Eurolega, play-in al via: dalle italiane alle sorprese Zalgiris e Valencia, il pagellone della stagione
Finita la regular season, tempo di giudizi sulla stagione europea: insufficienze per Olimpia e Virtus. Olympiacos davanti a tutti
Finita la regular season, tempo di giudizi sulla stagione europea: insufficienze per Olimpia e Virtus. Olympiacos davanti a tutti
C’è ancora più sapore nell’antipasto del play-in di Eurolega. Martedì 21 alle 20 e alle 20.45 (ma non si potevano scegliere orari adatti a godersele entrambe?) Panathinaikos-Monaco e Barcellona-Stella Rossa avvieranno il giro di roulette più eccitante dell’anno. Dentro o fuori, non c’è appello nemmeno per chi ha blasone, trofei in bacheca e migliaia di tifosi alle proprie spalle. Nomi grossi, budget pesanti. La pressione è tutta sui Greens di Ataman che non possono sbagliare contro l’ex Mike James, ma anche lo spareggio del Palau ha mille motivi di interesse. In attesa di goderci lo spettacolo facciamo un passo indietro per analizzare i verdetti della stagione regolare. E partiamo dalle ammissioni di colpa: nel nostro power ranking a inizio viaggio avevamo previsto correttamente otto delle prime dieci, seppur in ordine sparso. Per il resto non ci abbiamo capito granché. Immaginavamo il Panathinaikos a guidare il gruppo e l’Efes tra le prime sei, per non parlare delle due rivelazioni (Valencia e Zalgiris) che pensavamo lontane dai vagoni di testa. E invece… C’è da dire che siamo in buona compagnia perché in pochi avrebbero scommesso su spagnoli e lituani direttamente ai playoff e ancor meno sono quelli che avrebbero potuto prevedere un cammino così deludente dei turchi. Sul Pana il discorso è relativo, perché il play-in da giocare in casa sembra il trampolino ideale per atterrare alle Final Four di Oaka, cioè nel giardino di casa. Almeno sulla carta, che come la stagione regolare ha ampiamente dimostrato, conta quasi zero… Di pronostici riparleremo tra qualche mese, pronti a essere nuovamente smentiti. Nel frattempo abbiamo provato a stilare venti giudizi, uno per squadra, basandoci sui fatti e i dati oggettivi di un’Eurolega che ha confermato, questo sì, le aspettative su competitività, livello tecnico ed equilibrio nelle zone alte. Il marchio di fabbrica: Every game matters. Anche stavolta è andata così.
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