada migliore per spegnere qualsiasi tipo di polemica e Vinicius con Ancelotti ha una grande occasione per dimostrare al mondo intero il suo grande valore”.

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