Investimenti pesanti, ma pochi gol: 143,5 milioni per l'attacco e le reti sono solo 48
Dagli 86 gol della stagione 20/21 di Sarri ai 48 oggi, nonostante le spese: 50 milioni per Hojlund, 30 di Lukaku e Neres, 35 di Lucca, 28 per Lang. A salvare il reparto offensivo finora ci ha pensato un centrocampista...
Dagli 86 gol della stagione 20/21 di Sarri ai 48 oggi, nonostante le spese: 50 milioni per Hojlund, 30 di Lukaku e Neres, 35 di Lucca, 28 per Lang. A salvare il reparto offensivo finora ci ha pensato un centrocampista...
Antonio Giordano Collaboratore 21 aprile - 10:30 - MILANOC’è in sottofondo un rumore sordo che confonde le idee, perché prima che Napoli-Lazio enfatizzasse il disagio d’una squadra ormai da un anno e mezzo contro-natura, la storia finiva per stridere con se stessa. Racconta il passato che il Napoli ha (quasi) sempre avuto una sua esaltante espressione offensiva, l’ha fatto e ripetutamente nel tempo e con interpreti e allenatori diversi, e per un po’ - complessivamente - è stato capace persino di spingersi al di là della soglia dei cento gol stagionali. Ma voltandosi, e perdendosi nelle statistiche, la realtà va oltre questo biennio di Antonio Conte, improvvisamente inariditosi, lui che con la Juve e l’Inter è stato comunque offensivamente rassicurante.
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—Il Napoli, in campionato, ha sempre fatto la sua "sporca" figura, ha avuto capocannonieri, ha contribuito a cancellare record (Higuain con Nordahl), ha segnato con una produzione industriale frequente e altissima, s’è spinto con Maurizio Sarri fino ai 94 gol in 38 partite, ha fronteggiato l’involuzione e poi la crisi del post scudetto (55 reti), ha divertito - eccome - con Spalletti (74 e 77 reti) e adesso ha scoperto l’anemia in quei sedici metri che si sono trasformati in terra arida: un anno fa, 59 gol, sufficienti per (ri)vincere lo scudetto, e dunque dettaglio esistenziale; ma adesso, quando mancano cinque partite, la tendenza al ribasso s’è accentuata e il totale (48) non ha potuto produrre la differenza. Media 1,45, in pratica uno 0,10 in meno rispetto a un anno; però almeno ma con la possibilità di darsi una scossa nell’ultimo mese. Con i Fab Four o con Alisson Santos sembra quasi essere irrilevante, anche se qualche pensierino a innovazioni sembra si colga nell’aria.
eppure
—Napoli non si è risparmiato sul mercato, nel biennio, ha cercato centravanti che fossero funzionali al metodo-Conte, gli ha regalato subito Lukaku (30 milioni per averlo dal Chelsea) e a seguire Neres (un’altra trentina), ha perso Kvara nel gennaio del 2025, l’ha sostituito con Okafor, poi s’è riappropriato delle proprie risorse e le ha lanciate sul tavolo verde, evitando calcoli: per Hojlund sono stati spesi 50 milioni (sei per il prestito, quarantaquattro per il riscatto), altri 35 per Lucca, 28 o giù di lì per Lang e a gennaio, dopo aver mandato via in prestito L&L, una ventina per Giovane e 16,5 per Alisson Santos. Ma niente. E con la Lazio, ahia, zero riti in porta e come dicono gli analisti moderni 0,49 di expected goals (xg). Pure le aspettative erano diverse, con centocinquanta milioni investiti. Ma succede, a volte succede e bisognerà pur farsene una ragione.
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1,45La media gol del Napoli quest'anno per ora, 0.10 meno della scorsa stagione
meno male che
—Un anno fa, il principe del gol fu Romelu Lukaku ma a pesare nell’economia fu soprattutto Scott McTominay che da centrocampista si trasformò in attaccante aggiunto e ne fece dodici in campionato. Quest’anno, c’è un centravanti - Hojlund - che ha appena toccato la doppia cifra, e sta a dieci reti, e alle sue spalle, nella classifica cannonieri, c’è (ovviamente) McTo, che è arrivato a otto e ha provveduto a contenere le difficoltà. Mal di gol da curare.
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