Rakitic: "Dispiaciuto per Gattuso e per l'Italia. Var? Non mi piace, toglie emozioni"
L'ex giocatore di Barcellona e Siviglia ora è dirigente dell'Hadjuk Spalato e ambasciatore di Europa League e Conference League
L'ex giocatore di Barcellona e Siviglia ora è dirigente dell'Hadjuk Spalato e ambasciatore di Europa League e Conference League
Dal nostro inviato Matteo Dalla Vite 21 aprile - 09:01 - BOLOGNAIvan Rakitic era di un’intelligenza calcistica superiore. Era (anche) il "guardiano" qualitativo di Luka Modric nella nazionale croata che raggiunse la finale del Mondiale, poi persa contro la Francia (2018). Ha vinto quel che si poteva vincere, dalla Champions (Barcellona, con anche il Mondiale per club) alla Coppa di svizzera passando anche dall’Europa League con Unai Emery che quest’anno "può rivincerla col suo Aston Villa". Ha mollato il calcio a 37 anni, è diventato dirigente dell’Hajduk Spalato nel quale ha conosciuto Rino Gattuso. Oggi è ambasciatore delle due Coppe che non sono la Champions, quindi Europa League e Conference: la chiacchierata avviene davanti alla stazione di Bologna. Bagno di folla e un tuffo dentro ai suoi punti di vista.
VIDEO: Festival dello Sport di Trento 2026, Cairo: "Sarà un'edizione bellissima"Ivan, oltre che dalla Juventus è vero che attorno al 2010-2011 lei era stato sondato dall’Inter?
(sorride e annuisce) "Qualcosa c’era stato ma alla fine non se ne fece nulla…".
A proposito di Inter: dal 2010, solo una squadra italiana ha appunto vinto la Champions League. Nel resto, la Grande Coppa è andata in Spagna, Inghilterra, Francia e Germania. Anche a livello di club, che idea si è fatto del calcio italiano?
"Non so cosa sia accaduto negli ultimi anni ma mi sorprende questo dato: quando analizziamo i numeri spesso siamo portati a dire che non ci piacciono ma spesso dicono molte cose. È preoccupante che negli ultimi 15 anni una sola italiana abbia vinto, mi dispiace perché sono affezionato al 'futbol' italiano e ancor più alla nazionale".
Ecco: manca una generazione calcistica, forse?
"Non ho parole pensando all’Italia senza Mondiale per la terza volta. È preoccupante. Sono molto amico di Gattuso, mi sarebbe piaciuto vederlo al mondiale ma il calcio è così, il football moderno è una dimensione in cui se non curi tutti i dettagli resti fuori. Spero che la vostra Federazione, e nel complesso il calcio italiano, trovino una soluzione perché l’Italia necessita di tornare a come era una volta. Un ex giocatore a capo della Figc? Scegliere la persona perfetta non è facile. L’importante è che facciano in fretta a trovare una soluzione".
In Italia bisogna cambiare le regole, sennò non cambia nulla. Gli allenatori devono dare la possibilità ai ragazzi di sbagliare
Ivan RakiticMatteo Ruggeri è un italiano che ce l’ha fatta… E’ in semifinale di Champions League.
"A volte non è facile uscire dalla zona di comfort, dalla propria casa, con la nonna che ti prepara la pasta, ma devi uscire per andare a lottare per conquistare quello che vuoi. Lottare e farcela, questa è la ricetta che molti ragazzi dovrebbero seguire e inseguire. Lo dico anche per i calciatori croati, sia chiaro".
Secondo lei non crescono più giovani talenti in Italia o forse manca il coraggio di lanciarli in maniera continuativa? La soluzione, per lei, qual è?
"Non lo so, perché so che se ci fosse stata, beh, in Italia l’avrebbero già trovata. Ho parlato tempo fa col mio amico Diego Perotti: mi ha detto che una squadra Primavera ha vinto il campionato senza alcun italiano formazione. Forse bisogna cambiare le regole, sennò non cambia nulla. Se è questione di coraggio? Gli allenatori devono dare la possibilità ai ragazzi di sbagliare: in Spagna se vengono considerati a 18 anni adatti a stare nella prima squadra, beh, ci vanno subito. Molti dicono che investire soldi nei giovani è denaro perso ma pochi pensano che magari è denaro investito, che un giorno puoi mettere nel calcio. Ma ci vuole tempo e il processo è lungo: ci vuole pazienza".
Ha chiamato Rino Gattuso?
"Non me la sono sentita di telefonargli, ho un rapporto spettacolare con lui, anche considerando la nostra amicizia sono dispiaciuto per l’Italia e specialmente per lui perché è una persona super che mi ha regalato tanto. Penso che potrà dare comunque tanto al calcio italiano".
Baturina a Como può diventare ancora migliore. Pasalic mi ricorda Modric
Ivan RakiticConferma che Modric potrebbe giocare altri due anni? E succederà ancora nel Milan?
"Io spero di sì, che possa portare avanti ancora per un biennio la sua classe. E sì, per lui spero ancora nel Milan".
Chi è l’erede di Luka?
"Non c’è nessuno credo, la storia di Luka è unica, per la Croazia e per il calcio in generale. Nikola Moro lo sostituisce in Nazionale? Sì, può essere, è cresciuto molto in questi anni a Bologna, sa fare molte cose, è un centrocampista moderno, nella nazionale sarà un perno e l’importante è che continui su questa strada, so che sta bene ed è felice a Bologna, una squadra che gli dà l’opportunità di crescere ulteriormente. Il mio preferito, però, è Mario Pasalic, ha un qualcosa che ricorda Modric: un box to box, lo vedi ovunque, destra e sinistra, ma deve imparare un po’ di cose ancora da Luka anche se quel suo essere universale lo distingue in tante situazioni di gioco".
Ci vuole dire chi sarà la futura stella calcio croato?
"Direi Luka Vuskovic, centrale difensivo, 18 anni, oggi gioca nell’Amburgo ma è di proprietà del Tottenham. Ha tutto per diventare una stella. Baturina? È un giocatore 'amazing', è stato capace di uscire dalla sua comfort zone, un giocatore importante, a Como può diventare ancora migliore".
Evadiamo: le piace il Var?
"Non mi piace. Perché adoro le emozioni nel calcio, l’immediatezza delle emozioni. Mi piace anche l’errore che fa un calciatore così come può succedere anche agli arbitri: bisogna saperli accettare, fa parte del gioco, la perfezione è impossibile. Sì, amo le emozioni nel calcio e la Var un po’ le ha tolte. Il calcio moderno si è evoluto con Var, goal-line e altri accorgimenti, ma il calcio non è il basket o un altro sport: non puoi aspettare tre minuti per capire se puoi esultare".
Chi vince il Mondiale?
"Una delle solite big sperando che poi alla fine ci sia la Croazia".
E la Champions League?
"La favorita, per me, resta il Paris Saint Germain".
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