Alice Bellandi: "Ho l’amore dalla mia parte: quello di Jasmine e quello di Dio"
La judoka: "Non riesco a credere che mi accostino ai miti del mio sport. È un momento magico, ma di judo si parla poco"
La judoka: "Non riesco a credere che mi accostino ai miti del mio sport. È un momento magico, ma di judo si parla poco"
Antonino Morici Giornalista 21 aprile - 08:46 - MILANOA tre anni e mezzo Alice si divertiva a fare le capriole sulla materassina. Seguiva l’invito del maestro Franco Cappelletti nella palestra di Brescia con l’entusiasmo travolgente dei bimbi che scoprono un gioco. "Forza, chi salta più in alto vince una pizza!". Sorrisi, rispetto, leggerezza. Il judo si comincia ad amare così. Il resto lo fa lo spirito che ciascuno conserva dentro di sé. E, nel caso di Alice, l’animo è quello di una combattente sublime.
VIDEO: Judo, ricevono una sorpresa "mondiale": Bellandi e Scutto si commuovonoBellandi è un cognome che resterà nella storia del judo femminile insieme a leggende come Werbrouck, Tamura-Tani e Agbegnenou, se ne rende conto? L’oro olimpico, quello mondiale e infine il titolo europeo conquistato domenica a Tbilisi: lei è campionessa in carica di tutto.
Non riesco a credere che mi accostino a miti del mio sport: è un momento magico, ma di judo in Italia si parla poco
Alice Bellandi"Non nascondo che prima di arrivare in Georgia ho avvertito l’importanza di questo traguardo. Un Europeo non è paragonabile ai Giochi e nemmeno a un Mondiale, però volevo questo titolo perché avrebbe chiuso un cerchio. Per il resto io mi sento ancora quella bambina che voleva saltare più in alto di tutti, già allora ero piuttosto competitiva... Quando mi accostano a certi nomi mi chiedo: “Ma com’è possibile?”. Per certi versi è come se non mi sentissi a quel livello e questo è un bene, è uno stimolo a far meglio. Ma non è un’ossessione: io non mi riconosco nelle medaglie, a quelle forse penserò a fine carriera. Il valore che cerco è quello della persona".
La sua vittoria nei -78 kg è arrivata nello stesso giorno dell’oro di Gennaro Pirelli nei -100 e del bronzo di Asya Tavano nei +78. Prima c’era stato il bronzo di Odette Giuffrida nei -52. L’Italia, quarta nel medagliere, conferma la sua crescita.
"E questo ha reso tutto più bello. Per ognuno di loro potrei raccontare una storia... Genny è un gran lavoratore, uno che ha sudato e sofferto prima di questo oro, è stata un’emozione vederlo vincere. Asia vale più di quel bronzo, sono certa che riuscirà a togliersi tante soddisfazioni. E Odette, che dire... è una mia compagna da sempre, una campionessa vera".
Viviamo un periodo storico in cui l’Italia fatica nel calcio e vince o addirittura domina altrove. Si può dire che per il judo lei è come Sinner nel tennis?
"Non proprio, non è la stessa cosa. Se vogliamo fare un paragone per arrivare a una conclusione sensata ecco quello giusto: la Nazionale di volley femminile ha vinto l’oro a Parigi e poi il titolo mondiale, come me. A distanza di mesi, però, di pallavolo si continua a parlare, di judo no. Sinner poi è ovunque, com’è giusto che sia perché è un grandissimo. Dico semplicemente che se parliamo di risultati non abbiamo nulla da invidiare ma purtroppo in Italia è come se non esistessimo. Ci conoscono molto più all’estero. In Paesi vicini come la Francia per esempio, dove il judo è considerato sport nazionale. Per non parlare del Giappone o dell’Est Europa. È un peccato perché stiamo vivendo un momento senza eguali. Lo trovo triste".
Torniamo al tatami, dove oggi sembra che tutto le riesca con grande facilità. In realtà i momenti difficili sono stati tanti, lo ha più volte raccontato con grande coraggio. La bulimia, la depressione, la sensazione di non farcela e di voler mollare tutto.
"Oggi mi sento libera, ho l’amore dalla mia parte. Quello di Jasmine (Martin, anche lei judoka, ndr) e quello di Dio. La mia fede cresce e mi rende più forte nei momenti duri, che non sono solo quelli dei Giochi di Tokyo, ci sono tutti i giorni... La fede mi aiuta, mi rende matura. Io sento di essere stata innalzata in un momento in cui non ero nessuno e credo che sia questa la più bella forma d’amore. Jasmine poi mi dà quell’equilibrio e quella tranquillità che mi completano".
Anche stavolta, come dopo Parigi, il “premio” sarà una bella vacanza?
"Sì, abbiamo già prenotato: a fine giugno andremo in Islanda".
A proposito di viaggi. A Los Angeles 2028 ci pensa già adesso?
"No, è lontanissima. Mancano due anni abbondanti, un’infinità. Ne parlavo col mio tecnico del gruppo sportivo Fiamme Gialle, Antonio Ciano: se penso a come sono cambiata in tre anni e mezzo... Prima della prossima Olimpiade ci sono tante gare, tre Campionati mondiali e tre Europei, tanto per fare un esempio. È vicina se la vivi con angoscia, lontana se la vivi con emozione e scegli di goderti ogni passo».
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